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8 marzo 2013

The Doors: Live at the Bowl ’68

Ray Manzarek

2013 - USA

doors“Dovevate esserci”. Comincia con questa frase il film “The Doors: Live at the Bowl ‘68”, proiettato per una sola giornata, il 27 febbraio scorso, in una selezione di sale cinematografiche italiane. “Dovevate esserci”, lo ripetono anche i membri dei Doors rimasti, Ray Manzarek, John Densmore e Robby Krieger, intervistati nello spezzone di film che precede l’inizio del concerto vero e proprio, insieme al produttore Paul Rothschild e a due dei Chambers Brothers, la band che aveva fatto da spalla con gli Steppenwolf. Ma per chi, come noi, non ha potuto esserci per ragioni anagrafiche e anche geografiche, poiché dall’Italia arrivare a Los Angeles anche nel 1968 non era un viaggetto da poco (e di contro la band nella sua formazione originale non ha mai suonato nel nostro paese), questa proiezione, che fa seguito all’uscita sul mercato del DVD, restituisce in parte l’emozione del concerto.

 

In parte, ovvio, poiché vedere un concerto al cinema, seduti su una poltrona, senza la possibilità di lasciarsi andare sull’onda della musica non è proprio la stessa cosa. Ma la qualità dell’audio surround 5.1 e delle immagini, notevolmente migliorata rispetto al filmato originale grazie alle tecniche digitali odierne, rende comunque giustizia al livello straordinario di quella performance. Già perché il concerto all’Hollywood Bowl del 5 luglio 1968 è stato uno dei migliori che la band abbia mai eseguito, a detta degli stessi  Manzarek, Densmore e Krieger, uno dei pochi che avessero provato prima di salire sul palco (non provavano mai) e l’unico che avessero deciso loro stessi di filmare per intero. Dunque l’organizzazione del concerto doveva essere perfetta e loro ci hanno anche provato.

 

doorsMa le cose non sono andate come avevano programmato: innanzitutto dei 52 amplificatori che avevano chiesto per creare un potente muro di suono, ne poterono usare sono quattro, uno per la chitarra, uno per l’organo e due per la batteria, poi delle 8 piste di registrazione ne funzionarono solo 7 e, infine, invece di avere riprese da varie angolazioni riuscirono ad ottenere solo quattro cineprese (dietro una delle quali c’era un giovane Harrison Ford). Sono solo alcune delle curiosità che i tre Doors e gli altri intervistati raccontano nel film. Raccontano anche che la sera avevano cenato con Mick Jagger, poi presente in prima fila al concerto insieme a Pam, la compagna di Jim Morrison, e che il Re Lucertola aveva preso un acido prima di salire sul palco. Per questo motivo continuava a dire ai tecnici di abbassare le luci, non ricordandosi delle riprese video che lui stesso aveva voluto e organizzato.  E per questo, a un certo punto del concerto, pensa di vedere una cavalletta, si avvicina, si accorge che non c’è nulla, torna al microfono e dice candidamente che forse era una falena. Ma la qualità della sua performance non è intaccata dalla droga che ha assunto.

 

doors-live-at-the-bowl-68-jim-morrison-E’ perfettamente consapevole delle parole che sta per pronunciare quando canta The End, sa che produrranno un effetto scioccante e forse non saranno accettate da tutti, e lo sottolinea con un sorriso malizioso nella piccola pausa che precede la celebre frase “mother...I want to...fuck you”. E’ in grandissima forma Jim Morrison in quel concerto, la sua presenza scenica è intensissima, carica di emozione, lui le sue canzoni le vive mentre le canta. D’altronde su un palco poco illuminato, senza effetti speciali, senza maxi-schermi come usa ai giorni nostri, aveva due scelte per catturare l’attenzione e le emozioni di una platea enorme composta da diciottomila persone: saltare su e giù per il palco (alcuni hanno criticato il fatto che non si sia scatenato di più) oppure puntare sull’intensità dell’esecuzione sua e del resto del gruppo. Ha scelto la seconda soluzione, forse anche per effetto dell’assunzione di acido, ma più probabilmente per una scelta consapevole (sapeva come accattivarsi il pubblico il Re Lucertola) e ha regalato a tutti uno spettacolo indimenticabile. 

 

Rossana Morriello

Uscita negli Stati Uniti: 7-11-2012, in Italia 27-2-2013, regia originale delle riprese del concerto Paul Ferrara, durata: 1 ora 32 min

 

 


Scaletta del concerto:  1) Show Start / Intro  2) When The Music’s Over  3) Alabama Song/ Whiskey Bar  4) Back Door Man  5) Five To One  6) Back Door Man (reprise)  7) The WASP (Texas Radio And The Big Beat)  8) Hello, I Love You  9) Moonlight Drive  10) Horse Latitudes  11) A Little Game  12) The Hill Dwellers  13) Spanish Caravan  14) Hey, What Would You Guys Like To Hear?  15) Wake Up!  16) Light My Fire  17) Light My Fire (segue)  18) The Unknown Soldier  19) The End (segue)  20) The End


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