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31 marzo 2017

Wire

SILVER / LEAD

2017 - Pink Flag Records
[Uscita: 31/03/2017]

Inghilterra   #consigliatodadistorsioni

 

La sigla Wire nell’ambito delle musiche possibili e segnatamente nell’aurato cerchio del post-punk è sinonimo, oltre che di longevità, di qualità inequivoca. Sono trascorsi quarant’anni dall’uscita di “Pink Flag” e parecchi altri da brillanti prove discografiche quali: “154”, “The Ideal Copy”, “A Bell Is A Cup...”, “Manscape”, solo per citarne alcune, e ritroviamo il prode Colin Newman ancora in grande spolvero. A distanza di un anno dall’Ep “Nocturnal Koreans”, i Nostri licenziano per i tipi della Pink Flag il loro quindicesimo album, “Silver / Lead". Attorniato da Graham Lewis al basso, Robert Grey alla batteria, Matthew Simms alla chitarra, Colin riesce ancora a tirar fuori dal cilindro sonorità di grande suggestione e potenza.

 

L’album vira sin dall’incipit verso soluzioni di notevole freschezza armonica con l’introduttiva traccia psichedelica di Playing Harp For The Fishes, sorta di nenia per wire-band-2017chitarra distorta e voce strisciante in abissi senza tempo. Il ritmo cardiaco del suono si innalza, poi, vertiginosamente e Short Elevated Period ne è palese testimonianza: voce ispirata, chitarra in corsa fiammeggiante, sezione ritmica pulsante e incalzante. Diamond In Cups indulge verso cadenze più quiete benché pregne di sostanza pop-rock di indubbio rilievo, con la chitarra che nella seconda parte del brano si fa più abrasiva e fa da contraltare alla voce di Colin, sempre intensa. Forever & A Day si apre con il respiro caustico e sotterraneo della chitarra, prima di pervenire a ritmi più rassicuranti da ballata folk-rock. Toni decisamente dark caratterizzano la linea sonica di An Alibi, con la voce di Newman a scandire il tempo e la chitarra a tessere ghirigori post-punk di rara efficacia.

 

Sonic Lens è un tripudio di basso e batteria, cui la chitarra fa stavolta da sfondo, e la voce di Colin s’innalza imperiosa e solenne sull’insieme. Un impasto virtuoso di melodia e potenza compositiva è esemplificato nella traccia successiva, This Time, che wirefotosembra estrapolata sic et simpliciter da uno dei dischi degli anni ‘80 della band britannica. L’afflato meditativo delle prime note su cui spicca la voce evocativa di Newman, in Brio, è solo il preludio al finale innalzarsi della chitarra verso impervi sentieri venati di austero psych-rock. L’intermezzo gradevole e arioso di Sleep On The Wing preannuncia il segmento finale, la title-track Silver / Lead, una lenta e oscura cavalcata nei territori del più inquietante post-punk, con la voce di Newman che sembra provenire da arcane profondità e gli strumenti coniugati in chiave di avernale esalazione sulfurea. Chi aveva dato per già trapassati gli Wire è servito bellamente. Album sontuoso. 

 

Voto: 7,5/10
Rocco Sapuppo

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