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4 marzo 2017 ,

Pippo Pollina

IL SOLE CHE VERRA’

2017 - Jazzhaus Records
[Uscita: 13/01/2017]

#consigliatodadistorsioni

 

«Laddove la politica e la religione, impegnate ad ossequiare la moderna economia come fosse una divinità indiscutibile, non riescono più a fornire gli elementi per una piattaforma di idee e di valori sufficienti, forse allora tocca a noi artisti indicare una strada possibile. Disegnare un percorso per un futuro di pace e di incontro fraterno. Tracciare quel segno che conduce, come gli antichi ben sapevano, nella direzione del sole.»

 

E' la speranza, la necessità di una rinascita e di un futuro migliore, il fil rouge che anima “Il sole che verrà” inedita fatica discografica di Pippo Pollina. Fondatore del combo etno-folk Agricantus ed impegnato nel nascente movimento antimafia, a metà anni ottanta, il cantastorie palermitano abbandona gli studi da avvocato per emigrare all'estero all'indomani dell'omicidio di Giuseppe Fava, direttore del mensile di denuncia 'I siciliani' a cui collabora come giornalista. Approdato a Zurigo -dove vive tuttora con la moglie e le figlie- sbarca il lunario come improvvisato artista di strada fino all'incontro con Linard Bardill che lo  recluta per la realizzazione di un progetto in lingua romancia. La collaborazione con il cantautore di Coira segna l'inizio di una rimarchevole parabola artistica: trent'anni di musica, ventidue album, un repertorio di circa trecento brani, oltre quattromila concerti in giro per mezza Europa, collaborazioni eccellenti con artisti come Franco Battiato, Inti-Illimani, Konstantin Wecker, Nada, Georges Moustaki, pollinaPatent Ochsner, Giorgio Conte ed una serie di importanti riconoscimenti da parte della critica di settore. 

 

Se fino a qualche anno fa Pollina era descritto come il classico 'profeta lontano dalla patria' per una popolarità relegata ai soli paesi d'oltralpe adesso anche l'Italia ha fatto conoscenza con il suo talento e la sua proposta d'autore raffinata. Versi semplici per emozioni profonde, una nostalgica malinconia che ricongiunge alle origini; le tredici cartoline inviataci da “Il sole che verrà” sebbene intrise dal chiaroscuro dei nostri tempi, trasudano di impegno propositivo e di evidenti intenti di risveglio. Per l'occasione Pollina si avvale del supporto di tre rappresentative voci femminili del panorama internazionale. In duetto con il mezzosoprano belga dell'Opera bavarese Odilia Vandercruysse racconta del dramma dei rifugiati in Potrò mai dirti mentre con l'interprete del tango argentino Marili Machado dichiara tutto il suo incondizionato l'amore per il Sud America in Divertimento latino. Il terzo contributo al femminile arriva dalla norvegese Rebekka Bakken in E laggiù le lampare, suggestivo crossover sonoro tra fiordi e Mediterraneo. 

 

Il commosso ricordo della leggenda Muhammad Ali in A mani basse si rivela episodio significativo ma non da meno appaiono la title-track, Nell'infinitoAndarsene d'estate e Cento chimere. Sebbene Pippo ci abbia oramai abituati a certe sue tipiche sonorità, Il sole che verrà riesce ancora a ravvivare il nostro cuore e convincere, rivelandosi prova di assoluto livello per contenuti ed ispirazione. In una stagione arida di messaggi di speranza ben venga chi riesce a guardare con semplicità in direzione del sole. Un sole che dovrà, prima o poi, ritornare a risplendere.

Voto: 8/10
Alessandro Freschi

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