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13 settembre 2016 , ,

Allah-Las

CALICO REVIEW

2016 - Mexican Summer
[Uscita: 09/09/2016]

Stati Uniti  #consigliatodadistorsioni

 

allahPer una band che si fa ambasciatrice della cultura surf, dell'etica west-coast e che ha reso marchio di fabbrica le good vibes californiane il massimo è quello di pubblicare tre album in settembre. La tradizione di casa Allah-Las non si smentisce e proprio sul finire dell'estate torna la musica che sogna spiagge e Stati Uniti, ragazze in bikini e alte onde da cavalcare. Il rock'n'roll di Miles Michaud e soci nei 4 anni di attività è diventato un simbolo di garanzia internazionale per chi si voglia avvicinare all'anima più pura ed originale del garage-revival.

Dopo l'acclamato e bellissimo "Worship The Sun" ed essendo giunti al terzo disco, per la band losangelina era difficile fare di meglio. Gli arrangiamenti sono impeccabili come al solito, il surf-rock che sa di Byrds, West Coast Experimental Pop Art Band, Buffalo Springfield, melodie solari, ritmi rilassati, riff luccicanti; eppure la qualità è sicuramente inferiore al suo predecessore. Probabilmente il singolo Famous Phone Figure che ha anticipato l'album di qualche mese avrà destato sorpresa tra i fan degli Allah Las: pop dal allah-7sapore sixties, piuttosto banale e anonimo. La voce di Michaud inoltre non convince, la scelta dei violini fa sobbalzare dalla sedia. Fortunatamente si tratta di un episodio isolato in un lotto di ben 12 canzoni che provano a riallacciarsi col rock'n'roll rilassato di Worship the Sun. L'inizio di Strange Heat affida ancora la trama alla chitarra di Pedrum Siadatian e rimane uno dei migliori episodi, delicato come i Velvet Underground di "Loaded"; Satisfied saltella sincopata, il singolo Could Be You è destinato a diventare il nuovo inno del gruppo, con la vena ariosa e l'andamento chitarristico che ricordano sfacciatamente ancora una volta i Velvet Underground. High & Dry è uno scherzo mal riuscito alla McCartney, un innocuo girotondo Merseybeat fastidioso.

 

allahCi si può affidare invece al tex-mex tentacolare di Roadside Memorial o ai riverberi caldi diAutumn Dawn, e con South La Brea la strada continua dove Crosby e compagni l'avevano interrotta sul finire dei '60. Warmed Kippers  è un'altra filastrocca piuttosto innocente riempita da una chitarra eccessivamente distorta. Ancora profumo  di salsedine e di oceano in Terra Ignota per poi chiudere nella solare Place in The Sun che ricorda Every Girl da Worship the Sun. Il disco soffre alcune scelte, altre sono valorizzate: piuttosto che 12 pezzi tirati fuori dal puntuale Nuggets (cosa che peraltro gli Allah Las non hanno mai fatto) ci sono la voglia di sperimentare e di ampliare il proprio ventaglio musicale,  testimoniata dai testi di Michaud che raccontano un'atmosfera oppressiva, una generale insoddisfazione. Sono eloquenti a riguardo i versi che aprono l'album: "Strange heat been coming around/ Sad, heavy on this allahlastown" o i refrain di Satisfied: "Satisfied only by what you know/ Could you believe in something?", oppure l'incalzante ritornello di Could Be You: "And if you the chance to/ Would you do it all again?" . Insomma lo sguardo è rivolto verso un altrove dove poter trovare risposte alle proprie domande, cercando di evitare che la coolness da surfisti diventi ebetismo da studio televisivo.  

 

Voto: 6.5/10
Ruben Gavilli

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