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13 marzo 2014

Labels: Vertigo Swirl Records

La spirale infinita

1969-1973 - Vertigo

300px-Vtrip                        I N T R O

 

Vertigo fu una delle etichette discografiche che lasciarono il segno nell’immaginario collettivo degli anni 70, per la coraggiosa ricerca di sonorità nuove da proporre al pubblico e di conseguenza al mercato discografico. Nata nel 1969 come sussidiaria del gruppo Philips/Phonogram, specializzata nel progressive rock e in quanto altro di nuovo e alternativo, quell’epoca così ricca di creatività nel campo musicale, seppe proporre soprattutto in Gran Bretagna. Analogamente nacquero etichette omologhe e concorrenti, con lo stesso tipo di specializzazione, la Harvest (gruppo EMI), la Deram (gruppo Decca), la Neon Records (gruppo RCA) e le indipendenti Island e Transatlantic. La Vertigo ebbe la caratteristica di proporre un logo molto indovinato che è diventato storico, quello della spirale (swirl) che campeggiava, in un rigoroso bianco & nero, sulle etichette dei dischi; Vertigo swirl ha caratterizzato la prima era storica dell’etichetta, quella che è punto di riferimento tutt’ora per appassionati del vintage rock e collezionisti di vinile raro.

 

Creatori dell’etichetta, i discografici Gerry Bron, Tony Reeves e Olav Wyper, i generi rappresentati nel catalogo Vertigo swirl furono molteplici, dal prog rock più influenzato da vertigo_swirlsuoni classici al folk psichedelico, dall’hard rock al neonato jazz rock progressive in molte sue sfaccettature, sino ad esperienze cantautorali e rari esempi di rock blues. Molto curato l’aspetto dell’art work delle copertine dei dischi, alcune diventate storiche, con creativi e grafici di primo piano come Roger Dean, Marcus Keef, Malcom Dean e altri. La Vertigo swirl ottenne grossi risultati come vendite con un unico gruppo, i Black Sabbath, ed in misura minore con gli Hurrà Heep, i Gentle Giant e i primi lavori solisti di Rod Stewart, il resto del catalogo fu composto soprattutto da oscure band e musicisti spessocon un solo lavoro in discografia, non sempre qualitativamente validi, ma propose anche dimenticate gemme come: Affinity, Patto, Linda Hoyle, Tudor Lodge, Catapilla e altri. 

 

Nel 1973 Vertigo abbandonò il logo swirl, che venne relegato ad una piccola porzione dell’etichetta del disco che divenne a colori; questo coincise con un cambio di rotta nella linea musicale della label che si orientò verso produzioni più commerciali ed in linea con i manfred mannnuovi gusti del pubblico. Il marchio Vertigo esiste ancora oggi, fa parte della Universal Music Group ed in UK è una divisione del gruppo Mercury. Il catalogo Vertigo swirl nel corso degli anni, è stato in massima parte ristampato su supporto digitale, gli lp originali sono ancora oggi ben valutati, molti titoli tra le 250 e le 500 sterline, altri  con cifre più modeste, ovviamente conta lo stato di conservazione sia del vinile che della copertina, ma  anche il tipo di stampa del disco, ad esempio quelli “first pressing” UK sono tra  i meglio valutati, recentemente abbiamo visto ad un Vinylmania a Milano, la copia originale del disco dei Dr.Strangely Strange, venduta alla  (non modesta…)cifra di  730 euro. Questo articolo è un analisi del catalogo Vertigo Swirl “classico” dal 1969 al 1973.

 

 

VERTIGO SWIRL DISCOGRAPHY 1969-1973  

 

 

COLOSSEUM - Valentyne Suite (Vertigo VO1) / Daughter Of Time (Vertigo 6360 017)

vertigocolosseumValentyne Suite fu il primo lp prodotto dalla Vertigo swirl nel 1969, mirabile esempio di prog  jazz con intenti blues, uno dei primi esempi di concept album,  in questo caso con la omonima suite che occupava l’intera side due. I neonati Colosseum, qui al secondo album, con la formazione: Jon Hiseman (drums), D.H. Smith (sax e flauto), Dave Greenslade (keyboards), Alex Litherland (vocal, guitars) e Tony Reeves (bass) e la produzione di Tony Reeves e di Gerry Bron. Nella prima side brani importanti come The Kettle, Elegy e Butty’s Blues, poi  Valentyne Suite, complessa partitura jazz rock con le tastiere di Greenslade protagoniste, un vero capolavoro del prog inglese, cover sleeve del creativo Marcus Keef e 15° posto nella UK albums chart. Poi Daughter Of Time del 1970, con il nuovo chitarrista Clem Clempson e il cantante Chris Farlowe, fu l’ultimo album in studio per i Colosseum, proseguì coerentemente sulla linea del loro prog jazz sporcato di blues e ottenne un onorevole 23° posto nella UK albums chart.

