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23 gennaio 2015 , ,

Ryan Bingham

FEAR AND SATURDAY NIGHT

2015 - Axter Bingham Records
[Uscita: 20/01/2015]

USA

 

Fear-Saturday-Night-AlbumRyan  Bingham ritorna a due anni di distanza da "Tomorrowland", il disco che nel 2012 aveva inaugurato la sua Axter Bingham Records, sorta di etichetta personale. Un disco sottotono che gettava una lunga ombra sulla stima guadagnata dall'uomo del New Mexico dopo l'esordio di "Mescalito" (2007), bel disco anche se eccessivamente incensato da una certa critica locale. Questo "Fear and saturday night" doveva servire a chiarire le idee in merito alla presunta grandezza del personaggio Bingham. Del resto la concorrenza adesso non manca certo in fatto di nuovi songwriters, per non parlare dei vecchi leoni come Guy Clark e Willie Nile che ci hanno regalato ottimi dischi giusto pochi mesi fa. Il nuovo album non delude certo le attese ma siamo ancora lontani da qualcosa che elevi Ryan dalla massa dei suoi colleghi cantastorie a stelle e strisce. Le 12 canzoni qui presenti scorrono via senza colpo ferire, ballate elettriche che pare aver ascoltato chissà quante volte. 

 

L'inizio è promettente, con Nobody know my trouble, cantata proprio alla maniera dei gloriosi vocalist texani, e non stiamo ancora una volta a rifare l'elenco, i nomi li conoscete tutti. E non è niente male la dylaniana Broken heart tattoos che segue, quella voce rocaRyan-Bingham-guitar-center che fa tanto polvere e deserto, quelle songs che si ascoltano di frequente in quei film americani che invadano regolarmente i nostri piccoli schermi. Bingham prova a cambiare marcia, divaga sul tex-mex con Adventures of you and me, col blues di Top shelf krug, prova a strappare qualche lacrima con ballatone comeryan-bingham My diamonds is too rough e con Snow falls in June, anche troppo simili al peggior Springsteen, da "Born in the Usa" in avanti. Produzione impeccabile, suoni puliti, asciutti, tutto al posto giusto. Ma qui manca il calore, manca il brivido che corre lungo la schiena. Canzoni così ne abbiamo già ascoltate anche troppe, in questi solchi c'è davvero poco che riesca ad emozionare. Disco piacevole forse, ma dopo 2-3 ascolti passerete a qualcos'altro. 

Voto: 6.5/10
Ricardo Martillos

Audio

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