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14 ottobre 2015 , , ,

Hills

FRID

2015 - Rocket Recordings
[Uscita: 28/08/2015]

Svezia    #consigliatodadistorsioni     

 

Hills-300x300La copertina dell'album offre già un chiaro rimando a quelle di altri alfieri della musica psichedelica degli anni Sessanta, i colori fanno pensare ai Quintessence o agli Hawkwind, ma il richiamo più evidente è all'albero rosso su fondo bianco che campeggiava sul disco degli International Harvester, uno dei capolavori della psichedelia scandinava uscito nel lontano 1968. E questi nomi costituiscono senz'altro influenze ben precise nella musica degli Hills, aggiungendo Terry Riley e il kraut rock.

Gli Hills sono sulla scena ormai da quasi nove anni, provengono da Goteborg e questo è il loro terzo disco, uscito per la Rocket Recordings, stessa etichetta dei fantastici connazionali Goat, citati non a caso visto che ai misteriosi lapponi (?) li accomuna l'uso del wah wah della chitarra che produce sonorità molto simili e la propensione verso la trance ottenuta attraverso un ritmo ripetitivo e circolare, anche se agli Hills manca l'aspetto selvaggio e tribale dei compagni di etichetta. Solo sei i brani contenuti in questo “Frid” per 38 minuti di musica fondamentalmente strumentale, la voce quando appare è sempre profonda, proveniente da riverberi ed echi che ne accrescono il potere evocativo e misterico.

 

Kollektiv, il brano iniziale, veleggia verso Oriente, luogo della trance mistica e della coscienza alterata, il suono del sitar detta il mood, National Drone come annuncia il titolo è un drone rock, ipnotico e misterioso, in un accavallarsi di voci e cori su un tappeto sonoro di sitar, chitarre e percussioni fino a quando le distorsioni della chitarra non si aggrovigliano sul mantra per arrampicarsi verso il cielo, davvero magnifico.

hillsAnuktahl Is Here è uno space rock dai ritmi rallentati, un brano meditativo che invita all'introspezione e vira verso atmosfere sensuali mediorientali, Milarepa è il brano più breve, tre minuti di ritmo martellante e distorsioni fin quando il flauto non ci invita a una danza propiziatoria. E' poi il turno di Och Solen Sänkte hills1Sig Röd, quasi 11 minuti che segnano una sorta di summa dell'universo musicale degli Hills: trance, space, influenze kraut e psichedeliche, raga indiani convivono in una trama sonora ipnotica e misticheggiante di grande forza e capacità attrattive, non siamo lontani da gruppi come gli Om.

Conclude questo ottimo lavoro Death Will Find A Way: la voce salmodiante fa sì che ci si aspetti di vedere un corteo di monaci in sari colorati e campanelli avanzare cantando sui ritmi orientali non privi di qualche cupezza, i Quintessence occhieggiano benevoli.

 

Voto: 8/10
Ignazio Gulotta

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