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29 maggio 2013 , ,

Stephen Malkmus

CAN’S EGE BAMYASI PLAYED BY STEPHEN MALKMUS AND FRIENDS

2013 - Matador
[Uscita: 20/04/2013]

Stephen Malkmus, Can's Ege Bamyasi Played By Stephen Malkmus And Friends, Matador Registrato a fine 2012 in Germania l’omaggio di Stephen Malkmus ai Can è uscito, in edizione limitata in vinile verde, in occasione dell’ultimo Record Store Day. Ad accompagnarlo ci sono i Von Spar, band di Colonia assai esperta di sonorità kraut. Malkmus ha dichiarato molte volte che "Ege Bamyasi" è uno dei suoi dischi preferiti, uno di quegli album che restano sul giradischi per mesi interi, e che ad ogni nuovo ascolto rivelano dettagli, sfumature, particolarità nascoste. Un disco da consumare; e ogni volta è come la prima volta: sorprendente. E come dargli torto: il terzo disco dei Can, pubblicato originariamente nel 1972, è  – scusate l’ovvietà – un capolavoro indiscusso (e insieme a Tago Mago l’apice della band di Holger Czukai e Michael Karoli). Non ci perderemo nella sterile quanto inutile questione se il disco-tributo di Stephen Malkmus sia all’altezza dell’originale. Anche perché sarebbe fiato sprecato: un’operazione del genere, di fronte ad un capolavoro, non ha certo pretese di artisticità tali da far anche soltanto ipotizzare un confronto tra originale e “copia”.  L’ex leader dei Pavement s’accosta al disco della band krautrock con una umiltà estrema, tutta da fan, conscio del significato vero di questo tentativo (e non a caso la registrazione è dal vivo: in studio, davvero, sarebbe stato troppo).

 

 

L’approccio ai pezzi di Ege Bamyasi (ci sono tutti, anche se organizzati in una differente scaletta) vuole essere rigoroso e filologico (si faccia caso a certi suoni, il basso innanzi tutto), anche se la band non risparmia di modernizzare qualcosa, ma senza la presunzione e l’invadenza di chi vorrebbe riscrivere quanto è stato già fatto. Altrettanto fuori luogo sarebbe un confronto Malkmus/Damo Suzuki (il vocalist di origine giapponese che ha fatto grandi i dischi migliori della band tedesca). Lo stile di quest’ultimo è troppo fuori dagli schemi e personale per essere anche lontanamente imitato. Il lavoro sulla voce di Malkmus, tuttavia, resta sempre onesto, senza strafare, è vero, ma riesce a trovarsi a proprio agio su tutti i pezzi. Certo, imprimere su disco una serata di puro divertimento, e, come abbiamo già detto, da fan-band, lascia un po’ il tempo che trova (e probabilmente non farà impazzire né gli estimatori dei Can né quelli di Malkmus), ma l’edizione limitata e la presenza “ai limiti” di una discografia ridimensiona di molto questa scelta di consegnare ai posteri un omaggio che sarà pure ricercato e di nicchia, ma che non si discosta poi molto dalle tante serate-tributo che si ascoltano spesso in giro: senza pretese, spesso divertenti dal vivo, ma che mai nessuno si sognerebbe di mettere su disco.

Voto: 6/10
Luca Verrelli

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