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7 giugno 2016 ,

Big Big Train

FOLKLORE

2016 - English Electric Recording-Burning Shed
[Uscita: 27/05/2016]

Inghilterra   #consigliatodadistorsioni    

 

bigCoverBig Big Train atto nono: Folklore. Avevamo scritto su Distorsioni, giusto un anno fa, della compagine di Bournemouth in occasione della pubblicazione dell'EP “Wassail” e già la ritroviamo in pista con questo inedito full lenght. Una parabola artistico-discografica lunga quasi cinque lustri (il debut-album “Goodbye to the age of steam” risale al 1994) che si è magicamente illuminata a cavallo tra il 2012 e  il 2013 grazie al tributo alle edificazioni delle storiche città inglesi English Electric I & II, doppio concept che ha consegnato alla band una più che legittima visibilità oltre a riscontri positivi di critica e vendite. Raffinato folk-rock, trame prog di nuova generazione, auree incantate e pastorali si condensano nella proposta sonora targata Big Big Train, formazione abile nei recuperi legati alle tradizioni della landa d'origine che con lo scorrer del tempo ha assunto le dimensioni di una piccola orchestra. Al fianco del carismatico vocalist-flautista David Longdon e dei fondatori Greg Spawton (basso) e Andy Poole (tastiera) trovano spazio il batterista Nick D'Virgilio (già Spock's beard, Mystery e Genesis), il chitarrista Dave Gregory (Xtc), l'ex frontman-chitarrista dei Beardfish Rikard Sjöblom, il tastierista Danny Manners e la talentuosa violinista di Norfolk Rachel Hall.

 

E' con il botto l'opener di Folklore; tastiere solenni e assoli magistrali della sei corde mediano i melodici passaggi disegnati dagli archi e dal flauto all'interno di una title-track che ha il sapore di una luccicante danza popolare e che anticipa London plane, composizione che dopo un avvio dai tratti sognanti esplode in mirabolanti evoluzioni simil-Big Big Traintulliane, facile terra di conquista per lo strumento di Longdon. Passando per l'elegante melodia della ballad Along the ridgeway si giunge a Salisbury Giant accesa dagli intrecci incalzanti di violini e tastiere dal retrogusto genesiano.

Decisamente più dilatati e malinconici appaiono i contorni di The transit of Venus across the Sun, traccia colorata dalle tonalità sfumatamente ovattate degli ottoni. La cerimoniale Wassail, leit-motiv dell'EP dello scorso anno dedicata al rito medioevale omonimo, trova posto all'interno della tracklist di Folklore precedendo Winkie, ottimo episodio che si contraddistingue per il susseguirsi di elaborati e  ripetuti cambi di tempo. Un'atmosfera nostalgicamente jazz rock  ed avvolgente pervade i dodici minuti dedicati a Brooklandsstorico circuito automobilistico del Surrey: il degno epilogo è rappresentato da Telling the bees, gradevole incursione della band in territori prettamente band_2014più leggeri e pop. 

L'ennesimo capitolo firmato da Longdon e soci conferma l'assoluta qualità tecnica e creativa del progetto Big Big Train, ensemble musicale fermamente inserito nell'élite del panorama neo-prog internazionale. La graffiante timbrica del vocalist originario di Nottingham, sospesa tra la teatralità di Peter Gabriel e l'armonia di un Steve Winwood, è oramai un lusinghiero trademark d'impatto così come i sofisticati e artificiosi arrangiamenti acclamano le doti inequivocabili dei musicisti di prim'ordine scesi in campo. Quindi, inevitabilmente, finiamo per ripeterci consigliandovi l'ascolto attento di questo nuovo disco dei Big Big Train; il cinerino corvo di copertina ci ha convinto. Anche stavolta.

 

Voto: 8/10
Alessandro Freschi

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