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23 giugno 2014 ,

Heroin in Tahiti

PEPLUM

2014 - Yerevan Tapes - vinyl7”, Limited Ed. 500 copie
[Uscita: 05/05/2014]

use this to design your 7" vinyl record coversContinuano ad indugiare in queste sonorità dilatate, in questo cosiddetto spaghetti-sound che è una rivisitazione deviata delle colonne sonore morriconiane slavate da esalazioni oppiacee, da atmosfere e visioni da narcolessia. Gli Heroin in Tahiti, dopo lo stupefacente esordio di “Death Surf” (Boring Machine, 2011) e l’oscuro split 7” con l’Ensemble Economique (No=Fi Recordings, 2013), in cui proponevano il  brano No Highway, tornano nuovamente ad esplorare e, se vogliamo, dissezionare, questa loro creatura ibrida; questa bizzarra dimensione musicale che aleggia sotto l’improbabile connubio di un surf - twang psichedelico mortifero e di un dark dub epilettico e irregolare che si richiama molto all’elettronica sperimentale di Egisto Macchi. In verità il duo romano, formato da Valerio Mattioli e Francesco de Figueiredo, va a parare intorno ad un’idea ben congeniata e precisa. Ricerca legami con gli sperimentatori dello storico ensemble Musica Elettronica Viva (MEV) che proprio nella fervente scena romana degli anni ’60 allarga il proprio campo d’indagine, attingendo successivamente anche dalla scena minimalista americana (si ricordi che nel MEV militavano musicisti americani, anche se in qualche modo collegati agli intenti del Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza di Macchi ed Evangelisti, nda.).

 

La prima suite, Peplum, è un calibratissimo equilibrio di pattern che si alternano in dissolvenza e in progressione tra droning e minimalismo. Molto interessanti i concretismi sonori percussivi che sospendono l’atmosfera tra lunghi piani sequenza da western desertico e le diluizioni improvvisate diHiT_Live certa avanguardia newyorkese che riporta a Glenn Branca, Alvin Curran e Terry Riley. Alo ha invece una latente carica ansiogena ed emozionale che richiama il Death Surf delle origini. Si espande per compressione e lambisce vertici di desolazione apocalittica e di misticismo, tra immane e immanente. Mantra onirici, tremolii da suspence e glaciali folate cosmiche. La tensione emotiva scaturisce dai rallentamenti, dalle afasie strumentali, dalle propagazioni di eco metalliche, da riverberi che risalgono gli abissi rendendo solenne e materico il libero fluire delle timbriche.

 

Voto: 7/10
Romina Baldoni

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