 

 

JUICY LUCY - same (Vertigo VO2) / Lie Back And Enjoy It  (Vertigo 6360 014)

Juicy+Lucy+-+Juicy+Lucy+-+1st+-+LP+RECORD-449488Rock blues di classe per la band dell’ex Misundertstood Glen Ross Campbell, chitarrista americano pedal steel, fautore di suoni psichedelici e hard blues, con lui il cantante Ray Owen e l’altro chitarrista Neil Hubbard. Il disco registrato all’IBC Studio di Londra nel settembre 69 fu un riuscito esempio di rock blues aggressivo ed ipnotico. Nella tracking list, Wo Do You Love ?, classico di Bo Diddley, che nella loro versione fu un grande successo a 45 gg. La cover sleeve con la donna nuda cosparsa di frutta fu un idea di Ross Campbell e Nigel Smith, lei era la modella Zelda Plum e le foto opera dello studio Mrs.Mouse e del fotografo Peter Smith. Un ottimo lavoro anche il secondo lp marcato Vertigo: Lie Back And Enjoy It con Paul Williams alla lead vocal e il nuovo chitarrista Mick Moody e una selvaggia  Willie The Pimp da Hot Rats di Frank Zappa a chiudere il vinile.

 

 

MANFRED MANN CHAPTER 3 - same (Vertigo VO3) / Volume Two (Vertigo 6360 012)

manfred mannDue lavori del tastierista di origine Sud Africana, Manfred Mann, tra I protagonisti del beat boom negli anni 60, qui in versione quasi sperimentale, per lui un jazz rock originale in linea con il tipico prodotto Vertigo. Con lui, il cantante pianista Mike Hugg  da sempre suo partner musicale  sino dai tempi della Mann-Hugg Blues Band nei primi anni 60. Un album molto caratterizzato dall’impiego della sezione fiati, con un occhio al free jazz di Ornette Coleman e Albert Ayler e uno ad esperienze USA a loro contemporanee, come i Blood, Sweat And Tears. Cover design di Peter Levy. Il secondo loro lp per Vertigo, Volume Two, uscito nel 1970 fu in linea con il primo e il suo jazz rock qui con forti influenze funk e un largo utilizzo del Moog Synthesizer.

 

 

ROD STEWART - An Old Raincoat Won’t Ever Let You Down (Vertigo VO4 / Gasoline Alley (Vertigo 6360 500)

Il debut album del grande vocalist scozzese, fresco dell’esperienza con il Jeff Beck Group, qui per la prima volta in veste solista, con lui in studio di registrazione (Olympic Studios) gli ex chitarristi degli Steamhammer, Martin Pugh e Martin Quittenton, alle tastiere Ianrod stewart McLagan, poi con Stewart nella fortunata esperienza con The Faces, come Ron Wood qui presente nella veste di bassista. Il disco era diviso tra composizioni dello stesso Rod e covers  di Bob Dylan, Mike D’Abo (Handbags & Gladrags), del folk singer scozzese Ewan McCall e conteneva anche una scatenata Street Fighting  Man degli Stones. Gasoline Alley fu registrato nel 1970 e fu il secondo solo album di Stewart, con una formazione che era già quasi quella dei Faces, più Quittenton alla chitarra acustica, una serie di ottime songs con la trascinante Gasoline Alley, Only a Hobo di Dylan e Country Comfort di Elton John, cover art e foto di Marcus Keef, uno dei dischi top seller per la Vertigo swirl.

 

 

ANCIENT GREASE - Women And Children First (Vertigo VO5)

Band hard blues virata alla psichedelia, con una primitiva visione pub rock. Il disco fu prodotto da Lou Reizner e Joh Weathers, lead guitar Graham Williams e alla voce solista Morty Mortimer. Un lavoro minore nel catalogo Vertigo swirl, ma l’opener del disco, Freedom Train rimane tuttora un brano travolgente.

