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22 Ottobre 2014 ,

Moonface CITY WRECKER EP

2014 - Jagjaguwar - Paper Bag Records
[Uscita: 16/09/2014]

Canada-Finlandia                                                     # Consigliato da Distorsioni

CITYWRECKER-e1410329980866Spencer Krug è artista davvero prolifico. E’ stato uno dei due cantanti dei Wolf Parade, uno tra i più grandi complessi indie rock degli anni ’00. La mente e il braccio dei più intellettualoidi e romantici Sunset Rubdown e delle loro ballate art-rock. Lo sperimentatore che stava dietro a progetti, sempre a nome Moonface, come “Dreamland EP: Marimba and Shit Drum”s (2010) o “Organ Music Not Vibraphone Like I Hoped” (2011). E’ il musicista trasferitosi dall’amata British Colombia ad Helsinki dove ha realizzato un album insieme al musicista finlandese Siinai, “Heartbreaking Bravery” (2012), che richiama i fasti dei Wolf Parade e del loro ultimo lavoro, “Expo 86” (2010). A questi numerosi progetti ed uscite, si aggiunge un’ulteriore fatica: “Julia With Blue Jeans On”, uscita nel novembre 2013, che si differenzia da tutti i precedenti lavori e ritrae Krug come una sorta di songwriter, immortalato nelle sue ballate infinite, colorate, ultra pop ed ultra romantiche, ma senza leziosità, senza suonare ruffiano o accattivante, dando nuove sfumature all’introspezione. 

 

Alla ricerca di se stesso senza sconti, senza perdonarsi nulla, “I’m a well intentioned demon”  canta, oppure “a ghost lighting up in the court yard”. Solo piano e voce, Julia ha ripulito e riproposto la vena cantautoriale che emergeva anche nei primi lavori dei Sunset Rubdown e dei Wolf Parade, che ritroviamo ormai consolidata il moonfacequesto “City Wrecker EP”. Registrato ad Helsinki prima che Krug tornasse a vivere tra i boschi della Vancouver Island, l’EP si avvale delle atmosfere desolate e glaciali del Nord-Europa: “a cold album made in a cold place”. Quella che rimane invariata è però l’indagine emotiva, introspettiva che Krug muove. “There is a fallen tree against a perfect January snow/ And that’s as spiritual as I need to be” canta in Daughter Of A Dove, monolitico pezzo da 11 minuti di piano, synth algidi sullo sfondo e la voce che scorre, ”So when they said turn up the kick drum/ turn up the snare/ I turned away to see my baby put a flower in her hair”.

 

Il tema ricorrente è quello dell’alienazione, della perdita e dello smarrimento, come in Helsinki Winter 2013: ”You belong where you are found/ Overseas, underground”, brano che invece di esplodere in una pioggia fredda di synth come il precedente deflagra lungo 8 minuti di piano insistente. La title-track, un perfetto quadro soul cantautoriale,moonface rimarca il concetto di alienazione: “Jenny Lee Montreal was never the same once you were gone/ Jenny Lee you know the city fell in a sort of boring ruin”. L’iniziale The Fog descrive un dialogo tra un uomo e una donna che appaiono e scompaiono dentro la nebbia, per rinforzare ancora l’immagine di un’atmosfera fredda e tersa, malinconica e tremendamente solitaria. City Wrecker non è un disco per tutti e per tutte le occasioni: rischia spesso di apparire monotono anche a causa della strumentazione minimalista, ma anche per le tematiche affrontate e per come Krug le affronta. L'artista riesce dove tanti hanno toppato, arriva dove altri non sanno arrivare, dice cose che altri possono solo immaginare.

Voto: 7/10
Ruben Gavilli

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