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10 marzo 2016

Matt Elliott

THE CALM BEFORE

2016 - Ici D'Ailleurs
[Uscita: 04/03/2016]

Inghilterra  #consigliatodadistorsioni   

 

calmbefore1Chi ha avuto la fortuna di assistere ai concerti dell'ultimo tour di Matt Elliott ha avuto modo di ascoltare, uno di seguito all'altra, le due diverse incarnazioni di questo straordinario artista che nella stessa serata ha presentato la sua ultima produzione cantautorale e quella elettronica, industrial dell'altra sua creatura, Third Eye Foundation, di cui ha riproposto dal vivo a distanza di vent'anni il disco di debutto. Musicista, serio, appartato, poco incline a concessioni al gusto modaiolo indie, Matt Elliott prosegue un suo personalissimo cammino che ha visto il suo apice nella stupenda trilogia di “Songs” e che prosegue ora con questo incantevole “The Calm Before”, ma l'aggettivo usato non tragga in inganno, qui di fiabesco, di grazioso non c'è nulla, c'è piuttosto l'incanto per chi, e qui si riconosce il vero artista, riesce a creare canzoni meravigliose che partono dal disagio, dal dolore, da un senso tragico dell'essere.

Materie non facili, ma che Elliott tratta con una tale grazia, delicatezza che finisce per comunicarci infine un senso perfino di serena accettazione che sublima il tragico nello stupore della creazione artistica. Anche se ci avverte che c'è calma prima che arrivi la tempesta a turbare e sconvolgere le nostre esistenze. Arrangiamenti minimali, essenziali, una chitarra folk ad accompagnare la voce di Matt Elliott, calda, profonda, confidenziale conferiscono al disco un'atmosfera pacata e riflessiva fortemente suggestiva.

 

matt eIn “The Calm Before”, suo settimo album solista, suonano gli stessi musicisti che lo avevano accompagnato nel precedente  “Only Myocardial Infarction Can Break Your Heart” ed è anche questo prodotto da David Chalmin. Sei i brani, la brevissima iniziale A Beginning è un fingerpicking di impalpabile dolcezza, come un carillon che ci introduce al brano che dà il titolo all'album e che inevitabilmente diventa, grazie a una durata superiore ai quattordici minuti, l'episodio che dà il tono a tutta l'opera. Un inizio lento, ripetitivo solo chitarra e voce, cui poi si aggiungono le note del piano e un contrabbasso lontano, la sensazione è quella della calma della bonaccia, verso la metà arriva un lungo intermezzo strumentale che ci porta verso un finale di intenso e turbato lirismo, come ha dichiarato lo stesso Elliott la tempesta rompe la calma, ma alla fine rischiara anche l'aria.

Dopo la breve intensa, introspettiva The Feast of St. Stephen, una riflessione sulla sua infanzia vissuta in una rigida comunità religiosa, le sonorità del disco lasciano le grigie nebbiose atmosfere d'Albione per indirizzarsi verso ambientazioni più mediterranee, ma sempre filtrate da un senso crepuscolare e malinconico dell'esistenza.

Così I Only Wanted To Give You Everything potrebbe essere un flamenco suonato con l'animo di uno struggente fado per cantare il senso della perdita, dell'essere rifiutato, Wings & Crowns ha la forza di un tango rivestito di inquietudine e spogliato della sua prorompente sensualità. elliottChiude l'album un altro brano molto complesso ispirato al mito della caverna di Platone, The Allegory Of The Cave: quel che noi conosciamo sono solo le ombre della realtà, brancoliamo nell'inconsapevolezza del nostro destino, la chitarra folk e i suoni gravi del contrabbasso accompagnano le riflessioni amare del musicista di Bristol. Un altro tassello prezioso nella discografia di questo grande artista.

 

Voto: 8/10
Ignazio Gulotta

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