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16 febbraio 2014

Eugenio Finardi

FIBRILLANTE

2013 - Universal
[Uscita: 27/12/2013]

finardi - fibrillante - cover# Consigliato da Distorsioni

 

Sono passati quindici anni da “Accadueo”, il suo ultimo album d'inediti. Millenni dall'happening del Parco Lambro. Ed Eugenio Finardi ritorna con un album che trasuda indignazione e rabbia, suoni ed  emozioni che ci fiondano in pieni anni Settanta, nel terremoto creativo che dell'arte e dell'impegno politico furono l'epicentro, prima della strage per eroina di cui furono vittime e, (in)consapevoli protagonisti, gli intelletti migliori di un'intera generazione. Non è un caso che al suo fianco  si trovino artisti come Manuel Agnelli degli Afterhours, Vittorio Cosma (ex P.F.M.), Patrizio Fariselli degli Area. Se aggiungiamo Max Casucci dei Subsonica che, da amico, cura splendidamente la produzione, ci ritroviamo nel lettore uno dei migliori dischi della quarantennale carriera del più rock dei nostri cantautori. Dopo il pop anodino degli anni Ottanta e le esplorazioni nel fado, nel blues, nella superba arte di Vladimir Visotsky, l'uomo di Musica Ribelle, che chiudeva ogni suo concerto con telluriche versioni di Satisfaction (“ero con mia madre in America, guardavamo la televisione e ad un certo punto apparvero i Rolling Stones... lì la mia vita cambiò”), si ripropone con un disco che, sin dal primo singolo (Come Savonarola), sorprende per energia ed entusiasmo. Abbagliando, il pezzo che apre l'album, è un ammaliante esempio di ballad psichedelica a metà strada fra “Out of our heads” degli Stones e “Fifth dimension” dei Byrds. Lei s'illumina lascia assaporare brividi che rimandano a “Finardi” del 1981, l'ultimo grande disco di Eugenio prima dell'attuale rinascita.

 

come savonarolaLa musica e le parole come armi per colpire l'anima e smuovere il pensiero. Siamo negli anni Settanta? Si lotta quotidianamente per sopravvivere e Cadere Sognare dà voce ai tanti, laureati, precari, operai, imprenditori, improvvisamente senza un futuro. Le file alle mense pubbliche che vedono insieme ogni giorno i “tranquilli” di un tempo recente e chi tranquillo non lo è stato mai. Chi in strada ci sopravvive da una vita e chi la strada la vive ora non come transito in attesa del ritorno ad una casa, una moglie, dei figli, ma come nuova terra da condividere e conquistare palmo a palmo nell'attesa del domani. Il Signor Padrone di un tempo magari te lo ritrovi in fila con te per un pasto caldo. La storia di Franco è emblematica: “vi prego non crediate che sia pazzo o alcolizzato, lavoro tutto il giorno con dignità, ma siamo ormai in troppi e pagano cosi poco ed io sto ormai cedendo... sarà l'età”. E' una raccolta di miserie quotidiane che, non si sa come, non spingono ancora alla rivolta. Ma il vulcano è pronto all'eruzione. La lava è pronta a seppellire gli arrivisti e gli opportunisti che in Moderato di certo si riconosceranno appieno: “ogni idea di cambiamento tu la spegnerai... una causa nobile è una poesia, tu resti immobile, io volo via. Non rischi mai... che cosa sei? ”. Splendida Fibrillante, racconto in prima persona di una fibrillazione atriale, della paura della fine. E poi di una rinascita, di nuovi entusiasmi, di nuova voglia di lottare al fianco di Donne che piangono in macchina, molestate, stuprate nel corpo o nell'anima o solo perse nella loro solitudine. La consapevolezza del rapporto con la propria compagna, col proprio compagno in Fortefragile. Quasi una sintesi di vita fra il concreto sentire de L'amore non è nel cuore è il sublime incanto di Patrizia. Chiude Me ne vado. Quasi una The Gift dei Velvet Underground in forma di invettiva. Banche, governi compiacenti (tutti!), affaristi, AD. Per chi, come chi scrive, conosce Finardi da sempre, un grande e sincero ritorno. Per chi ha sedici anni ora, o anche meno, un invito ad accogliere nella propria mente “quel tarlo, mai sincero, che chiamano pensiero (F. Guccini)”. Grande disco.

 

 

Voto: 7.5/10
Maurizio Galasso

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