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14 Ottobre 2019 , ,

The Monochrome Set Fabula Mendax

2019 - Tapete Records
[Uscita: 27/09/2019]

La band londinese attiva dal 1978 ha attraversato varie vicissitudini tra cambi di formazione e di etichetta, compreso un lungo periodo di silenzio. Dal 2012 però si è ripresentata alla ribalta con il suo trio di musicisti storici (Bid, Lester Square e Andy Warren) e ha sfornato una manciata di dischi degni della loro fama. "Fabula Mendax" è il loro quindicesimo album in studio con in formazione Bid, Andy Warren, Mike Urban e John Paul Moran. Il bravo chitarrista Lester Square ha lasciato la band nel 2014, dopo le registrazioni dell'ottimo "Spaces Everywhere". Fin dagli esordi la loro new wave era molto atipica. Caratterizzata da sentori di eleganza e raffinatezza retrò, tocchi chitarristici esotici, affini con l'estetica tex mex, da un melange cabarettistico e da una verve elettrica moderna e anche spiazzante. Sicuramente ispiratori degli Smiths di Morrissey e vicini al pop rifinitissimo, eccentrico e cristallino degli XTC ma con qualcosa che richiama vagamente il vaudeville e il country & western di Feelies e Wall Of Vodoo, l'art rock d'oltreoceano insomma.

La struttura complessiva di questo ultimo disco rimane incredibilmente fedele e coerente ai loro canoni estetici e identitari. Negli undici pezzi proposti tutto è assortito, equilibrato e dosato e a parte qualche sbavatura eccessivamente baroccheggiante e alcune sottolineature leggermente debordanti nella loro enfasi, tutto rientra nel loro stile armonico e plastico molto teatrale e molto music-hall. Quello che ci ha fatto amare lavori patinati e bizzarri come "Strange Boutique" (Dindisc, 1980) o l'eclettico e caleidoscopico singolo dei loro albori Eine Symphone Des Graunes (Rough Trade, 1979). Si parte con il rock chitarristico di Rest, Unquiet Spirit con accelerazioni e diluizioni più malinconiche dai toni ambiguamente esoterici. Poi c'è il gioiellino dream pop Throw It Out The Window con tanto di coretti e atmosfere calypso. Gli episodi si susseguono alternando quadretti variegati e ugualmente godibili di una piacevolezza cupa, decadente, nostalgica. Darkly Sly sembra quasi una sospensione surreale con la banalità dell'effetto pioggia e il flamenco mortifero e distorto che contrasta di colori irreali un quadro volutamente naif e volutamente esasperato. I Can't Sleep ci riporta al folk parodistico di certe band gothic doom suggestionate dall'immaginario vaudeville grottesco e macabro. Il loro racconto è un varietà monocromatico giocato sulle sfumature. Un televisore di vecchia generazione a forma di scatolone che proietta spezzoni di film e di spettacoli in bianco e nero assemblate insieme con perizia sentimentale e poetica, capaci di emozionare, far precipitare in ricordi rimossi, ipnotizzare, far venire un nodo alla gola di magone e di sorpresa. Di quei trip che ti mandano in loop e che ti tengono sveglio per tutta la notte pur non avendo una trama logica ma analogica, archetipica, interiorizzabile. Nulla di nuovo sotto il cielo ma ad averla una classe e un'eleganza così!

Voto: 7.5/10
Romina Baldoni

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