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12 maggio 2012 , ,

Comus

OUT OF THE COMA

2012 - Rise Above Records /Coptic Cat
[Uscita: 24/04/2012]

COMUS “Out Of The Coma# Consigliato da DISTORSIONI

 

I Comus non li ho ascoltati quando uscirono, come molti non mi ero accorto di loro e così la loro scoperta è avvenuta negli ultimi anni, grazie alle ristampe in cd del loro capolavoro "First Utterance" del 1971, del resto la carriera del gruppo è stata brevissima, un secondo album nel ’74, con una formazione con soli tre membri della band originaria e la cui creatività è limitata dall’intervento della casa discografica e poi l’oblio, fino a che, grazie a Mikael Åkerfeldt degli Opeth la reunion, una serie di concerti, un cd-dvd, "East Of Sweden", che testimonia una loro esibizione svedese del 2008 e ora il nuovo disco. Meno di 40 minuti di musica divisa tra quattro tracce, tre sono le composizioni nuove, già eseguite dal vivo nelle loro performance e una, The Malgaard Suite, che risale al 1972 e doveva far parte del mai realizzato secondo disco dei Comus: furono infatti i discografici a volerne imporre una versione ridotta, i canonici tre minuti, ma di fronte al rifiuto dei musicisti il disco non vide mai la luce, e noi oggi non possiamo che rammaricarcene, davvero i Comus sono stati vittime sacrificali dell’ottusità delle leggi del mercato discografico.

 

Il brano che ascoltiamo, ce lo spiega lo stesso Roger Wootton in una breve introduzione inserita nel disco, è la registrazione recuperata da una cassetta in parte danneggiata di un live del 1972 presso un college inglese, la qualità ovviamente ne risente, ma la magia della musica si riesce benissimo a coglierla ancora. E’ un brano in cui lo sperimentalismo dei Comus giunge ad avvicinarli alle band del Rock in Opposition, per la grande libertà di ricerca e anarchia del suono che corre fuori da schemi prefissati, mutando ritmi, contesti sonori, melodie, ma nel loro caso restando dentro un folk acido e psichedelico dai toni decisamente dark. Nella loro musica il bene e il male si contrappongono e si attirano ben rappresentati dalla voce cristallina e angelica di  Bobbie Watson e da quella scura e luciferina - ricorda Roger Chapman - di  Roger Wootton.

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Ma quello che sorprende è la qualità dei tre brani nuovi che  vengono a costituire con i loro 24 minuti una sorta di ep, speriamo prodromo di un prossimo album; i 41 anni che li separano dal loro esordio non hanno infiacchito la creatività e la qualità della loro musica. Della formazione del primo disco manca Rob Young e si è aggiunto John Seagroatt dei Red Square, insieme a Bobbie Watson ha fondato nei ’90 il gruppo trip hop dei Drift, che ha anche prodotto l’album. Sin dal primo pezzo Out Of The Coma si respira l’aria del miglior brit folk, risentiamo il suono corposo e grintoso con cui i Comus affrontano le loro ballate intrise di violenza, negromanzia, delirio, i Fairport Convention che suonano i loro jig  sulla collina degli Audience. Nel successivo The Sacrifice ad atmosfere più bucoliche ed hippie alla Incredible String Band si alternano intensi momenti drammatici con la vigorosa voce di Wootton, un flauto quanto mai nervoso e i cori femminili in primo piano. Conclude il tris The Return, qui le atmosfere si acquietano, le chitarre acustiche in primo piano accompagnano il canto bucolico e lirico di Bobbie Watson per una classica ballata folk dai sapori magici e agresti. Benvenuta una reunion che non ha il sapore amaro di vecchi dinosauri tirati fuori dal freezer, ma di un gruppo di musicisti che hanno ancora molto da far ascoltare e da raccontare, perché per troppo tempo sono stati messi a tacere.

Ignazio Gulotta

Comus

Comus/MySpace

 

 

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