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28 novembre 2017 , ,

Sparks

HIPPOPOTAMUS

2017 - BMG Records
[Uscita: 8/09/2017]

Stati Uniti

 

Cosa ci fa un ippopotamo immerso in piscina? Ma soprattutto, chi sono le due stravaganti figure (uno in accappatoio bianco, l'altro in giacca rosa) che dal bordo vasca, incuriosite, osservano il mammifero in ammollo? Appena svelate le identità ciò che apparentemente poteva apparire al limite dell'assurdo rientra speditamente nella normalità. Si perché in quasi mezzo secolo di dischi i fratelli Mael ci hanno abituato a questo e ben altro e la copertina del loro ventitreesimo album "Hippopotamus", fondamentalmente, finisce per non disorientarci più di tanto. Colorati e bizzarri pionieri del seventies glam, Ron e Russell, meglio conosciuti come Sparks, giunti alla veneranda età di settant'anni dimostrano di non aver smarrito il brio e l'estro che da sempre li contraddistingue. Nonostante le zazzere risultino eccessivamente corvine ed i baffettini squadrati sempre più démodè l'esplorazione artistica della bislacca coppia californiana ad oggi sembra non conoscere inciampi. Dagli albori glitter-pop (“Kimono my House”) all'elettro-joint venture con gli scozzesi Franz Ferdinand (“FFS” del 2015) passando per la disco moroderiana (“When I'm With You”), il synth-pop degli Ottanta (“Music That You Can Dance To”) e la deriva neo classical di inizio secolo (“Lil' Bethoveen”) gli Sparks hanno da sempre dimostrato di possedere una spontanea versatilità, virtù geniale che ha consentito loro di galleggiare, più che dignitosamente, nello sfrenato mutare delle tendenze degli ultimi cinque decenni. Ed emblematicamente quest'ultima fatica discografica, sembra custodire buona parte (o forse tutte ?) delle variegate chiavi sonore sin qui utilizzate.

 

Il falsetto di Russell - ancora decisamente apprezzabile malgrado l'avanzamento anagrafico - si immerge abilmente nelle trame melodrammatiche di Life With The Macbeths (in tandem con il soprano Rebecca Sjöwall) e allo stesso tempo si esalta nell'accattivante frenesia dance di Edith Piath (Said it Better Than Me) e di Bummer. Scandinavian Design e I Wish You Were Fun riportano alla memoria lo scanzonato filone europop targato Abba, mentre in The Amazing Mr. Repeat si insediano trame sintetiche in perfetto stile new-wave. E se il regista francese Leos Carax accompagna, con tanto di timbrica artefatta e fisarmonica, il valzer circense When You're A French Director, con i suoi ossessivi orditi di Giddy Giddy appare l'episodio maggiormente influenzato dai recenti trascorsi in tandem con la band di Kapranos. Una menzione a parte merita la title track, Hippopotamus, destabilizzante corto circuito di archi dal sapore barocco che più di qualsiasi altro episodio sembra incarnare la divertente e divertita anima Sparks.

 

Eludendo futili funambolismi e percorrendo collaudati territori musicali, gli inossidabili fratelli Mael dimostrano come sia possibile, a settant'anni suonati, continuare a fare (ancora) del dignitoso pop senza risultare banali e prevedibili. Aldilà delle stagioni e delle mode l'eclettico trademark Sparks si rivela ancora attuale sbaragliando facilmente molto del nuovo che avanza. Una griffe senza età.

 

Voto: 7/10
Alessandro Freschi

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