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27 aprile 2013 ,

Bombino

NOMAD

2013 - Nonesuch Records
[Uscita: 1/04/2013]

Bombino – NOMAD 2013 – Nonesuch Records (uscita 1/04/2013)Dal tuareg del Niger Omara “Bombino” Moctar ci arriva questo “Nomad” prodotto da Dan Auerbach dei Black Keys e registrato nel suo studio a Nashville con musicisti africani e statunitensi. Bombino, nato nel 1980, ha subito nella sua vita i travagli tipici della regione, l’infanzia in fuga dalla guerra esule in Algeria, poi il ritorno in Niger ad Agadez, città a cui dedicherà il suo “Agadez” del 2011, dove ha iniziato a suonare la chitarra e a collaborare con vari musicisti locali, mettendo a frutto accanto all’amore per la musica del suo popolo la passione per chitarristi occidentali come Jimi Hendrix e Mark Knopfler. Sotto le ali protettive di Dan Auerbach adesso il musicista nigeriano ci ripropone una nuova versione “occidentalizzata” di brani già precedentemente pubblicati nel 2004 in “Agamgam” col nome di Omara Moktar e nel 2009 come Group Bombino in “Guitar From Agadez vol.2”.

 

La differenza è evidente, tanto prima quei brani vibravano di forza ancestrale, di ruvida semplicità e di fascino misterioso di terre lontane, tanto ora, l’impeccabile produzione, gli arrangiamenti arricchiti di keyboards e  pedal steel guitar rendono la musica di Bombino decisamente più fruibile e appetibile alle orecchie occidentali. Esemplare il brano di apertura, l’incendiario Amidine, in cui l’ anima rock blues esplode con riff di chitarra taglienti, drumming rock, canto trascinante, un perfetto hit accostabile sia al southern rock sia a band come i turchi Duman, un brano nel quale la mano del produttore si sente nella trasformazione che l’originale dal ritmo lento, ieratico, fortemente evocativo ha subito. I puristi storceranno la bocca, eppure album come questo sono il risultato di una forte e intensa passione, di una concezione viva e pulsante della musica che fa della contaminazione e dell’incontro con differenti stili e Bombino – NOMAD 2013 – Nonesuch Records (uscita 1/04/2013)culture musicali il centro dell’esperienza musicale, stessa cosa si potrà dire per l’imminente nuovo album di Rokia Traoré, segno che sempre più la musica di questa meravigliosa e sventurata regione dell’Africa si apre a un dialogo culturale straordinariamente fecondo col mondo occidentale, almeno dallo straordinario disco di Ry Cooder e Ali Farka Touré.

 

Ciò che conta è la musica che si produce e quando ha la forza comunicativa, la qualità di scrittura ed esecuzione di questo “Nomad” non possiamo che essere felici di poterla ascoltare. Tuareg in musica è sinonimo di blues del deserto e anche se Bombino gradisce poco questa definizione, non vi è dubbio che essa abbia un senso e una forza comunicativa che aiuta ad orientarci dentro la sua musica, una musica che nasce dall’amore per i grandi spazi del Sahara, luogo in cui «pieno di nostalgia / nel deserto / senza acqua / sto seduto meditando», come recitano le parole di Her Tenere. E di questo canta Bombino, della capacità di «avere uomini liberi / che dormono in un mondo di sofferenza» in Imuhar, della necessità di non dimenticare la tradizione e gli insegnamenti dei genitori in Imidiwan, della sofferenza del popolo in Adinat: «Cosa ci sta succedendo? / Non siamo capaci di unire il popolo», ma anche del bisogno di innalzare un inno all’acqua, Aman, fonte di vita e gioia.

Voto: 7.5/10
Ignazio Gulotta

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