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30 novembre 2018 ,

Jon Spencer

SPENCER SINGS THE HITS

2018 - In The Red Recordings
[Uscita: 09/11/2018]

Stati Uniti

 

Jon Spencer_CoverCompleto giacca pantalone, capello corvino, canta pure le hits! Il re del “babe get down!” è di nuovo in pista. Non è ancora la versione sotterranea “dressed up like Elvis from hell” che ha forse sognato ascoltando i Gun Club, e pensarlo come normalizzato dal Sistema è davvero troppo. Ma dopo trent'anni tra Pussy Galore, Blues Explosion e Boss Hog, l'esordio solista di Jonathan Kirk Spencer ha, nella sua nicchia di devoti, i crismi del piccolo evento. Il formato è quello prediletto del terzetto sghembo, e qui sono il synth di Sam Coomes e la batteria di M. Sord (che non funziona come quella Russell Simins) ad accompagnare la caustica chitarra del leader. Il suo talking punk è denso, scorbutico, saturo nei suoni, scontroso, tutto stop and go fragorosi e ritmi da cerimonia voodoo. Come potremmo aspettarci dalla vecchia Blues Explosion, ma senza groove, senza respiro, nè divertimento. Rock senza roll, rhythm senza blues, dark senza wave.

 

Jon_spencer_credit_jean_luc_karcher_1425487589_crop_550x706Jon Spencer gigioneggia tra loop di synth e ritmo motorik, sempre rimanendo distante anni luce dalla musica sintetica e rifinita in plastica, ma strizzando l’occhio ad un sound infarcito di pose alternative, accartocciato tutto al centro, senza spazio, come una lavatrice in perenne centrifuga, ottusa e ostinata, minimale e addirittura nichilista nel suo battere da catena di montaggio futuribile. Chi si aspettava una svolta rimarrà deluso, chi sperava in uno Spencer alla riscoperta delle sue radici più intransigenti, apprezzerà queste “hit” di un rock altro, esploso sì negli anni ‘50, ma durante un’invasione di ultracorpi dall’oltrespazio. Una quindicina d’anni di ritardo dall'ultima coda cyberpunk non compromette affatto l’ascolto di questa specie di un impossibile “Blood Sugar Sex Magik” inciso dai Black Keys per la Fat Possum. Ascolto che però è scuro, notturno, insomma mica facile… ma corrosivo e intriso di ironia. Perché insomma, con quella scritta in copertina... “The World's Most Beloved Melodies on One Jon-Spencer-Press-Photo-2018-770x470Long-Playing” che potrebbe essere lo slogan per una compilation di X-Factor… lo sberleffo a quel Sistema è assicurato una volta di più. Con la speranza che Jon ritorni davvero ad indossare i panni più sgualciti del bluesman vampiro che aspetta al crocicchio lo spirito del vero Beefheart, non quello di “Clear Spot”. Lasciando da parte le canzoni per hipster bianchi che si guardano Letterman sul tablet. 

 

Voto: 6,5/10
Giovanni Capponcelli

Foto 2 a destra: di  Jean Luc Karcher

 

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