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29 settembre 2012

AA.VV.

SONGS FOR DESERT REFUGEES

2012 - Glitterhouse
[Uscita: 29/06/2012]

AA VV – Songs for desert refugees   2012   Glitterhouse Records  # Consigliato da DISTORSIONI

 

Forse non tutti conoscono la condizione dello stato africano del Mali, della guerra civile mai sopita che costringe migliaia di persone a lasciare i propri campi, animali, case e fuggire negli stati vicini a richiedere asilo, lasciandosi la propria vita, la propria identità, alle spalle. Questo lavoro uscito per l'etichetta tedesca Glitterhouse è una compilation di band Tuareg del Nord del Mali in supporto ai rifugiati di quelle regioni, ogni copia venduta corrisponderà ad una donazione in loro favore. Ma questa non è l'unica ragione per cui questo cd meriterebbe di essere acquistato, questa compilation rappresenta una delle scene musicali più interessanti degli ultimi anni. Agli ormai celebri Tinariwen (basti citare la loro presenza durante la cerimonia di apertura dei mondiali sudafricani del 2010, un evento planetario) si affiancano una moltitudine di band che seguendo la loro scia hanno dato vita ad un vero e proprio movimento desert-rock, vero desert-rock e non roba per americani strafatti (non me ne vogliano band come Kyuss o Fu-Manchu). Come succede per le cinematografie emergenti, anche per la musica vale la stessa equazione, questi brani contengono un'energia ed un'intensità che oramai non vibra più nelle corde delle band occidentali, qualcuno ricorderà una famosa compilation punk uscita nell'81 negli stati uniti che recitava: "The Decline of the Western Civilization", beh, questa compilation viaggia in direzione diametralmente opposta.

 

Il sound di queste band è poetico ed ipnotico, la chitarra elettrica si inserisce perfettamente nelle architetture musicali originarie di queste antichissime culture, alle nostre orecchie alcune composizioni possono sembrare antiquate e ricordare vagamente gli anni '70 e band come The Doors, Santana, Led Zeppelin, ma lo spirito che anima queste band è assolutamente genuino, quella che stanno combattendo è la loro rivoluzione, e le armi importate dagli occidentali in questo caso si chiamano Fender, Marshall, Pearl. Oltre ai Tinariwen, spiccano band come Tamikrest alfieri della new-wave in Kadil, capitale del Nord-Est del Mali. Ibrahim Djo Experience invece opera un'interessantissimo omaggio al sound del delta del Mississipi in salsa Tuareg con suo Blues du Desert. I Tadalat sono una giovanissima band formatasi in Aguehoc, una città ribelle repressa nel sangue, il loro brano è a mio avviso quello che fonde meglio l'anima sahariana con i deserti del nevada dove un giovane Jim Morrison scriveva di lucertole ed incesti.

 

Tingrawahi Tikma di Bombino è una lunga live session percorsa da virtuosismi chitarristici che s'inseriscono in quella che sembra una danza rituale Tuareg, il mix risulta godibilissimo, sembra quasi di intravedere le ombre muoversi intorno al falò sotto le stelle africane. In chiusura Tartit, forse la band più tradizionale della compilation, il loro brano è quasi esclusivamente vocale e si accompagna al tindé, un tamburo tradizionale della regione del Timbuktu. Questo ultimo brano ha un significato particolare, il suo ritmo circolare e ripetitivo è un vero e proprio loop che ci riporta indietro di svariate centinaia di anni per rifiondarci in ciò che noi occidentali da qualche anno a questa parte chiamiamo "avanguardia".

Nick Zurlo

Audio

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