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13 Settembre 2012 , ,

Bob Mould SILVER AGE

2012 - Merge Records
[Uscita: 4/09/2012]

Bob Mould SILVER AGE 2012 – Merge Records # Consigliato da DISTORSIONI

 

L'età dell'argento è arrivata. Discreta, silenziosa ma arrogante è venuta a sfondare le porte chiuse e gli infissi cadenti di un ventennio inerme e silenzioso. Niente sarà più come prima. Bob Mould lo sa, e ha deciso di darle il benvenuto, confezionando un album come non ne faceva da tempo. Come non si facevano da tempo. Dopo See A Little Light: A Trail Of Rage And Melody”, la biografia scritta a quattro mani con Michael Azerrad, la riproposizione dell'intero “Copper Blue” in una serie di concerti durante l'estate appena trascorsa, e la ripubblicazione dell'intero catalogo Sugar ad opera della Merge Records, il vecchio Bob spalanca le porte dell'autunno apponendo un altro bellissimo tassello alla sua personale storia rock. Ed è come se il Re avesse deciso di tornare a riprendersi il trono. Spazzando via una concorrenza che appare piccola piccola se messa di fronte alla bellezza e alla concretezza di questo pezzo d'arte.

 

Se dovessimo citare affinità musicali dovremmo andare a ritroso all'esordio degli Sugar, al tanto amato e fortunato“Copper Blue”. Ma nonostante i paragoni possano risultare piuttosto ovvi, ed è stato lo stesso Mould a proporli senza alcuna remora - "volevo mettere insieme un disco-fratello, qualcosa che potesse complementare il feeling di quell'album, l'estetica di quell'album" - “Silver Age” non suona affatto come una semplice riproposizione di stilemi. Certo, non c'è nulla di rivoluzionario qua dentro, ma il livello di scrittura dei pezzi (sia a livello musicale che di liriche) è talmente alto che il lavoro esce fuori dalle casse incredibilmente fresco e “nuovo”. Parrebbe proprio che il Re sia riuscito (ancora una volta) a spostare in avanti l'asticella del suo suono, plasmandolo della rabbiosa urgenza dei tempi che viviamo. E che non abbia ancora finito di scrivere il manuale dell'alternative rock iniziato quasi trent'anni fa con gli indimenticabili Hüsker Dü.

 

Silver Age è un capolavoro di rara schiettezza. Gioiello di melodia, potenza, sana e robusta ruvidità rock senza cedimenti. Un power pop semplice e diretto di fattura magistrale, tirato a palla dalle chitarre che rumbano feroci tutto intorno fino a coprire spesso la bella voce nasale del nostro e portato in cielo dalle linee melodiche disegnate con incredibile maestria. Aggiungeteci una sezione ritmica da paura (Jason Narducy al basso e Jon Wurster dei Superchunk alla batteria) e avrete il quadro completo. Difficile descrivere l'emozione a pelle che si prova ad ascoltare pezzi come The Descent, singolo anthemico scelto da Bob e dalla Merge per aprire le porte all'album (la perfezione hardcore melodica su un tappeto di chitarre, che trova degna compagna in Keep Believing), il robusto hard-rock di Silver Age, il rock slow-tempo epicamente melodico e incredibilmente potente di Steam of Hercules, il furioso power-pop chitarristico di Round The City Square o il rock in tonalità minore di Angels Rearranging. Gioielli incredibilmente preziosi che tengono insieme l'architettura di un disco ispirato, artisticamente e umanamente infiammato, pilastri di un rock che trasuda passione da ogni singolo accordo. Benvenuti nell'età dell'argento miei cari, zio Bob è qui per guidarvi. Rispetto!

Leonardo "Kaosleo" Annulli

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