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8 dicembre 2015 ,

U.S.A. Contro John Lennon

David Leaf e John Scheinfeld

2006 - Stati Uniti

Soggetto e Sceneggiatura: David Leaf e John Scheinfeld; Musiche: John Lennon; Genere: Documentario; Durata: 96'; Produzione: Usa 2006; Uscita italiana: 1 giugno 2007

 

Lennon la-locandina-di-the-u-s-vs-john-lennon-27761Sono passati ormai 35 anni dalla morte di John Lennon, avvenuta a New York l'8 dicembre 1980: la sua influenza sulla cultura del '900 e l'intatta popolarità delle canzoni che ha scritto occupano tuttora un posto di primissimo piano nel panorama artistico e musicale mondiale. Il documentario “USA contro John Lennon” che riproponiamo (a distanza di quasi dieci anni dall'uscita nelle sale), realizzato da David Leaf e John Scheinfeld, si distingue da tutti gli altri reportage o omaggi vari a lui dedicati perchè ne ignora la carriera, indagando un altro importante aspetto del personaggio Lennon: l'attivismo politico pacifista. Nell'immaginario collettivo, infatti, alla figura di John vengono associate, oltre ai Beatles e agli innumerevoli capolavori composti, anche le immagini del pacifista “impegnato”, ad esempio nel mitico Bed-in con Yoko Ono mentre canta Give peace a chance in una camera d'albergo di Amsterdam.

 

Prima di arrivare al tema centrale del film -ovvero la contrapposizione tra Lennon e l'amministrazione Nixon- esplicitato già dal titolo stesso, i due autori compiono un breve excursus iniziando dall'adolescenza del cantante inglese che, per stessa ammissione dell'interessato, aveva già allora iniziato a “odiare e temere il sistema e combatterlo”. Sistema che a seconda delle fasi della vita veniva identificato con la scuola, i mass media, l'establishment politico, il governo, ecc. Queste avvisaglie si manifestano già in alcune dichiarazioni del periodo beatlesiano, a iniziare dalla famosa frase “siamo più popolari di Gesù Cristo” (parole che nel 1965 costarono al gruppo e al suo leader delle feroci contestazioni, soprattutto da parte dei settori più bigotti e conservatori del cristianesimo statunitense) e alle prime prese di posizione contro l'intervento statunitense in Vietnam.

 

 

USA VS LENNON 1I due autori di USA contro John Lennon hanno utilizzato, oltre alle foto e ai filmati di repertorio, numerose testimonianze: da Yoko ai politologi Gore Vidal e Noam Chomsky, dall'ex funzionario del governo Nixon, G. Gordon Liddy, all'allora Senatore democratico George McGovern, da giornalisti ad attivisti vari e amici. Pur partendo da posizioni diverse, se non contrapposte, le dichiarazioni contenute nel film convergono nel disegnare comunque un personaggio pubblico di elevatissima statura, temuto e, come si saprà in seguito, addirittura ostacolato dal governo americano per la sua capacità di penetrazione ed influenza presso il USA VS LENNON 2movimento pacifista, il movimento per i diritti civili, la controcultura in generale.

Quello con la bistrattata Yoko Ono, considerata la causa della fine dei Beatles, fu probabilmente l'incontro decisivo nella vita di John: lei “completò la sua voce dandogli consapevolezza”. Al culmine di questa consapevolezza, alla fine degli anni sessanta, il fondatore dei Beatles era diventato un paladino “pacifista-rivoluzionario-utopista”, quindi una minaccia per il sistema americano o meglio un “estremista” o “artista chiave” secondo i rapporti segreti dell'Intelligence.

 

 John e Yoko organizzarono il Bed-in per la pace e tappezzarono le principali città del mondo con la scritta “War is over” sui manifesti: in seguito a queste iniziative vennero letteralmente fatti a pezzi dai mass media: emblematico lo scontro con una giornalista del New Yorker mentre attacca duramente il musicista considerando ridicole le modalità delle sue battaglie sociali (un irritato John ribatte:“Ti piaceva tanto “A hard day's night”! Ma io da allora sono cresciuto, tu no!”).

