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18 settembre 2012 ,

The Sea and Cake

RUNNER

2012 - Thrill Jockey
[Uscita: 18/09/2012]

The sea and cake “RUNNER”   2012 Thrill jockeyÈ ormai assodato che passati una ventina di anni gli stili musicali siano oggetto di riscoperta. Aspettiamoci perciò un ritorno del post rock, secondo alcuni il filone più interessante degli anni '90, secondo altri il più sopravvalutato. Curiosamente l'unico gruppo ad accettare la definizione coniata da Simon Reynolds sono i Sea and Cake; ma solo perché così il lettore poteva farsi un'idea della loro musica, la più pop tra quella suonata in quel di Louisville e Chicago, una piacevole miscela di new wave  alla XTC e Talking heads e tropicalismo alla Caetano Veloso/Arto Lindsay. Il gruppo nacque poiché Sam Prekop, cantante degli Shrimp boat, malgrado il totale insuccesso di pubblico e critica ottenuto dalla sua band ebbe fiducia dalla casa discografica per fare un nuovo disco. Decise di formare una nuova band coi suoi compagni alla scuola d'arte Archer Previtt ed Eric Claridge (i tre si alternano nel realizzare le copertine), mentre il batterista prescelto Brad Wood rifiutò perché impegnato come tecnico del suono e propose il suo assistente, l'allora sconosciuto John McEntyre.

 

Dopo avere inciso negli ultimi anni alcuni dischi poco interessanti rispetto ai primi, i Sea and cake propongono un lavoro più rock e meno post. Le chitarre si inspessiscono, in alcuni brani si sentono sonorità frippiane. Il ritmo è più serrato e lo stile di batteria di McEntyre è più squadrato e semplice che in passato. Ovviamente rock nel senso più esteso del termine: se i vostri numi sono Springsteen o i Black Sabbath i Sea and cake non fanno per voi, specialmente per il cantato di Sam Prekop, anche autore di tutti i brani, quasi sussurrato, da crooner brasiliano. Dopo i primi due brani, le successive A mare e The invitations si fanno più vicine allo classico stile del gruppo, con armonie più jazzate e tempi più sincopati, anche se gli accordi dissonanti e i ritmi strani dei primi dischi sono lontani. Inedita per gli stilemi del gruppo una ballata puramente acustica come Harbor bridges, solo chitarre e controcanti vagamente west coast (sarà il nome del gruppo ma i Sea and cake mi ispirano spesso visioni di paesaggi marini). L'ascolto procede gradevole nell'alternanza di brani più sostenuti con altri più tranquilli, con melodie dolcemente malinconiche. Un disco piacevole, ma chi non conosce il gruppo dia la precedenza ai dischi incisi a fine anni '90 come “The biz” e “The fawn”, o addirittura al primo splendido solo di Prekop, realizzato con Jim O'Rourke e musicisti della scena jazz di Chicago. 

Alfredo Sgarlato

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