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15 giugno 2014

The Flaming Lips

7 SKIES H3

2014 - Warner Bros./Lovely Sorts Of Death
[Uscita: 19/05/2014]

The Flaming Lips - 7 Skies H3 Questo disco non si fa mancare davvero nulla. Fa parte dell’ennesimo progetto volto a scandagliare gli aspetti più estremi della psichedelia moderna che la band di Oklahoma City  ha messo in atto l’ottobre scorso: “7 Skies H3” è in realtà una suite di 24 ore contenuta nell’EP “24 Hour Song Skull” e quello che si ascolta in queste dieci tracce non è che un estratto di appena 50 minuti di quel gigantesco “trip”. Quello che si sente in questo disco è probabilmente l’estratto più innocuo e narcotizzante, dove tutto è steso sotto una coltre di synth ed effetti elettronici e nessuno strumento (neanche la voce di padron Coyne) occupa una posizione di rilievo ma semplicemente naufraga in delicate composizioni di pop psichedelico. Il tutto, quindi, risulta a volte essere semplicemente noioso e rischia di portare le canzoni verso vicoli ciechi così che l’incanto psichedelico che i Flaming Lips vogliono creare non trascenda e non conquisti ma semplicemente accompagni un’ora di svago. Tuttavia sono pochi i momenti veramente soporiferi (Requiem, Meepy Morp Reprise) e naufragar è dolce in questo mare: l’iniziale title-track è una ballata storta da repertorio classico del gruppo che si trascina dolente ed epica per 8 minuti; In A Dream pulsa sui synth e l’incedere “dingeriano” della batteria, ed indica la via della psichedelia di matrice kraut ai nuovi arrivati (pensiamo soprattutto ai Follkazoid).

 

the-flaming-lips-skies-2014Metamorphosis, una lenta costruzione di rumorismi elettronici e twang di chitarre, dove la voce di Coyne si leva in sottofondo come quella del muezzin, assume un vero e proprio effetto narcotizzante, Riot In My Brain!!! trascina il gruppo per 4 minuti di isteria kraut-punk scintillante e anfetaminica, davvero pregevole, e poi le due tracce conclusive (dato che di canzoni vere e proprie non si può parlare) mantengono il mood dell’intero disco, ovvero quello di  melodie che galleggiano (7 Skies H3 Main Theme) e ballate piegate dall’effetto psichedelico (Can’t Let It Go, anche se è la ripresa dell’iniziale 7 Skies H3). Questo è un Flaming Lipsdisco che non si fa mancare nulla, dicevamo; non si fa mancare neanche i momenti più kitsch: Battling Voices From Beyond, tutta cori epici e batteria, rasenta il pacchiano.  7 Skies H3, come altre uscite dei Flaming Lips, non si fa mancare nulla ed è sempre più concreta l’idea che questo sia un gruppo totale e totalizzante, che sappia rigurgitare a proprio piacimento segni, simboli, linguaggi musicali e di incanalarli all’interno della propria visione. Perché prima di tutto, in questo calderone bollente di pop, elettronica, psichedelia anni ’70, kraut, space-rock, shoegaze viene una certa coerenza, una tenuta d’insieme chethe flaming lips non è facile mantenere quando ci si raffronta con una mole di musicalità di questo livello. I Flaming Lips non sono l’ultimo gruppo psichedelico, né quello definitivo: sono semplicemente la versione più moderna, la  versione del terzo millennio, che sa convivere con piedi in più staffe e non perdere mai la bussola. Ma non sono infallibili e qualche volta ci dimostrano di essere umani anche loro. Per fortuna. 

 

Voto: 6.5/10
Ruben Gavilli
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