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6 maggio 2016

Ben Watt

FEVER DREAM

2016 - Unmade Road
[Uscita: 08/04/2016]

Inghilterra   #consigliatodadistorsioni     

 

musica2qBen Watt ha iniziato a comporre musica a inizio degli ottanta con un singolo (Can't) prodotto dal grande Kevin Coyne. La sua opera prima, "North Marine drive"(1983) era volata al primo posto delle charts indipendenti inglesi seguito da un lunghissimo silenzio interrotto da "Hendra", degno successore dell'esordio, uscito due anni fa. Per fortuna Il 53enne londinese  a breve distanza dal secondo album ci regala il suo nuovo lavoro, "Fever dream", che non fa che confermare le buonissime impressioni regalateci dal disco del ritorno targato 2014. A parità di quello si tratta di un disco molto rilassato, dai toni morbidi, non esattamente la solita roba da depressi cronici, ma di certo i toni non sono brillanti o solari. Del resto Ben Watt ha avuto davvero pochi motivi per stare allegro, basta pensare che ha contratto una malattia tremenda come la Churg-Strauss, che si presenta con gravi disturbi polmonari e respiratori, uniti a asma e altri squilibri fisici. In questo disco così come in Hendra Watt si mette a nudo e ripercorre la sua esistenza non sempre costellata da momenti felici.

 

ben wattNon certo nuovo alla compagnia di presenze femminili al suo fianco (la moglie Tracey Thorn su tutte, sua partner artistica nei meravigliosi Everything But The Girl), in Fever dream ospita a sorpresa la splendida Marissa Nadler nel brano finale, l'incantevole New year of grace che chiude malinconicamente un disco per fredde serate invernali. L'opener Gradually  insegue il Neil Young di Cortez the killer senza quelle tirate chitarristiche, un inizio promettente che al pari di Between two fires e Womens' company rivelano un Ben Watt  sufficientemente ottimista e supportato da una robusta backing band. Con dentro il magnifico chitarrista, ex Suede, Bernard Butler, il bassista Rex Horan e il batterista Martin Ditcham.

Oltre bena loro è presente  anche M.C. Taylor di Hiss Golden Messenger che presta la sua voce nella title track. Proseguendo l'ascolto incontriamo Running with the front runners, splendida, che sembra proprio una traccia del vecchio Ben Watt di North Marine drive così come  Faces of my friends e la scarna Bricks and wood.  Un nuovo capitolo positivo della travagliata esistenza artistica del londinese che sembra ormai aver ripreso confidenza con la scrittura e che sarebbe bello veder circolare anche dalle nostre parti. 

Voto: 7.5/10
Ricardo Martillos

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