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21 dicembre 2012

Spencer P. Jones And The Nothing Butts

SPENCER P. JONES AND THE NOTHING BUTTS

2012 - Shock Records
[Uscita: 09/11/2012]

Spencer-P.-Jones And the Nothing Butts# Consigliatissimo da DISTORSIONI

 

C’è stata un’epoca in cui il rock migliore e più sopraffino proveniva dalla terra dei canguri, la lontana Australia. ‘Aussie Rock’ è ancora oggi la sua denominazione doc: stiamo parlando soprattutto degli anni ’80 del secondo millennio e di grandi bands come The Birthday Party con Nick Cave, Hoodoo Gurus, Died Pretty, Triffids, Beasts Of Bourbon, The Go-Betweens, Lime Spiders, Celibate Rifles, New Christs e prima di loro dei grandissimi Radio Birdman, Saints che diedero alle parole rock, punk, una dignità e contenuti incommensurabili. Anche  i ’90 hanno visto alcuni di questi artisti in attività ed autori di lavori più che buoni, ed in alcuni casi magistrali come nel caso di Nick Cave & the Bad Seeds, band australiana ormai solo in parte, ma il momento magico, quel momento magico, era passato definitivamente. Ma i sopravvissuti dell’aussie rock non sono mai rimasti inerti: è il caso di Tex Perkins, giullare border line dei Beasts of Bourbon prima e dei Cruel Sea dopo, di cui ci siamo occupati ampiamente di recente su Distorsioni, anche intervistandolo. 

 

Un altro ‘survivor’ è il benemerito  chitarrista  e songwriter Spencer P. Jones (dall'eterno cappellaccio), che nelle passate decadi ha militato nei Johnnys, Beasts Of Bourbon, Slappers, Sacred Cowboys oltre a siglare alcuni album solisti. La band che Jones ha messo su negli ultimi mesi di questo 2012, The Nothing Butts, è un magnifico colpo di coda nel terzo millennio dell’aussie rock più ispirato ed intransigentemente chitarristico. “Spencer P Jones And The Nothing Butts” l’album omonimo in questione, uscito all’inizio del novembre scorso: la line up contempla alla batteria un ex compagno di Spencer P. Jones, James Baker, altro decano del rock della terra dei canguri (Painkiller, Beasts Of Bourbon, Scientists, Dubrovniks, Hoodoo Gurus), era con lui nell’organico dei Beasts che registrò il seminale Axeman’s Jazz” nel 1984. Con loro due membri di The Drones, altrospencer p. jones gruppo garage australiano di valore: il suo cantante, songwriter, poeta punk e chitarrista Gareth Liddiard e la bassista Fiona Kitschin, sua compagna nella vita. L’incrocio dei quattro artisti produce un piccolo miracolo ispirativo senza tempo, nove brani all’insegna – come suddetto – prima di tutto di un blend chitarristico superbo e senza compromessi, forgiato dall’incrocio dei manici di Jones e Liddiard.

 

Non si pensi comunque a nulla di apocalittico o a scolastiche, ortodosse fattezze noise: a fare terra bruciata in tutto il disco sono invece in primis le fratture nevrotiche di Gareth Liddiard, soli lunghi ed incrociati, frammentati e saturi d’energia sporca, non addomesticabile, attacchi insolenti (Freak Out, When He Finds Out, When Friends Turn)  all’insegna di un’ottica punk meravigliosamente maleducata, estranea ai ranghi di tanto rock auto compiaciuto mainstream o finto-indie studiato a tavolino che si sente in giro di questi tempi. Ai più refrattari alla riottosità punk consiglio di farsi blandire dal solismo fiero e maturo di Spencer P. Jones (Beware the crossing). Le pietre di paragone più idonee che mi vengono in mente per darvi conto dell’estetica rock che ispira i passi di Spencer P .Jones And The Nothing Butts” - soprattutto nei quasi nove incredibili, spasmodici minuti di calore bianco chitarristico di When He Finds Out - sono  “Blank Generation” di Richard Hell and the Voidoids (1977), ed i contorti esperimenti timbrici chitarristici di Lou Reed in lavori come "Set the twilight reeling" (1996) o "Ecstasy" (2000).

 

gareth liddiardE’ straordinario poi come tutto sia al servizio di un songwriting agrodolce che predilige ballate trasversali e malate (Don’t you worry about me, Only a matter of time, (She walks) Between the Raindrops), lente e screziate di blues (When Friends Turn, Beware the Crossing), e performances vocali che riportano senza forzatura alcuna a poeti sublimi della decadenza rock e dell’ambiguità come Peter Perrett dei britannici, enormi Only Ones  (Duplicity, Conditions Apply)  e Lou Reed (Only a matter of time). Potrei concludere proprio così, affermando come tutto il lavoro di debutto di questo nuovo progetto di Spencer P.Jones sia innervato di un’adulta e sapida vena glam, poetica e seducente in molti casi, ma capace anche di uno sfacciato, dissennato urlo,  ‘Freak Out!’, sfuggito chissà come a coordinate hippie scolpite nel plesso temporale, per rivivere uno spasmo ribellistico.

 

Tracklist  

Only a matter of time

Beware the crossing

Freak out

(She walks) between the raindrops

When he finds out

Duplicity

Don't you worry about me

Conditions apply

When friends turn

 

Pasquale Wally Boffoli

Nella foto 2: Spencer P. Jones - nella foto 3: Gareth Liddiard

 

Spencer P. Jones And The Nothing Butts


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