Un intervento televisivo del Presidente Richard Nixon, nel pieno della bufera-Vietnam, ci conduce al motivo saliente del film:“Quando qualcuno del mondo dello spettacolo partecipa ad un comizio politico, lui o lei sta facendo un enorme sacrificio personale e sta correndo un rischio”. Detto, fatto: l'Fbi del famigerato J. Edgar Hoover pedinava John e USA VS LENNON 4intercettava le sue telefonate. Il culmine di questo scontro si concretizzò in occasione del concerto organizzato il 10 dicembre 1971 in Michigan per liberare l'attivista John Sinclair (condannato a 9 anni di reclusione per aver venduto due spinelli): Lennon si esibì insieme ad altri artisti per una durata totale di 8 ore e compose una canzone, intitolata John Sinclair, per l'occasione.

 

I timori dell'establishment statunitense erano causati soprattutto dall'intenzione da parte di John e di altri attivisti e musicisti di replicare l'esperimento in chiave anti-Nixon (ricandidato alle presidenziali del 1972): seguire il tour dei repubblicani esibendosi di volta in volta nelle varie città con una sorta di contro-concerti culminanti con l'intervento di John. Il progetto svanì perchè secondo l'ammissione della stessa Yoko c'era la forte sensazione che seguendo il baraccone presidenziale di Nixon le loro vite “sarebbero state in pericolo”. In effetti ormai l'Fbi, e di conseguenza Nixon, controllavano tutti i movimenti di John e ne intercettavano le telefonate. In alcune testimonianze nel film si sottolinea anche l'ingenuità di John che, seppur  in buona fede, appoggiava attivisti radicali come Bobby Seale (leader delle Black Panther), Jerry Rubin e Abbie Hoffmann i quali puntavano a sfruttare l'enorme popolarità dell'illustre “alleato”.

 

 

USA VS LENNON 5Tuttavia i principi e le convinzioni di Lennon sulla pace, nella critica assoluta al governo Nixon, sulla necessità di porre fine alla guerra in Vietnam (e dal 1970 anche in Cambogia) sono indiscutibili. Lo scrittore nonché esperto di presidenze americane Gore Vidal esprime efficacemente le relazioni tra i due contendenti:“Lennon era un nemico giurato di coloro che governavano gli Stati Uniti. Rappresentava tutto ciò che odiavano. Io dico che lui rappresentava la vita ed era ammirevole, mentre il signor Nixon e il signor Bush rappresentano la morte”.

L' ultimo scontro con il governo americano si verificò quando venne notificata a John Lennon l'espulsione dagli Stati Uniti: l'ufficio immigrazioni gli negava il certificato di residenza (tra i vari pretesti adottati contro l'artista venne considerata una condanna ottenuta per possesso di marijuana diversi anni prima a Londra): iniziò una causa con prolungato iter processuale. Dopo vari rinvii (e dopo che nel 1974 il Watergate aveva ignominiosamente posto fine alla carriera politica di Nixon, con conseguente “allentamento” della presa dell'Fbi su Lennon) finalmente il 9 ottobre 1975 John vinse la causa e ottenne il permesso di residenza a New York, proprio mentre nasceva il secondo figlio Sean Ono Lennon. Era anche il giorno del suo trentacinquesimo compleanno.

 

COVER2Le canzoni che compongono la strepitosa colonna sonora del film appartengono, quasi esclusivamente, alla carriera solista di John: Working class hero, I'm losing you, Watching the wheels, Mother, Imagine, Give peace a chance, Power to the people, Mother, It's so hard, Well well well, How?, Instant Karma!, I found out, Love, Look at me, Oh my love, Beautiful Boy, Give me so truh, Happy xmas (war is over).

Il documentario di David Leaf e John Scheinfeld ha la sua ragione d'essere (oggi e al momento della sua realizzazione nel 2006) per il diverso punto di vista con cui osserva una celebrità come John Lennon: non una biografia tradizionale ma un focus indirizzato su un determinato momento storico che ha visto movimenti e rivoluzioni in grado di us_vs_lennon_2contestare, forse per la prima volta su ampia scala, le grandi decisioni prese dai detentori del potere.

 

 

“La nostra società è dominata da gente folle che persegue scopi malati. Vorrei che qualcuno mettesse per scritto quello che il nostro governo, il governo americano, quello russo e quello cinese stanno cercando veramente di fare. Mi piacerebbe molto sapere cosa credono di fare. A me sembrano tutti folli. Però potrebbero internare me come folle per aver detto tutto questo”. 

John Lennon

Gaetano Ricci

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