Migliora leggibilitàStampa
8 novembre 2013 ,

Monster Magnet

LAST PATROL

2013 - Napalm Records
[Uscita: 18/10/2013]

monster magnetA distanza di tre anni dal non entusiasmante “Mastermind”,  lo spazioplano dei Monster Magnet torna a solcare i sentieri astrali della galassia. Epigoni nobili dei leggendari Hawkwind, sopravvissuti all’ondata ustoria del grunge, nei primi anni Novanta del ‘secolo breve’, licenziano l’ulteriore, temibile lavoro  heavy-psych-space rock. Della formazione originaria che scosse la scena rock del tempo con capolavori quali “Spine Of God”, “Superjudge”, Dopes To Infinity ”,  non è rimasto che il guru Dave Wyndorf. Sconfitti i suoi personali demoni, tossicodipendenza et similia, ed emendata la formazione persino dell’ottimo chitarrista Ed Mundell, sostituito dal bravo Phil Caivano, al gran ritorno nella line-up (questo degli abbandoni e delle espulsioni di musicisti in rotta di collisione con la lunatica personalità del leader è stata sempre una costante dei Monster Magnet), tirato a lucido e affiancato validamente, altresì, da Jim Baglino al basso e Bob Pantella alla batteria, il prode Wyndorf mette su un album di tutto rispetto.

 

Sebbene l’inizio non induca a soverchio ottimismo con la blanda I Live Behind The Clouds, dallo scorrere piatto e mellifluo come un rivo di vieta melassa, a ripristinare il giusto ‘canone’ basta la title-track “Last Patrol, una cavalcata di nove minuti e mezzo nei territori selvaggi dello psych-rock: voce di eccellente e demoniaco splendore, chitarra lanciata in folle e rabbiosa corsa verso lisergici abissi, pulsazioni febbrili, provenienti da lande infernali, della sezione ritmica in piena trance sonora. V’è da dire, e questo è il vero limite di quest’album, per altri versi notevole, che proprio alcune ballads non riescono ad assurgere al livello delle migliori vette artistiche del sodalizio americano. Three Kingfishers ne è una delle dimostrazioni più palesi, quantunque la trama chitarristica di Caveano e la voce classicamente impostata di Dave tentino di risollevarne le sorti.

 

Per contro, quando, dopo veli di quiete apparente, la furia degliMonster_magnet elementi rock riesce ad attingere al pieno slancio energetico il suono si fa straordinariamente potente: è il caso, ad esempio, di Hallelujah e Mindless Ones nelle quali l’incedere della chitarra ha il clangore di un maglio che percuota lastre di granito. Traccia monstre del disco è certamente la delirante scorribanda heavy-stoner di End Of Time, in cui la voce di Dave graffia il tessuto della tenebra sonora e la chitarra di Phil si muove come sul filo d’un rasoio immaginario, traendone note insanguinate e incendiarie. Nella limited edition dell’album figurano due bonus tracks di buona fattura: Strobe Light Beatdown e One Dead Moon. La traccia finale effettiva è invece rappresentata dalla sinuosa e venefica linea sonica di Stay Tuned, chitarra liquida in dissolvenza e voce sciamanica a ridosso del baratro. Un disco di austera e dignitosa sostanza. Bentornati nel dominio spaziale del rock. 

Voto: 6.5/10
Rocco Sapuppo

Video

Inizio pagina