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7 luglio 2018 , , ,

The Orb

NO SOUNDS ARE OUT OF BOUNDS

2018 - Cooking Vinyl-Edel Records
[Uscita: 22/06/2018]

Inghilterra    #consigliatodadistorsioni     

 

Orb coverRitorna in pista l’astronave del Commodoro Alex Paterson, sempre validamente fiancheggiato dal fido Thomas Fehlmann. Dopo l’escursione lunare di “Moonbuilding 2703 AD” del 2015, pregna di scintillii dai riflessi argentei e atmosfere sature di vapori di algida e somma elettronica spaziale, la sigla gloriosa degli Orb rifulge ancora superbamente negli spazi siderali. Vede la luce, esattamente tre anni dopo per i tipi della Cooking VinylNo Sounds Are Out Of Bounds, articolato in dodici frammenti di matrice elettronica, more solito, intarsiati di riferimenti acid-house, di fulminee schegge techno-funk, di repentine virate verso sonorità di mera meditazione ambient, impreziositi, tra gli altri, dai contributi vocali di Hollie Cock e dalle stregonerie tecnologiche del grande Jah Wobble. Una versione deluxe dell’opera contempla altrettanti brani di puro taglio strumentale. Un suono spogliato del cerebralismo dei pur grandissimi lavori iniziali del progetto Orb, ricco di spunti di più agevole declinazione, a partire dalla traccia iniziale, The End Of The End, dove la voce di Hollie dà sapore di sontuoso techno-pop al tessuto sonoro, pur non rinunciando alla provocazione sperimentale, con rombo di motore d’automobile lanciata verso il nulla nella parte finale.

 

La vena ironica che sempre ha contraddistinto le produzioni di Paterson rileva immancabilmente in Wish I Had A Pretty Dog, segmento elettronico venato di sensibili riferimenti al dub. Sinuosa e ammaliante nella sua cadenza vagamente dance, cullata dalla voce serpentina di Hollie, risalta Rush Hill Road. Al ritmo di battiti sintetici dal sapore sperimentale s’insinua la linea compositiva di Pillow Fight @ Shag Mountain, presente Orb fotol’ineffabile Jah Wobble, mentre al funk, con lievi pennellate di hip-hop, s’ispira Wolfbane. Di matrice eminentemente concettuale l’elettronica compulsiva di Other Blue Worlds ci riporta a galassie solcate da navi astrali in viaggio verso il cuore del nulla cosmico. Una voce salmodiante litanie aliene introduce la soffice fluttuazione sonora di Easy On The Onions, superba traccia di elettronica pura con inserti di piano a impreziosirne l’ordito. Di chiara ispirazione ambient è Ununited States, note di piano e tromba dispiegate lungo un tappeto di tastiere in crepuscolare modulazione, mentre, a suggellare un album di preziosa tessitura compositiva, la superba promenade siderale di Soul Planet, quindici minuti all’interno dei quali è racchiusa l’essenza stessa dell’opera, la sua brillante miscellanea di diversi stilemi, la notevole capacità di passare da un registro cromatico all’altro con la leggerezza di una libellula astrale. Lunga vita agli Orb. 

 

Voto: 8/10
Rocco Sapuppo

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