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21 novembre 2014 , ,

Federico Fiumani

UN RICORDO CHE VALE DIECI LIRE

2014 - Diaframma Records-Self
[Uscita: 18/11/2014]

copertina_ricordochevale10lireDa tempo Federico Fiumani, leader dei Diaframma, meditava un album solista in cui riprendere alcune canzoni amate in gioventù, prima dell’incontro folgorante col punk e la new wave. Ne parlava fin dai tempi di “Confidenziale” (nel libro autobiografico “Brindando con i demoni”), album acustico in cui, oltre a riprendere classici del proprio repertorio, tirava fuori dal cilindro una splendida Tu parlavi una lingua meravigliosa, di Dalla e Roversi. Finalmente il disco esce, si intitola “Un ricordo che vale dieci lire”, e segue in gran parte la scaletta immaginata all’epoca. Se qualche nome poteva essere prevedibile - in fondo l’esistenzialismo di Tenco non è distante da quello di matrice post punk, e l’eclettismo di Paolo Conte ha ben presto convinto tutti - altri stupiscono: pochi ricorderanno l’esistenza di Renzo Zenobi, cantautore di scuola romana che ai tempi riscosse un certo interesse, di cui riprende Danze. In questo disco Fiumani si cimenta solo come cantante, Alessandro Grazian suona la gran parte degli strumenti, con le ospitate di Nicola Manzan al violino, Giambattista Tornielli al violoncello e Antonio “Cooper” Cupertino alle percussioni. Come ben sanno coloro che seguono i Diaframma da sempre, Fiumani è un interprete, non è certo un Carreras dalla voce perfettamente impostata.

 

Federico-Fiumani-Diaframma-620In questo fonde lo spirito del punk, il rock per tutti e non solo per i virtuosi, con quello del cantautore, l’urgenza espressiva al posto della tecnica. Le canzoni scelte, come dicevamo sopra, sono spesso imprevedibili. Il Lolli de La donna di fiume non è certo passato in hit parade, da De Gregori e Conte arrivano due brani tra i meno noti, Souvenir e Lo scapolo. Chi ha vissuto il furore punk potrebbe stupirsi della fiumaniscelta di Guccini, Battisti, Bennato. Ma sono grandi canzoni, è indiscutibile. E Mai, dal repertorio di Giuni Russo, spiazza davvero, col suo ritmo terzinato d’altri tempi. L’ironia caustica di Quand’ero soldato, uno dei primi singoli di Lucio Dalla, invece è molto in sintonia con lo spirito di Fiumani. Gli arrangiamenti sono semplici, come è giusto che sia: le belle canzoni non hanno bisogno di troppi orpelli. Il disco è stato autoprodotto con la tecnica del “crowdfunding”(ovvero la ricerca di risorse in rete), che ha ottenuto risultati superiori alle aspettative, ed esce in CD e vinile in tiratura limitata di mille copie.

 

Voto: 7/10
Alfredo Sgarlato

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