 

 

BLACK SABBATH - same (Vertigo VO6) / Paranoid (Vertigo 6360 011) / Master Of Reality (Vertigo 6360 050) / Vol.4 (Vertigo 6360 071) / Sabbath Bloody Sabbath  (Vertigo 6366 101 South America pressing)

blackGli unici veri millions sellers per la Vertigo, campioni di incassi, inventori del “dark sound”, progenitori dell’heavy metal e a tutt’oggi ancora delle vere e proprie superstars del rock classico. La band capitanata da Ozzy Osbourne e dal chitarrista Toni Iommi con il batterista Bill Ward e il bassista Geezer Butler, i quattro provenivano dagli Earth, rock blues band minore inscritta nel fenomeno del British Blues Revival. Ebbero l’idea di suonare un rock pesante ed elettrico caratterizzato da riff granitici e black-sabbath-paranoid-vertigo-5repentine accelerazioni, dando al loro sound un impronta dark ed esoterica, i loro testi per primi narrarono di streghe, demoni e visioni infernali, i Sabs crearono un filone rock che ancora oggi nel XXI secolo fa proseliti a tutte le latitudini. I loro primi due lp per Vertigo sono dei veri must, con brani leggendari come Black Sabbath, Behind The Wall Of Sleep/NIB  e Sleeping Village, la super hit Paranoid, Iron Man e War Pigs, diventata suo malgrado, un anthem pacifista. Una sezione ritmica potentissima, la lead guitar di Iommi non molto fantasiosa ma decisamente incisiva e la stravolta voce di Ozzy, adattissima all’uopo, nel ricreare atmosfere inquietanti a caratterizzare il loro sound, sold out i loro concerti live e innumerevoli i loro world tours. Gli altri due lavori per Vertigo continuarono con il filone iniziato nel 1968 con successo, anche se gli abusi di droghe e l’urgenza del business appannarono un po’ la loro creatività, furono comunque due altri grossi hits con alcune songs diventate dei veri classici: Children Of The Grave, Embryo, Into The Void, Tomorrows Dream, Cornucopia e Wheels Of Confusion. La registrazione del loro quinto album; Sabbath Bloody Sabbath  segnò  il passaggio dei Sabs in UK alla label WWA, ma la sua versione per il mercato sud americano fu ancora su etichetta Vertigo swirl con il numero di catalogo inglese 6366 101.

 

 

CressidaCRESSIDA - same (Vertigo VO7) / Asylum (Vertigo 6360 025)

Prog band inglese, devota ad un folk rock delicato e sognante: Angus Cullen,  John Heywort e John Culley, tutti chitarristi e vocalist, le menti pensanti del gruppo, che prese il nome da una tragedia shakespeariana: “Troilo e Cressida”. Due lavori interessanti, elettroacustici e meditativi, con Asylum i brani si fecero più lunghi e complessi, con parti strumentali più articolate e furono caratterizzati dall’utilizzo dell’orchestra, poco dopo l’uscita del secondo lp si sciolsero, restando un gruppo cult per collezionisti.

 

 

FAIRFIELD PARLOUR - From Home To Home (Vertigo 6360 001)

Fairfield+ParlourIn origine furono i Kaleidoscope (inglesi, il loro primo lp, il più noto, Tangerine Dream,), band tipicamente beat psichedelica, con quattro lp all’attivo, che ebbe una discreta popolarità in UK negli anni 60. Capitanati dal tastierista vocalist Peter Daltrey, nel 1970 su input del nuovo manager, il dj David Symonds, cambiarono nome in Fairfield Parlour, aderendo alla moda imperante del prog rock e incidendo per la Vertigo, un solo album, con songs brevi e fortemente psichedeliche, elementi folk e un songwriting originale. Il loro lavoro è considerato un classico del progressive più tendente all’art rock.

