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4 ottobre 2014 ,

Earth

PRIMITIVE AND DEADLY

2014 - Southern Lord Records
[Uscita: 01/09/2014]

USA                                                                                                        # Consigliato da Distorsioni

earth_primitiveanddeadly_kapakIn precedenza quel magnifico disco diviso in due volumi, “Angel of Darkness” e “Demons of Light”, uscito circa tre anni fa, con i quali gli Earth di Dylan Carlson ci presentavano un lavoro notturno, inquietante ma delicato allo stesso tempo  e con sonorità vicine ad un certo post-rock  e psych-folk.  2014: il nuovo “Primitive and Deadly” mantiene alcune caratteristiche tipiche delle ultime produzioni, ma fin dalle prime note è lampante che le chitarre hanno maggiore distorsione, basso e batteria sono più corposi ed i suoni in generale si sono appesantiti riavvicinandosi  al doom. Non è però una riedizione aggiornata della band di Seattle di inizio anni novanta, non siamo su territori così claustrofobici ed aspri: con l’iniziale e strumentale Torn By The Fox Of The Crescent Moon le atmosfere oniriche lasciano il passo o vengono comunque sovrastate da sonorità pesanti e compresse, con rimandi evidenti a mostri sacri quali Black Sabbath e Melvins.

 

Nella successiva There Is A Serpent Coming una chitarra rarefatta ed acida introduce la voce sempre molto calda di Mark Lanegan, special guest principale del disco, in una ballata lisergica e desertica che sembra una ninna nanna demoniaca. Il meglio deve ancora venire: il terzo brano a lascia veramente il segno,  From The Zodiacal Light è un brano doom ossessivo, ipnotico e lungo, con al microfono la splendida voce della cantante dei Rose Windows Rabia Shaheen Qazi, che accompagna in maniera perfetta il vortice di suoni che gli Earth sanno creare.  Quindi Even Hell Has Its Heroes, hard-blues con la chitarra di Carlson in primo piano e la conclusiva Rooks Across The Gates con ancora una volta la voce del compaesano Mark Lanegan. Dopo venticinque  anni di carriera musicale gli Earth dimostrano ancora e decisamente di sapere fare musica di spessore, altamente emozionale e suonata maledettamente bene. 

 

Voto: 7.5/10
Giovanni Mastrapasqua

Audio

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