Migliora leggibilitàStampa
29 novembre 2015 ,

Ruben

LA VITA ALLE SPALLE

2015 - RPM
[Uscita: 10/10/2015]

 #consigliatodadistorsioni     

 

rubencoverRuben... songwriter veronese... un anno fa decise di non esibirsi più dal vivo dopo una carriera fulgida soprattutto nel Nordest e dopo un album tributo a Massimo Bubola, suo conterraneo, collega e amico, disco splendido, ora ritorna con un'operazione anomala e affascinante. Nessuna promozione se non la presentazione dal vivo, in sala e l'invio a varie testate. Dispiace sapere di non poterlo vedere più in concerto dopo quest'ascolto.

"La vita alle spalle" è di certo il suo miglior disco in tanti anni di strade e suoni. Martin, Gibson e Fender a tessere sontuosi arabeschi fra De Andrè (Me la sono goduta - morte di un puttaniere), Neil Young (Les jeux sont faits-Morte di un giocatore), Bubola (Hina-Morte di una ragazza qualunque)

 

Il leader domina con il fedele e magistrale Carlo Poddighe alle chitarre, pedal steel, hammond, fisarmonica e tanto altro. Ruben non ha mai cantato così bene e nel suonare l'intesa con Poddighe è perfetta. Pavel (morte di un pornodivo) rasenta il migliore Lou ReedEmoziona. Con ironia. Il lavoro è da amanuense, ma preziosissime sono le collaborazioni di Simone Marchioretti (batteria, percussioni), Carmelo Lotta ruben1(basso, contrabbasso), gli ottimi legni di Monica Vatrini (viola), Sara Conti (violoncello), Daniele Richiedei (violino), Alberto Martinelli (violino), la tromba di Paolo Degiuli, le chitarre di Luca Tacconi, il vibrafono e il glockenspiel di Andrea Squassina.

Mi parlano di te (mortedi un pigmalione) riporta alla mente De Gregori e Gilmour. Bella davvero. Oltre che musicista e scittore Ruben è anche validissimo produttore e scopritore di talenti: un nome su tutti, Neve su di lei. Ogni ora ferisce, l'ultima uccide è un finale struggente e bellissimo per un disco splendido.

 

Voto: 7/10
Maurizio Galasso
Inizio pagina