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8 maggio 2015 , ,

Emidio Clementi

NOTTURNO AMERICANO

2015 - Santeria-Audioglobe
[Uscita: 14/04/2015]

#consigliatodadistorsioni

 

emidio cover cdVenite, venite gente, questo è il Paese della libertà e delle opportunità, lavora per l'America e l'America saprà ricompensarti, basta aver voglia di fare, intraprendenza e nessuna paura di sporcarsi le mani, e le porte del paradiso in terra vi saranno aperte.

E come tanti altri, nel 1914, per sfuggire a un padre troppo autoritario («mio padre, quell'ignobile individuo»), il sedicenne Emanuel Carnevali  lascia la sua Bologna e approda a New York, vivrà di espedienti e intraprenderà senza fortuna la carriera letteraria, verso la quale sente che la sua natura lo indirizza. Alla sua vita è dedicata l'opera “Notturno Americano” di Emidio Clementi, già con i Massimo Volume ispiratosi a Carnevali per la canzone Il Primo Dio e per il suo romanzo “L'Ultimo Dio”. La figura del poeta emigrato, sconfitto dalla vita e annegato nel sogno di libertà («questa era la New York così a lungo sognata...provai una delle più grandi delusioni di tutta la mia vita infelice»), accompagna come un alter ego la vita artistica di Clementi, una figura con la quale colloquiare e nella quale rispecchiarsi. 

 

emi3Una vicenda che offre profondi spunti di riflessione sull'arte, il successo e il fallimento, lo scontro crudele fra aspirazioni e bruciante realtà, l'incomprensione, il lavoro come fatica fisica e alienazione. Notturno Americano ripropone un reading che Clementi ha portato in giro, accompagnato da due componenti dei Giardini di Mirò: Corrado Nuccini alla chitarra e al synth ed Emanuele Reverberi all'organo, violino e tromba. Ed è un apporto non secondario: le tessiture sonore da loro imbastite, che variano dal post emirock all'elettronica, al jazz, all'indie rock, contribuiscono a creare quel clima teso e drammatico che così bene accompagna la narrazione di Clementi, la cui voce si carica di forza evocativa e pathos drammatico. Gli otto brani ci narrano gli anni americani di Carnevali da 1914 - l'inizio del viaggio della speranza - alla drammatica conclusione di Carnevali a Milwaukee, 11 minuti nei quali seguiamo il poeta tentare un reading in un locale non troppo bendisposto ad ascoltare i suoi versi.

 

E’ l'epilogo desolato di un fallimento («Carnevali è Bukovski che non riesce a diventare Bukovski»), perfino dolorosamente beffardo con il suo chiudersi con Funiculì Funiculà a emi2dichiarare orgogliosamente la sua estraneità al sogno a stelle e strisce. Storia di duplice fallimento, umano e artistico, la narrazione di Clementi la offre come paradigmatica della vita degli sconfitti, degli incompresi, degli inadatti alla società della produzione e della ricchezza. emi4Emblematico il testo di New York, parole bellissime, sporche e crude sul lavoro («il lavoro, incubo dei perseguitati»), che purtroppo ci appaiono quanto mai attuali. Un disco coraggioso, da seguire prestando grande attenzione al testo, ricco di spunti di riflessione e nobilitato dalla prosa intensa, diretta, senza fronzoli di Clementi. Il cd è arricchito dalle belle tavole di Gianluca Costantini utilizzate nello spettacolo dal vivo.

 

Voto: 7.5/10
Ignazio Gulotta

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