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25 dicembre 2016 ,

Motta

LA FINE DEI VENT’ANNI

2016 - Woodworm Records
[Uscita: 15/07/2016]

#consigliatodadistorsioni     

 

motta

Fin dall'apertura -un arpeggio essenziale, asciutto, che introduce la canzone- si capisce che “La fine dei vent'anni” è un disco importante. Del tempo che passa la felicità e la title track sono una più bella dell'altra. Folk rock splendido, che rimanda alle pagine più ispirate e incisive del genere. Neanche il tempo di respirare e parte Prima o poi ci passerà, ripetuto fino allo spasimo, seguita dal richiamo soft reggae di Sei bella davvero.

Roma stasera è segnata da un solo di chitarra elettrica che potrebbe essere uscito da un disco degli Spirit. Mio padre era un comunista, Prenditi quello che vuoi (il gioco dell'iterazione), Se continuiamo a correre, Una maternità, Abbiamo vinto un'altra guerra: non c'è una canzone di questo album che non meriti di essere nominata in questa sede.

Francesco Motta scrive dei problemi della motta1sua generazione, ma al tempo stesso si rivolge a un pubblico più adulto, che riconosce la forma canzone qui presente nella sua versione migliore. Non c'è da meravigliarsi, d'altra parte, visto e considerato che Motta è un abile polistrumentista e usa la voce molto bene. Non esitiamo dunque a inserire l’artista, che ha vinto la Targa Tenco 2016 nella sezione 'Opera Prima' con questo lavoro, tra i migliori autori e musicisti dell'anno che sta per finire.

 

Voto: 9/10
Giancarlo Susanna

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