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10 luglio 2014 ,

Heroin in Tahiti

CANICOLA

2014 - NO=FI Recordings - Black Cassette, L.E. 100 copie
[Uscita: 10/07/2014]

canicolaNon finiscono mai di stupire e sperimentare gli Heroin in Tahiti. Dopo “Peplum” mettono fuori questa chicca di cassettina per placare i bollenti spiriti e le afe estive. Ad accorciarvi il fiato e farvi avere le allucinazioni da colpo di calore ci pensano loro. La loro psichedelia mistica e la loro ipnosi apneica è ormai stata battezzata ufficialmente ed è assurta a vero e proprio genere nostrano, quello ‘spaghetti waster’ che in questi sei pezzi prova ad introdurci in un viaggio nelle terre riarse e nelle sterpaglie della macchia mediterranea del nostro Sud. La fascinazione è giocata sulla proiezione in una cultura arcaica, in cui le tradizioni affondano le radici nella notte dei tempi e in cui la sacralità popolare e la sua ritualità sono contaminate da paganesimo, primitivismo e un senso religioso che si confonde con superstizione e magia. Dopo l’eterogenea e suggestiva omonima prima traccia, articolata su una serie di field recordings e leggerissime spirali glitch, la ricerca si assottiglia nei cinque più brevi pezzi seguenti. Sembra quasi uno studio delle emanazioni esterne, l’amplificazione di percezioni ambientali che più di ogni altro elemento ci sanno restituire l’alternanza tra realtà e immaginifico.

 

Un’intensità che si satura con la tensione crescente, tra balenii di luci violacee, cicaleggi e stralci di canti popolari impercettibilmente restituiti da brezze marine; usati samples risalenti agli anni ’50 con le voci di Alan Lomax e Diego Carpitella (La madonna). Quando l’immersione si fa più pregnante e densa il miraggio ci restituisce una serie di forme e impressioni plasmabili che si snodano in una visione caleidoscopica di flashback. C’è la morte che ti cerca e tu sei in giro è uno stralcio morriconiano elettrificato. Di solare in questa tape c’è veramente poco a dispetto dei Sun City Girls citati come fonte d’ispirazione. Si tratta di un sottile gioco di tensione umorale, sospensioni, pellicole che restituiscono immagini ritoccate da heroin in tahiticontrasti e sfocature. La madonna sembra quasi un rituale di iniziazione tribale che tanto evoca il “Fiume Nero” di Donato Epiro. Agri deserti, Atlantropa (Panorama) decisamente ci riportano a quella visionarietà ultravioletta e radioattiva tipica del sound Heroin in Tahiti. Anche le rovine decadenti del sud, sepolte sotto immensi fiori di agave, sono filtrate da un occhio meccanico e distorsore che le rende esoteriche e stranianti anche se terribilmente affascinanti. Svariati sono i rimandi al folk oscuro sporcato di effetti del trio How Much Wood Would a Woodchuck Chuck if a Woodchuck Could Chuck Wood? Granaglia è un affresco corale magnifico con una chitarra riverberata a mo’ di scacciapensieri siciliano che diluisce in una serie di onirismi da dormiveglia. Ed è proprio il fascino delle scansioni temporali, di un’impellenza ansiogena che trasmuta in ‘otium’ dilatato - da meriggio soporifero e assolato - la vera rivelazione occulta di questo scrigno-cassetta davvero imperdibile per gli amanti del genere.

Voto: 7.5/10
Romina Baldoni

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