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6 settembre 2013 ,

Luke Haines

ROCK AND ROLL’ ANIMALS

2013 - Cherry Red Records
[Uscita: 29/07/2013]

animalsI tempi non favoriscono le illusioni. I rispettivi immaginari tendono a rinsecchire, prosciugati da certe arsure quotidiane. Cionondimeno, tendiamo ad arricchire le nostre ludiche esperienze, ascolti compresi, di vecchi e nuovi stimoli. Qualcosa che può contribuire a renderci tanto più consapevoli e splendenti (verso noi stessi), è l’ascolto di questo “Rock And Roll' Animals”, ultimo cd rilasciato dall’immarcescibile Luke Haines, deus ex machina dei leggendari Auteurs e dei successivi Black Box Recorder, oltre che protagonista di una significativa quanto defilata carriera solistica (ultimo capitolo a solo nome Luke Haines, escludendo successive collaborazioni, “21st Century Man” risalente al 2009). Si tratta di folk-rock psichedelico, diremmo pastorale, dove l’estro cantautorale struttura una comedy fatta di personaggi tratti dal mondo animale, come gancio per illustrare allegoriche vicende tanto assimilabili alle idiosincrasie umane. Ci sono flauti, riverberi, temi reiterati e magie sonore (ad es. in Magic Town che apre l’album) di xilofoni giocattolo, voci femminili narranti (Magic Interlude 1 e 2, dove collabora l’attrice Julia Davies), melodie carezzevoli da ambienti infantili pervasi di ombre colorate (A Badger Called Nick Lowe), e l’Haines che più conosciamo ed apprezziamo per precedenti esperienze d’ascolto, a renderci gradevolissimo l’apparato melodico sussurrato e discreto (prevalentemente acustico quanto in Three Friends, pietra angolare dell’intero album), come lo può essere solo una favola per adulti e bambini, percepita tra veglia e sonno. Il piglio è quello dell’artista outsider di certo filigranato brit-pop, con addentellati verso un rock blasé (Gene Vincent-Rock n’ Roll Mums and Rock n’ Roll Dads) tanto caro al nostro ex Auteur. Cori Infantili e filastrocche (The Birds…The Birds), cristalline fioriture di glam da soggiorno (The Angel of The North), chitarre acustiche e toni di un’ epica ricerca di luoghi magici ed affabulazioni tranquille. In buona sostanza Haines anche in questo album centra il proprio obiettivo, ponendosi come in carriera ha sempre fatto: lontano da forzature sonore, coerente con se stesso e con proiezioni che nonostante tutto smontano il nostro disincanto. Perché si fa presto a dire musica psichedelica. Più difficile è convincerci, oggi, di quanto benessere possa derivare dalla conoscenza di vicende riguardanti ad esempio 'un curioso tasso di nome Nick Lowe'.

 

Voto: 7.5/10
Marco Prina

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