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27 marzo 2012 , ,

Paul Weller

SONIK KICKS

2012 - Island
[Uscita: 19/03/2012]

Paul Weller, Sonik Kicks# Cautamente Consigliato da DISTORSIONI

Undicesimo disco della carriera solista del nostro amato Modfather, seguito ideale dell’acclamato “Wake Up Nation" del 2010, disco che segnava il risveglio di una certa urgenza espressiva, dopo che “22 Dreams”, sorta di personale White Album di due anni precedente, aveva rappresentato in qualche modo sia il sunto che la ripartenza di una carriera invidiabile. Come e più del disco precedente, caratterizzato da un ritorno a canzoni più brevi e nervose, in qualche modo riconducibili al periodo Jam, pur con suoni meno convenzionali rispetto agli ultimi canoni, questo nuovo lavoro mette in luce una creatività sfrenata, anche se non sempre accompagnata da pari lucidità. Album che era già pronto circa un anno fa ma che è stato lasciato a decantare tra ripensamenti,  sforbiciate alla scaletta e un decisivo, a detta dello stesso Weller, intervento di Stan Kybert in fase di mixaggio. Vicenda simile era accaduta in passato con l’album degli Style Council “Modernism: A New Decade”, addirittura rifiutato dalla Polydor. Ascoltatone poi il risultato come dar loro torto: non preoccupatevi, qui le cose vanno decisamente meglio.

 

Tralasciando ogni commento sull’orribile quanto colorata copertina, si parte con l’accattivante Green che piace per il poderoso groove fatto di elettronica, beat, psichedelia, chitarre fuzzate e strambi effetti panning, e, saltando di palo in frasca, spizzicando un genere qua e un riferimento là, si finisce circa quaranta minuti più tardi con Be Happy Children, bellissimo mid-tempo in chiave Northern Soul. In mezzo, tra (Mod)ernismo e  (Mod)ernariato,  c’è da stordirsi mica poco,  tanti sono i rimandi e i tentativi di fusione più bizzarri. Succede così che tra una Know Your Rights dei Clash quasi clonata e pucciata nel Kashmir di Kling I Klang, si svolti verso il pregevole apocrifo drakiano di una By The Waters gentilmente screziato dagli archi, si incontrino i Kinks al pepe di  In The Attic, impreziosita dalla presenza di Graham Coxon, ma ci si imbatta anche, proprio a metà programma, nei sei minuti e passa del super dubbone Study in Blue che parte Style Council e vorrebbe terminare Material, ma che presenta un conto di un peso tale che neanche il cinghiale del digestivo Brioschi.

 

Si procede tra svariati riferimenti ai Neu!, strambi intermezzi dal sapore space-ambient centrifugando anche, giusto per non farsi mancare nulla, certo synth-pop anni 80. Brillano comunque una tosta e quasi noir Around The Lake, con ospite Noel Gallagher,  e una Paper Chase con i Blur nel DNA. Insomma, non fosse che ci si impigli sovente in molta fuffa, questo sarebbe anche un bel disco. La sensazione che rimane però è che, per la troppa voglia di dimostrare di essere al passo coi tempi, si sia finito per strafare. Insomma, per capirci: è come quando per uscire ci si sia voluti vestire da fighi per poi scoprire di finire la serata in bocciofila. 

Roberto Remondino

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