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5 ottobre 2013 ,

Jay-Jay Johanson

COCKROACH

2013 - Universal
[Uscita: 1/10/2013]

Jay-Jay Johanson “COCKROACH”Jay-Jay Johanson ha avuto un momento di effimera celebrità sul finire dello scorso millennio, quando un filone di musica elettronica lenta, soffusa, contaminata con jazz e soul la faceva da padrona. Poi col nuovo millennio il cambio di mode e di diktat delle case discografiche e delle riviste “cool” l'aveva messo in secondo piano, come accade con molti artisti meritevoli ma non imprescindibili (un esempio: chi si ricorda Carmel Mc Court? Bravissima  cantante soul-jazz, da circa vent'anni non incide più dischi ma suona solo dal vivo). Con “Cockroach” giunge al nono album in una carriera ormai vicina al ventennale. Le coordinate entro cui si muove il musicista svedese non mutano: una voce suadente da crooner, che può ricordare addirittura Chet Baker, ritmi lenti seppure evidenziati, Mr Fredrikson sfiora il dubstep, atmosfere tristi, testi che parlano di amori finiti. Colpisce l'ascoltatore come una musica che alcuni anni fa era il massimo della novità appaia oggi più datata di altri generi meno dichiaratamente avanguardisti, ma le canzoni contenute in questo album sono valide. Johanson ha affinato l'uso della voce, che agli esordi usava in maniera fin troppo enfatica, stile anni '60.

 

Il disco è piuttosto vario: Coincidence è un elegante ballata soul jazz venata dalle sonorità cupe care ai gruppi di Bristol; Laura è una ballata per chitarra e voce; Dry bones un folk blues arrangiato per sole voci incise volutamente sporche in modo da riportarci agli anni della Grande Depressione, quelli narrati in film come “Fratello dove sei?”. I miss you most of all, con la sua elegante partitura d'archi e la batteria marziale, su un tempo avvicinabile al bolero, è una canzone nel più tipico stile dell'artista svedese, musica in bilico tra passato e presente. Orient Express tiene fede al titolo, con tastiere dai suoni esotici, come quelle che furoreggiavano negli anni della new wave. Troviamo anche uno strumentale, elemento che potrebbe stupire da parte di un musicista che nella voce ha il punto di forza: Insomnia, composizione classicheggiante per piano minimalista e suoni elettronici d'atmosfera sulla sfondo. Non troviamo mai invece brani su tempi veloci: punk o techno non abitano da queste parti, solo nella coda strumentale di Hawkeye si accelera un po'. Jay-Jay Johanson è un musicista che vuol far rivivere il mito del cantante confidenziale, e dobbiamo dire che, se piace il genere, ci riesce, grazie ad una serie di canzoni di buon gusto ben scritte e ben arrangiate. Concludiamo con un messaggio per le lettrici donne: si legge che Jay-Jay Johanson sia stato votato come uomo più bello del mondo. Quindi non fatevi ingannare dalla foto che ha messo sulla sua pagina Facebook. 

Voto: 7/10
Alfredo Sgarlato
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