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22 Agosto 2017

The Sherlocks LIVE FOR THE MOMENT

2017 - Infectious Music
[Uscita: 18/08/2017]

Inghilterra                              

 

sherlocks cover live for the momentQuello che portano gli Sherlocks è un nome impegnativo, che in terra di Albione è quasi un feticcio, un idolo pagano. Un rimando così esplicito a Sherlock Holmes, il visionario detective nato dalla penna del genio scozzese Sir Arthur Conan Doyle, porta con sé la gravosa responsabilità di una pietra miliare della cultura britannica post-moderna. Una sfida ardua, ma che il giovanissimo quartetto di Sheffield ha raccolto con entusiasmo fin dagli esordi, trasportandola su un altro terreno culturale/identitario carissimo ai sudditi della corona britannica: la musica pop.

Considerati in patria come la band destinata a raccogliere il testimone degli Arctic Monkeys (e non solo per la comune provenienza geografica) e della scena indie dei primi anni del nuovo millennio, gli Sherlocks sono sono stati i primi dai tempi di Alex Turner e compagni a far registrare un sold-out nella propria città di origine (allo Sheffield Leadmill, per onor di cronaca) senza avere un contratto discografico in essere alle spalle. Un traguardo che ha fatto spargere a macchia d’olio il marchio The Sherlocks negli ambienti indie d’oltremanica (da rimarcare i tour in supporto di Kings of Leon e Richard Ashcroft), fino ad arrivare alle orecchie dell'etichetta indipendente Infectious Music, con cui hanno firmato l'accordo discografico da cui nasce “Live For The Moment”, l’esplosivo debutto su lunga distanza.

 

Si tratta di un disco paradigmatico: il quartetto capitanato da Kieran Crook getta nel calderone tutti gli ingredienti della tradizione indie/pop britannica degli ultimi quarant'anni (grezzi riffoni di chitarra, basso incalzante e tappeti di tastiere a creare atmosfere beat) per produrre un sound che strizza l'occhio a Libertines, Franz Ferdinand e Arctic Monkeys (spiccano i singoli Will You Be There? e Chasing Shadows, ma ben riuscite suonano anche Escapade e Blue), Kooks e Killers (Last Night, Motion, Candelight e il sherlocksdolce outro di archi) ma che si riallaccia anche al periodo più psichedelico (’96-’98) della battaglia del brit pop tra Oasis e Blur (Nobody Knows). 

La particolarità che, però, rende Live For The Moment un album unico e non semplicemente un minestrone di influenze british-oriented è l'attenzione costante dei quattro per le melodie da sing-along che, combinata con la cura certosina dei testi, fa degli Sherlocks una perfetta band da festival popolari inglesi quali Reading, Leeds, Galstonbury e affini. Caratteristica particolarmente evidente nella title track, brano che vive di impetuosi su e giù melodici, trasportati da un’architettura ritmica che si regge su un basso martellante e incastrati nelle liriche leggere ma trascinanti (“So please don’t try and run the sherlocksbefore you can walk/and don’t jump the gun”, lo specchio degli Sherlocks finora: divertirsi con la musica senza perdere la propria identità). Da ricordare anche la ben riuscita Was It Really Worth It?, brano sul cui ritornello si raddoppia il tempo arrivando a sfiorare coinvolgenti mood pop-punk. 

Se proprio bisogna trovare un difetto a questo brillante esordio, le dinamiche troppo spostate verso l'alto rendono l'insieme un po' troppo piatto. Turn The Clock è l'unico momento semi acustico dell'intero disco: su 12 tracce non ci sarebbe stata male almeno un'altra ballata per smorzare un minimo l’intensità. Un peccatuccio di gioventù che denota, però, tutta l'urgenza degli Sherlocks del loro fare musica, che arriva in faccia diretta e senza compromessi come acqua fredda. Live For The Moment è un album acuto, penetrante e leggero allo stesso tempo, proprio come l’iconico personaggio che dà il nome alla band. Abbiamo molti per credere che Sir Conan Doyle sarebbe stato fiero dei “suoi” Sherlocks.

 

Voto: 7,5/10
Riccardo Resta

Video

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