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26 Febbraio 2015 , ,

John Coltrane OFFERING: LIVE AT TEMPLE UNIVERSITY

2014 - Resonance Records-2 CD-2 LP
[Uscita: 23/09/2014]

USA   #Consigliato da Distorsioni 

 

coltraneNel novembre 1966, otto mesi prima della sua morte precoce, John Coltrane ha tenuto un concerto nella Temple University a Philadelphia, suo luogo natìo. L’accortezza di uno studente giapponese unita al caso hanno fatto sì che il live venisse registrato e oggi, a distanza di quasi cinquant’anni, pubblicato in buona qualità audio dalla Resonance Records, con il titolo “Offering: Live at Temple University" (2 CD o 2 LP), come il brano di durata più breve del live (solo 4 minuti a fronte degli oltre 20 minuti degli altri), che evoca il carattere mistico di un’offerta a Dio. Sono diversi gli elementi che catturano la curiosità degli appassionati di Coltrane: il primo è sicuramente la line-up: se non sono infatti una novità le presenze di Rashied Alì alla batteria e della moglie Alice Coltrane al piano, che nell’ultimo periodo della carriera di Coltrane hanno preso il posto rispettivamente di Elvin Jones e Mccoy Tyner, è sicuramente un elemento nuovo la presenza del contrabbassista Sonny Johnson al posto del sempre presente Jimmy Garrison, unico membro del quartetto storico a rimanere invariato sino quasi alla fine.

 

Vi sono anche Pharoah Sanders al sassofono tenore e al piccolo (arrivato in ritardo al concerto dopo il primo brano nel quale infatti non suona!) e altri ben cinque musicisti non conosciuti, che Coltrane ha invitato a suonare sul palco dal pubblico, Steve Knoblauch e Arnold Joyner al sassofono alto e Umar Ali, Algie DeWitt e Robert Kenyatta alle percussioni. Altro elemento peculiare è che a un certo punto, nel brano Leo,john-coltrane-temple-u Coltrane, che nel live suona i sassofoni tenore e soprano e stavolta persino il flauto, si inserisce con la voce in un solo di batteria e percussioni e canta con una possente verve afroamericana che porta dentro una dimensione ancestrale della musica nera. Non si può tacere poi la singolare circostanza che a fornire i tapes originali del concerto è stato uno strano personaggio giapponese, Yasuhiro Fujioka, ai tempi allievo di Coltrane, ed oggi presidente della Coltrane House of Osaka in Giappone. La musica è un continuo flusso di coscienza in piena potenza. Sappiamo che Coltrane nell’ultima fase della sua carriera aveva avviato un proprio percorso musicale di ricerca armonica nel quale l’improvvisazione è in continua espansione e trasborda dagli accordi sino ad addentrarsi in una dimensione atonale. 

 

john-coltraneNella prospettiva dell’aut-aut kierkegaardiano la dimensione estetica del processo creativo di Coltrane si accompagna e sovrappone alla sua continua estenuante e febbrile ricerca armonica quale momento del suo dover essere etico. Questo processo avviene nel live anche in Naima e My Favourite Things, rispettivamente brani di apertura e chiusura, il primo di sua composizione e il secondo da lui reso celebre, due classici sempre esplorati, rielaborati e trasfigurati da Coltrane, e riproposti in questo live dal suo quintetto. Nel complesso, sembra di distinguere nell’ascolto due livelli, uno è quelloJohn Coltrane delineato dal suono viscerale del contrabbasso e dal pianismo torrenziale di Alice, l’altro è quello in cui si muovono i sassofonisti in denso ed equilibrato contrasto con il solismo ritmico di Rashied Alì. Nulla rimane imploso: la forza creatrice del momento diventa energica vitalità del suono fino al suo totale struggimento nel quale si fa dissonanza catastrofica; Pharoah Sanders vi contribuisce in maniera incisiva nel brano Crescent. L’atto ed il processo di improvvisazione sono elevati a infinito esponente di spirituale espressività.   

 

Dove i raggi del sole non giungono, pur giungono i suoni (S. Kierkegaard: Enten – Eller)

 

Voto: 10/10
Sergio Spampinato

Video

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