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25 marzo 2017 ,

Singapore Sling

KILL KILL KILL (SONGS ABOUT NOTHING)

2017
[Uscita: 03/02/2017]

Islanda   #consigliatodadistorsioni    

 

singaporeHenrik Björnsson e i suoi Singapore Sling, padre putativi della neo-psichedelia europea arrivano all’ottavo album dopo il buon “Psych Fuck” del 2015. Nessun terremoto all’orizzonte, in terra d’Islanda: per chi fosse amante del nichilismo tagliato da feedback, dei mefitici boogie ossessivi e della glacialità di certa psichedelia nord-europea, i Singapore Sling sono sempre una scelta vincente. Così va anche questo ultimo “Kill Kill Kill (Songs About Nothing)”, sulla scia del surf-rock luciferino che ha contraddistinto da sempre la band: mantra ipnotici, ritmi forsennati e chitarre come rasoi. La band è il risultato di uno perverso mix tra industrial, Eddie Cochran, kraut-rock, elettronica, garage rock americano, Jesus & Mary Chain. Districarsi in tale groviglio di influenze non è facile ma i Singapore Sling riescono sempre a tenere alto il livello dell’attenzione grazie ad un sound accattivante e coerente.

4803132Kill Kill Kill parte vorticoso con un surf maniaco lanciato a manetta nel vuoto  e continua così (Shake Shake Shake, Scum Scum Scum), rallenta per intingere le mani nel pozzo nero del blues (Fuck Everything) e riparte di nuovo sui terreni oscuri del boogie (Bop Bop Boo). Si ferma alla stazione dei Brian Jonestown Massacre per il tempo di una ballata con tanto di tromba (Evil Angel) per poi fiondarsi alle soglie dell’oscurità in sferzate noise (Sonic Haus, Surrounded By Cunts, Riffermania). L’album approda infine in Nothing’s Theme e Nothing and Nowhere in una sorta di colonna sonora per western lunari. L’ennesimo viaggio totale nel rock’n’roll più oscuro d’Europa di cui non ci stanchiamo mai.  

 

Voto: 7.5/10
Ruben Gavilli

Video

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