 

 

GRACIOUS - same (Vertigo 6360 002)

Paul “Sandy”Davis, cantante e Alan Cowderoy, chitarrista, gli elementi fondanti di questo gruppo; originariamente influenzati dal sound dei Cream e di John Mayall, con il nome The Disciples, fecero da opener ai concerti degli Who nel 1968. Trasformatisi nei Gracious abbandonarono le influenze rock blues degli esordi; furono una band prog  con influenze classicheggianti, dai Vanilla Fudge ai Moody Blues, prodotti da Hugh Murphy registrarono ai Philips Studios di Marble Arch dieci brani che furono il cuore del lavoro per la Vertigo. Il loro sound fu caratterizzato da un intenso uso del mellotron e subì anche influenze dal Beatles sound; furono molto supportati da Radio Luxembourg e il loro disco Vertigo è da considerare, a nostro parere, un disco minore, cover design Teenburger. In seguito nel 1972 registrarono un secondo lp per l’etichetta Philips: This Is…Gracious.

 

 

MAGNA CARTA - Seasons (Vertigo 6360 003) / From Wasties Orchard (Vertigo 6360 040) / In Concert (Vertigo 6360 068)

Magna+Carta+-+Seasons+-+LP+RECORD-512182Squisiti protagonisti di un folk rock semi acustico di ottima fattura, a nostro parere, uno dei prodotti migliori del catalogo Vertigo swirl. La loro prima uscita live nel 1969 con Chris Simpson (voce, chitarre), Lyell Tranter (voce, chitarre) e Glen Stuart (voce), Tranter in seguito fu rimpiazzato da Devey Johnstone, poi collaboratore di Elton John. Il loro sound mise in luce le notevoli doti soliste dei singoli musicisti e il loro songwriting immaginifico e raffinato costruì atmosfere sognanti e delicate nel solco di altre band dedite al folk  psichedelico come Incredible String Band e Dando Shaft, la produzione di Gus Dudgeon. Tutti notevoli i loro tre lavori Vertigo con una nostra preferenza per In Concert, live registrato alla Concertgebouw di Amsterdam nel 1972, con atmosfere profumate di hascish e decisamente rilassanti, in un contesto di ottima musica acustica.

 

 

AFFINITY - same (Vertigo 6360 004)

affinityAffinity è da considerare uno dei dischi classici del catalogo Vertigo e uno dei più belli. Quartetto di multi strumentisti più la cantante Linda Hoyle, splendida voce soul, il loro unico lavoro Vertigo svariò da influenze jazz al soul in un brillante contesto tipicamente prog rock; il nome della band fu ispirato dal titolo di un lp del pianista jazz Oscar Peterson del 1961. Prodotto da John Anthony, registrato negli studi Island e Trident nel 1970, con l’art cover di Marcus Keef. Una serie di songs entusiasmanti con l’Hammond in grande evidenza, sette brani con alla fine la cover della dylaniana All Along The Watchtower, in una lunga ed entusiasmante versione e l’iniziale I’m And So are You con gli arrangiamenti della sezione fiati a cura di JP Jones dei Led Zeppelin. Grande disco.

 

 

BOB DOWNES - Electric City (Vertigo 6360 005)

Una delle rarità del catalogo Vertigo, formazione jazz rock capitanata dal sassofonista e cantante Bob Downes, con lui il trombettista Ian Carr, Chris Spedding alla chitarra e il cornettista Kenny Wheeler. Brani jazz rock con influenze latine, caratterizzati dall’utilizzo delle percussioni di Robin Jones. Un disco interessante, che fece da incubatrice per il progetto Nucleus pilotato in seguito da Ian Carr; cover design di Nigel Rollins & Rob Lett. Di Bob Downes poi si persero le tracce.

 

 

uriah heepURIAH HEEP -  Very Eavy’ Very Humble (Vertigo 6360 006) / Salisbury (Vertigo 6360 028)

Hard rock imitativo del mood Black Sabbath per la band del chitarrista Mick Box e del tastierista Ken Hensley, con la cover sleeve del disco in tema horror e suoni pesanti con un certo afflato blues (Lucy’s Blues), il successo del brano Gipsy e parecchia noia; molto peggio il secondo lp Salisbury, specie di concept album avente come tema la guerra, molto più virato al prog rock con le tastiere grandi protagoniste, arrangiamenti pesanti e noiosi. Nonostante ciò i due lp vendettero parecchio, misteri del rock business.  Gli Uriah Heep avranno ancora in seguito un buon successo di vendite e di pubblico, con una copiosa discografia per altre etichette, ma a nostro parere resteranno sempre dei mediocri.

