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4 aprile 2019 , ,

Massimo Volume

IL NUOTATORE

2019 - 42 Records
[Uscita: 01/02/2019]

massimo-volume-nuotatore"Un tizio presta un paiolo e quando gli viene restituito si lamenta che è bucato. L'altro gli risponde così: quando te l'ho restituito era intatto, inoltre quando me l'hai prestato il paiolo era già bucato, e inoltre tu non mi hai mai prestato un paiolo". La nota storiella del paiolo bucato raccontata da Freud nell’Interpretazione dei Sogni potrebbe essere una delle storie uscite dalla penna di Emidio Clementi per essere depositate su quel manto stellato da pattern che è la chitarra di Egle Egle Sommacal. Ma ancor più importante della vicinanza stilistica la storiella freudiana coglie un aspetto essenziale della visione del mondo proposta dai Massimo Volume da almeno venticinque anni; l’aspetto intrigante della denegazione è la simulazione insita in ogni sua manifestazione. La realtà di Clementi non è mai qualcosa che si dà nella narrazione in modo trasparente, ma qualcosa che si mostra oscurandosi. In questo una coerenza espressiva lega tutti i lavori del gruppo sin dal rigoglioso “Da Qui" del 1997 passando per la renovatio artistica del precedente “Aspettando i Barbari”. È come se l’addio cordiale ai Massimo Volume di Stefano Pilia avesse provocato un rinculo propulsivo tale da rigenerare la vena compositiva dei tre superstiti – ai due già citati si somma come di consueto la batteria di Vittoria Burattini. Il nuotatore del titolo, omonimo del celebre racconto di John Cheever, diviene metafora finale della fosca vischiosità della contemporaneità sospesa, come il protagonista del racconto, tra la volontà di liberazione, passività borghese e defezione (Amica Prudenza).

 

massimoLo stop and go della chitarra disegna schizzi sonori che ben descrivono la condizione di disperazione descritta in Nostra Signora Del Caso; oppure disegnano ghirigori di rabbia nell’ormai classica storia à la Clementi di cui la sconfitta esistenziale e il fallimento di La ditta dell’acqua minerale sono la carne e il sangue. Al centro della più pura ingenuità che costituisce il cuore di ogni vanità si inserisce l’ironia asciutta di Mia madre e la morte del gen. José Sanjurjo e Vedremo domani, nella quale le accorate parole di una madre attenta alla reputazione igienica del figlio - non voglio che la gente pensi male (...)se per disgrazia finisci in ospedale” – fa il paio con la storia del generale precipitato dal suo aereo per eccessiva stima di sé. Meno efficace Fred, una nenia nietzschiana ambientata a Venezia e passeggiata annessa col grande filosofo tedesco; una storia che non si addice né all’uno che all’altra. Prodotto con grande tatto da Giacomo Fiorenza, “Il Nuotatore” non tradisce un’attesa lunga sei anni, nei quali la penna di Clementi non ha perso smalto e la chitarra di Sommacal ha guadagnato in asprezza post-rock. I fan della band ne saranno estasiati, tutti gli altri piuttosto intrigati.

 

Voto: 7/10
Luca Gori

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