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27 settembre 2018 ,

Low

DOUBLE NEGATIVE

2018 - Sub Pop Records
[Uscita: 14/09/2018]

Stati Uniti   #consigliatodadistorsioni     

 

low cover_1524677031060035Il nostro è un tempo scarnificato, svuotato dall’essenza di una umanità sempre più dispersa e priva di identità. Questo kafkiano flusso temporale miete vittime di cui non conosceremo mai il nome, perché dell’anima si è perso lo stampo e ci rimane solo un inutile doppio negativo. A tre anni da “Ones and Sixies” i Low pubblicano il loro album più coraggioso intitolato “Double Negative”, titolo così polisemantico da aprire il campo a tutte le interpretazioni possibili, così come la loro musica, sempre più sfuggente. I Low hanno portato a termine una transizione verso un nuovo mondo, un salto di livello verso sfere di elaborazione del linguaggio artistico che si spinge ancora più in profondità in termini di intensità. Anche se in passato la band di Duluth si era addentrata nei territori della materia sintetica con risultati degni di nota, adesso si percepisce nettamente un percorso diverso, nettamente più concettuale nell’approccio. Le canzoni sono state registrate con l’ausilio del produttore ed ingegnere del suono B.J. Burton (ha lavorato, tra gli altri, con James Blake, Bon Iver, Cloak Ox e Colin Stetson).

 

low (1)Il suono è ambientale, deframmentato, così come ogni singola voce e strumento è sottoposto ad un trattamento di sintesi elettronica che trasfigura ogni contorno. Quando  partono le prime note dell’opener Quorum si rimane spiazzati dalle lacerazioni dei beat e di un moto ondoso che risucchia senza pietà, a dispetto dell’intreccio ultraterreno delle voci di Mimi Parker e Alan Sparkhawk, vicine alla drammaticità di James Blake. In Dancing and Blood il battito marziale sembra condurre ad una sorta di fine ineluttabile, mentre la successiva Fly ci riporta ad una forma più classica. Stupendo l’uso massiccio del vocoder in Tempest in cui la voce diventa criptica, rendendosi simile al lowdisperato verso di una creatura morente attaccata ferocemente alla vita.

Always Up è la sospensione, la pausa di ogni dolore prima dell’inquietudine asfittica di The Son, The Sun, viaggio in un girone di dannati che finisce nella luce del folk di Dancing And Fire. In chiusura, il singolo Disarray lega il passato al presente in un orizzonte che fa esplodere colori nuovi. “Double Negative” è un disco potente, illuminato dalle luci al fluoro di città invisibili, in cui l’uomo è ancora alla ricerca di un posto in cui poter trovare riparo dal mondo.

 

Voto: 8/10
Giuseppe Rapisarda

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