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29 luglio 2016

Juju

JUJU

2016 - Sunrise Ocean Bender
[Uscita: 06/05/2016]

#consigliatodadistorsioni    

 

juju coverJuju è il moniker del musicista siciliano Gioele Valenti, già con i Lay Llamas e conosciuto anche come Herself, che qui debutta con la sua nuova ragione sociale con un bel lavoro che si muove in ambito psichedelico, ma si nutre di suggestioni mediterranee e africane. Il disco muove da una riflessione sul flusso di migranti che attraversano le acque ricche di storia e di cultura del Mediterraneo, col suo carico di dolore, di speranza portato da uomini e donne in un esodo che ha troppe volte un epilogo drammatico. A loro il disco è dedicato: «...An endless thought to the forgotten of the sea, we are you.». I testi, tutti in inglese, creano immagini molto evocative, sembrano salmi attraverso i quali cantare il dolore, lo smarrimento, la paura: ad esempio l'incipit di Stars and Sea recita:«...You don't know how it feels being alone / when you are a stranger in your land / and strange men come to your house».

 

Ma veniamo ora alla musica che ci propone questo omonimo "Juju": come già detto l'ispirazione principale è la psichedelia, evocata da ritmi ipnotici, canto salmodiante, suoni che si aprono su scenari immaginifici e iridescenti, chitarre che si accendono su scenari desert, acide nel finale di Samael. Ma c'è anche molto kraut rock, in particolare Can e Neu, ma filtrato dalla sensibilità personale di Valenti, che costruisce i suoi brani in chiaroscuro, dalle complesse atmosfere che oscillano dall'onirico, al malinconico, all'intimismo; si ascolti a proposito4 Sunrise Ocean, in certi momenti penserete probabilmente anche agli Hawkwind, ma la voce riverberata e il giro sinuoso del basso sul ritmo pulsante della batteria si incrociano con una chitarra acida creando un'atmosfera di tensione in una livida alba sull'oceano. Se We Spit  On The Yer Grave ha un'anima rock che richiama la new wave, Dance With The Fish raggela con note ansiose sparse per l'aria. I due ultimi brani sono quelli in cui si sente maggiormente l'influenza kraut: Lost è percorso da una sottile inquietudine, Bring'em War, otto minuti di magnifica, ipnotica psichedelia, un rituale mistico e dark che conclude più che degnamente un lavoroche speriamo raccolga anche qui da noi tutto l'interesse che merita. Il disco, in una bella e curatissima edizione in vinile arancione, esce per l'etichetta indipendente americana Sunrise Ocean Bender.

 

Voto: 7.5/10
Ignazio Gulotta

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