 

 

MAY BLITZ - same (Vertigo 6360 007) / The Second Of May (Vertigo 6360 037)

may blitzSottovalutata band hard rock blues oriented, con solo due lp all’attivo, entrambi per la Vertigo, usciti nel 70 e nel 71. James Black (chitarre), Tony Newman (drums) e Reid Hudson (bass) furono una formazione a trio ispirata dagli Experience e dai Cream. Protagonisti di un rock duro ma creativo, con la lead guitar in primo piano ma anche notevoli impasti vocali e atmosfere spesso plumbee e inquietanti, prodotti da John Anthony ebbero un discreto successo di vendite e furono protagonisti di molti free festivals. L’originale artwork dei due lp fu di Tony Benyon, un creativo che non diede alle cover sleeves dei due dischi i tratti orrorifici e mortiferi  tipici dei lavori dei primi Sabs e degli Hurrà Heep.

 

 

NUCLEUS - Elastic Rock (Vertigo 6360 008 ) / Well Talk About Till Later (Vertigo 6360 027) / Ian Carr: Belladonna (Vertigo 6360 076) / Solar Plexus (Vertigo 6360 039)

Nucleus+SolarPlexusQuattro ottimi dischi marchiati Vertigo per la band jazz rock guidata dal trombettista Ian Carr, senz’altro tra I precursori del genere, un occhio al lavoro del genio Miles Davis e uno al panorama rock più sperimentale. Elastic Rock è un bellissimo disco con atmosfere sospese e decisamente cool, la sapiente gestione dei suoni da parte della band fa il resto, Chris Spedding (chitarre) e Carl Jenkins (sax/tastiere), supportarono con suoni brevi e nervosi il solismo di Carr e dell’altro sassofonista Brian Smith. Bella la cover sleeve con la copertina nera con un occhiello nel mezzo a scoprire una grande foto di una eruzione vulcanica (by Roger Dean). I Nucleus vinsero nel 70 il primo premio al Jazz festival di Montreux. Il secondo lp sulla falsariga del primo con brani più lunghi e il solismo dei singoli in maggiore evidenza, la lunga Oasis e Easter 1916 ne sono esempio tipico. Belladonna, disco solo di Ian Carr, proseguì con la raffinata visione jazz prog dei primi due album, un ottimo lavoro con il chitarrista Allan Holdsworth e il bassista Roy Babbington eccellenti protagonisti e lunghi brani strutturati (Belladonna, Summer Rain), che andarono sempre nella direzione dello sperimentare nuovi suoni, Solar Plexus con la lunga suite Torso/Snakeship Dream, allargò la formazione ad una sezione fiati più ampia ed ad un sound più orchestrale.

 

 

DR. STRANGELY STRANGE - Heavy Petting (Vertigo 6360 009)

doctorNel solco del sound tipico Vertigo, questo lp diventato forse più noto per la sua rarità e per la complessa cover sleeve apribile in più parti, concepita da Roger Dean, che per i suoi contenuti musicali. Band irlandese capitanata dal multi strumentista Tim Goulding, fu devota ad un tipico folk rock venato di psichedelia, guest alla chitarra solista Gary Moore, erano al secondo lp, il primo fu per la Island. Nel 1971 dopo un concerto con Al Stewart al Drury Lane Theater di Londra, si sciolsero per poi ritrovarsi nel 2008 per una reunion e un nuovo cd.

 

 

JIMMY CAMPBELL - Half Baked (Vertigo 6360 010)  

Un raro esempio di cantautore nella scuderia Vertigo, originario di Liverpool suonò anche con i Beatles in epoche preistoriche. Per lui un sound molto influenzato da quello Fab’s Four sia nei brani acustici che in quelli con arrangiamenti orchestrali. La cover sleeve del disco con la foto dei pagliacci multicolori, nello stile tipico di Keef, è tra le più rare del catalogo Vertigo. Campbell è scomparso nel 2007 lasciando oltre a questo altri due lp per altre etichette.

 

 

CLEAR BLUE SKY - Journey To The Inside To The Sun (Vertigo 6360 013)  

Formazione trio dedita all’hard rock tipico dell’epoca, provenienti dall’ East London diedero al loro sound caratteristiche sperimentali, ebbero come manager Ashley Kozak, già manager di Donovan, svolsero una frenetica attività live che li portò ad aprire i concerti di celebrità come: Janis Joplin, Taste e Country Joe and The Fish. Dopo un paio di altri dischi scomparvero dalle scene. Ma la cosa che rese più famoso il loro disco per la Vertigo swirl, fu la cover sleeve, la prima in assoluto disegnata dal creativo Roger Dean, in seguito uno dei più noti autori di art work per gruppi rock.

