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3 marzo 2018

Franz Ferdinand

ALWAYS ASCENDING

2018 - Domino Records
[Uscita: 9/02/2018]

Scozia      #consigliatodadistorsioni

 

A quasi cinque anni dal loro ultimo album, ove si faccia eccezione per il progetto del 2015 FFS (Franz Ferdinand e Sparks, nelle figure carismatiche di Ron e Russel Mael) gli alfieri ‘arciducali’ dell’electro-rock scozzese tornano sul proscenio con il nuovo lavoro, “Always Ascending sempre per la prestigiosa Domino. Occorre, preliminarmente, dar conto tuttavia della fuoriuscita nel 2016 dalla band del chitarrista Nick McCarthy, sostituito con Dino Bardot, già con i 1990’s, e dell’ingresso nella line-up del tastierista Julian Corrie (Miaoux Miaoux). Soprattutto l’ingresso di quest’ultimo ha contribuito a rafforzare l’impianto ‘electro’ delle sonorità dei Franz Ferdinand, e gli esiti artistici riescono all’ascolto alquanto gradevoli. La voce di Kapranos domina, come sempre, incontrastata e superbamente ispirata, affiancata dal potente e variegato pulsare della sezione ritmica, con i fidi Bob Hardy e Paul Thomson a scandire i tempi con notevole maestria.

 

Sin dall’iniziale traccia eponima Always Ascending il ritmo è indiavolato e s’innesta entro coordinate armoniche di indubbio pregio. Via via che si snoda lungo il tappeto sonoro del suo disinvolto e brillante electro-rock, l’album si lascia apprezzare in ogni singolo frammento dei dieci complessivi, per la sapiente e ben dosata commistione di elementi variegati che formano un’unità melodica alquanto seducente. Lazy Boy, dall’andatura caracollante e irriverente, la scanzonata melodia di Paper Cages, il travolgente ritmo di Finally ne sono palese e immediata testimonianza. Su ritmi da ballata melanconica si attesta invece la sinuosa The Academy Award mettendo in ulteriore risalto la splendida voce di Alex, mentre i tempi tornano ad ascendere con l’impianto techno-rock di Lois Lane per poi dipanarsi nel graffiante scatto della chitarra di Bardot in Huck And Jim, recuperando d’acchito la vena causticamente rock dei primordi della band scozzese. La seducente linea sonora di Glimpse Of Love, il battito sintetico iniziale che poi si sgrana in un corposo rock’n’roll di Feel The Love Go, e la poetica linea melodica della traccia finale Slow Don’t Kill Me Slow sigillano un album di ragguardevole livello (con non pochi richiami agli Sparks dei fratelli Mael) confermando ulteriormente la brillante vena compositiva degli arciduchi.

 

Voto: 7,5/10
Rocco Sapuppo

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