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7 gennaio 2019

Graziano Romani

A RUOTA LIBERA-FREEWHEELING: THE DUET ALBUM

2018 - Route 61 Music
[Uscita: 31/10/2018]

#consigliatodadistorsioni      

 

graromaniChiunque abbia seguito la carriera di Graziano Romani a partire dai Rocking Chairs fino alle tante avventure soliste, tra album veri e propri, tributi e concept sul mondo del fumetto, o abbia anche solo assistito a un suo concerto, sa  che si tratta di artista di rara sensibilità e umiltà nel mondo del rock indipendente italiano. Romani ha sempre dato tutto se stesso, dal vivo come su disco: si sarà chiesto cosa potesse impedirgli di recuperare canzoni del suo passato, più o meno remoto, qualche cover eccellente, un inedito e interpretare il tutto con personaggi a lui affini, in una serie di duetti da brividi. Sin dall’apertura di A Ruota Libera, l’inedito interpretato coi Ritmo Tribale, si comprende che il livello è altissimo: brani rock di questa caratura non sono così frequenti dalle nostre parti, specie tra chi si esprime nel nostro idioma, e tutto fila che è un piacere, tra chitarre sferraglianti, batteria decisa, voce roca del leader a scambiare rime (per nulla scontate, oltretutto) con quella di Andrea Scaglia (impegnato anche alla chitarra solista). Dopo un attacco simile, poteva non seguire una ballata epica? Da quel grande appassionato di fumetti che è, Graziano non ha perso l’occasione di riprendere Paz, la struggente dedica che i Gang riservarono al compianto Andrea Pazienza, facendosi accompagnare proprio dai fratelli Severini e la loro formidabile band, aggiungendo una strofa all’originale (la passione per il fumetto è ribadita dalle illustrazioni presenti nel curatissimo libretto del cd). 

 

romaniUn’incursione folk, cantata in dialetto reggiano (Alla Guerra, di e con Lassociazione), risulta perfetta per un’interpretazione toccante. Cisco dei Modena City Ramblers è a fianco di Romani per Moira Del Circo, canzone magnificamente reinterpretata dai due. Più difficile, probabilmente, specie per chi fosse più giovane, ricordarsi di Stefano Rosso e della sua Preghiera, testo che oggi potrebbe apparire un po’ ingenuo (la canzone è del 1976) ma tuttora ricco di significato, parentesi cantautorale che si avvale dell’apporto del magnifico violino di Michele Gazich. Non potevano essere dimenticate le gloriose pagine targate Rocking Chairs, e chi meglio dei Cheap Wine, i naturali eredi di quella stagione formidabile, per farsi accompagnare in Last Moonshine? Un brano che calza a pennello per il gruppo marchigiano, così come il duetto con l’ottimo Edward Abbiati in Making A Change, arricchita da fiati in puro stile Asbury Sound. Il traditional irlandese Molly Malone diventa romani1un’ottima scusa per coinvolgere  Andy White, mentre ben due presenze femminili arricchiscono il parterre de rois: Arianna Antinori (bravissima) a rilevare le parti che furono di Elliott Murphy in Napoleon In Rags, mentre Carolyn Mas e la sua band sono interpreti della ballata The Most Crucial Enemy, chiusura perfetta di un album fieramente rock, giunto a ridosso del Natale 2018 e che può essere considerato il primo, vero “botto” del 2019.  

 

Voto: 8/10
Massimo Perolini

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