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15 maggio 2016 ,

CFM

STILL LIFE OF CITRUS AND SLIME

2016 - In The Red Records
[Uscita: 08/04/2016]

Stati Uniti 

 

cfmCharles Francis Moothart II è il nome che nasconde l’acronimo CFM. La figura di Moothart può essere considerata “di culto”: si tratta dell’uomo fidato di Ty Segall, suo costante collaboratore in molti progetti, chitarrista impeccabile in GØGGS e nella Ty Segall Band. Altre situazioni, sempre all’ombra del biondo di Laguna Beach, hanno portato Moothart ad esporsi maggiormente: non si può non pensare ai FUZZ e ai riff sabbathici che scaturiscono dalla sua Jaguar. Come spesso accade ai garage-rockers di scuola segalliana, Moothart ha intessuto nel corso degli anni una fitta rete di progetti anche esterni alla figura di Ty: dai leggendari Epsilons ai Culture Kids, dalle collaborazioni nei dischi dell’amico Mikal Cronin ai Perverts fino ai Moonhart.

Figura poliedrica e motore di certa scena californiana, Moothart sceglie di pubblicare un album solista alla fine di difficili vicende personali e di un lungo periodo di riflessione. “Still Life of Citrus and Slime è un tentativo di far defluire il dolore e trasformare l’estro creativo in energia curativa, secondo lo stesso Charlie è “il ritratto di una persona che studia la meccanica di due macchine distinte: il cervello e il TASCAM 338”.  L’album è frutto di una elaborazione fortemente personale (anche materialmente, con un registratore multitraccia) che mai era emersa fino ad ora nell’opera di Moothart.  

 

cfm1Questo non ci esime dallo constatare che Still Life Of Citrus and Slime raccoglie una manciata di pezzi validi e poco più. Moothart può ben sperare su una conoscenza tecnica ed oculata della chitarra ma il suo songwriting perde presto terreno. L’uso dell’assolo e della chitarra non è mai al centro delle canzoni di Moothart, è un contorno a volte insapore e confusionario. 

L’inizio in salita non promette niente di buono, i synth (che abbiamo visto anche nell’ultimo “Emotional Mugger” di Ty Segall) di You Can’t Kill Time fluiscono nel boogie hard di Brain Of Clay senza suscitare grandi emozioni. Lo stesso singolo Lunar Heroin che sfodera un riff rave up stile Thee Oh Sees non coinvolge se non nel mostrare i suoi muscoli distorti. Il disco si inabissa davvero nelle brutture fuzz di Street Car History, Glass Eye e Slack dove il suono lo-fi diventa semplicemente insipido. I buoni numeri arrivano nella tratta finale con l’omaggio al punk-rock più spigoloso della West Coast Habit Creeps (il miglior pezzo dell’album), lo slacker hard-rock di Clearly Confusion che sfodera uno dei migliori assolo di Moothart, la ballata 60’s di Purple Spine sembra poter far da contraltare ai pezzi cfm-DeneePetracek-1dell’amico Segall; il garage lo-fi noioso delle prime tracce torna irrobustito e focalizzato in The Wolf Behind My Eyes.

Volendo tirare le somme, CFM è un progetto secondario e tale dovrebbe rimanere visto che non offre molte soluzioni di continuità né aspetti innovativi di un trend musicale che si è affermato da qualche anno nella cultura indie statunitense. La sciatteria lo-fi, come in Emotional Mugger, mischiata alle istanze glam/hard non paga: è un passo indietro che confonde le carte in tavola. Still Life of Citrus and Slime è un album assolutamente interlocutorio. 

Voto: 6/10
Ruben Gavilli

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