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2 gennaio 2015 ,

Rumer

INTO COLOUR

2014 - Atlantic
[Uscita: 10/11/2014]

Pakistan-Inghilterra

 

rumerinto colour cover_Sarah Joyce, songwriter pakistana di nascita poi trasferita dall'età di 11 anni in Inghilterra è tornata. Col nome d'arte Rumer si era posta all'attenzione del mondo musicale con un bel disco di debutto, "Seasons of my soul" (2010), che aveva venduto oltre mezzo milione di dischi nel solo Regno Unito, davvero niente male per un'esordiente. Non il successo planetario di una Norah Jones ma pur sempre un egregio risultato. Spaventata un pò da tanta pubblicità si era rifugiata in un disco di covers, "Boy's don't cry", molto ben interpretate  ma che poco aggiungevano al suo canzoniere. In pratica questo "Into colour" è il suo secondo album a tutti gli effetti. Si sperava in un salto di qualità rispetto all'esordio ma a quanto pare chi aveva scommesso sul futuro di Sarah come nuova stellina deve rimangiarsi tutte le parole. Non si sa bene quanto può aver pesato avere alle spalle una etichetta di peso come la Atlantic dello scomparso Ertegun: ci riferiamo al primo piano della Joyce schiaffato in maniera accattivante in fronte copertina e tutti gli arrangiamenti che adornano le 11 canzoni qui presenti.

 

Rumer stavolta firma tutte le composizioni in compagnia di Rob Shirakbari, produttore ed arrangiatore. Intro (return of Blackbird) subito all'inizio, bella sia pure brevissima è quanto di più ingannevole sul proseguo del disco. Che si impantana rapidamente in insulse composizioni che sembrano essere state composte per attirarsi un pubblico decisamenteRumer orientato verso l'easy listening. Ma Sarah non ha la classe di Duffy nè quantomeno quella di Adele, al top in questo ambito. Un pop mellifluo che le pesanti orchestrazioni non riescono a salvare dalla loro inconsistenza di fondo. Se Rumer pensava di avvicinarsi al territorio sacro di due leggende come Carol King e la divina Laura Nyro ha sbagliato sicuramente la porta d'ingresso. Se altresì punta alle charts la sua musica ha bisogno quanto meno di una canzone che possa Rumerfunzionare veramente e fare breccia fra i suoi ascoltatori. Fra i solchi di Into colour anche a volere essere buoni a tutti i costi, resta impresa ardua trovare qualcosa a cui attaccarsi, un lampo di luce nel buio totale. Il colore del titolo sembra inevitabilmente essere il nero, buio pesto. I pochi squarci di sereno sono Sam e Butterfly, canzoni con umori notturni e leggermente jazzati, che appaiono qui dentro alla stregua di una zattera in alto mare. Sempre troppo poco per salvare il disco, insipido come una minestra senza sale. 

Voto: 5/10
Ricardo Martillos

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