 

 

WARHORSE - same (Vertigo 6360 015) / Red Sea (Vertigo 6360 066)

warhorseLa band dell’ex bassista dei Deep Purple Nick Simper, per loro un classico hard rock  con Simper, il chitarrista Ged Peck e il cantante Ashley Holt, una ritmica potente e le tastiere di Frank Wilson a disegnare arabeschi sonori, il disco contiene un paio di brani classici: Vulture Blood e la lunga Solitude, curiosa la cover di St.Louis degli Easybeats. Un piccolo classico dell’hard rock anni 70. La cover sleeve (Keef) riferita alla guerra, ci fa capire come il ricordo di quell’ evento traumatico fosse ben presente in quella generazione di musicisti inglesi nati negli anni 40. Poi un altro disco sempre per Vertigo swirl, nel 71 intitolato Red Sea, decisamente meno convincente, brutta e non in linea con la media del prodotto Vertigo swirl, l’art cover di Rick Breach..

 

 

PATTO - same (Vertigo 6360 016) / Hold Your Fire (Vertigo 6360 032)

Forse, tra tutte le band di cui si parla in questo articolo è una di quelle più entusiasmanti ma meno note ai posteri, nei loro dischi non ci sono covers di brani blues dei vari Dixon, Waters o BB King, nè bluesharp, nè chitarre slide, ma comunque l’ispirazione del loro sound era chiaramente la black music, il soul e il jazz hanno fortemente influenzato il loro modo di affrontare la musica prog rock degli anni 70. La line up della band vide alla lead vocal Mike Patto, potente cantante dalla voce decisamente bluesy e all’occorrenza anche tastierista, il velocissimo chitarrista mancino Ollie Halsall, dal fraseggio jazzato e dalla tecnica sopraffina, anche vibrafonista, il bassista Clive Griffiths e il batterista John Halsey. pattoLe loro origini musicali si perdono nella preistoria del rock inglese, con gruppi come i Bo Street Runners, i Timebox e la Chicago Line Blues Band. Scoperti e prodotti da Muff Winwood, ex Spencer Davis Group e fratello di Stevie, (e futuro talent scout dei Dire Straits),  esordirono per Vertigo con l’lp: Patto, un album capolavoro, con lunghi brani come The Man, Hold Me Back, San Antone e Money Bag carichi di feeling, con le loro atmosfere sospese caratterizzate dal suono del vibrafono, da repentini cambi di tempo, dalle improvvise esplosioni chitarristiche di Halsall, dai sapori squisitamente hard rock e dalla voce aggressiva e suadente di Mike Patto, che nel frattempo collaborò anche con i Centipede del pianista jazz Keith Tippett. Il disco, pur ben accolto dalla critica, vendette all’epoca la miseria di 5000 copie. L’anno seguente il secondo lp: Hold Your Fire, che definì ancora meglio il loro sound originale e particolare, un disco di prog rock con le medesime influenze black, ascoltare la bluesata Give It All Way e Air Raid Shelter  lungo brano jazzato, rarefatto e coinvolgente, oppure la selvaggia See You At The Dance Tonight omaggio al rock n’ roll più scatenato, un disco fantastico. Nel 71 effettuano un lungo tour europeo a supporto dei Ten Years After, che li fece conoscere anche nella dimensione del concerto, a loro congeniale quanto quella in studio, molte altre famose rock band non hanno mai avuto questo tipo di equilibrio. Registrarono poi un altro lp e si sciolsero, i membri della band ebbero quasi tutti un destino tragico, l’unico ancora vivente è il batterista John Halsey. Per noi, due vere gemme nel catalogo Vertigo swirl originale. Artwork dei due dischi: il primo di Tony Benyon e il secondo di Roger Dean.

 

 

BEGGARS OPERA - Act One (Vertigo 6360 018) / Waters Of Change (Vertigo 6360 054) / Pathfinder (Vertigo 6360 073) Get Your Dog Off Me (Vertigo ?)

bo-aoNati nel 1969 e provenienti da Glasgow furono una prog band di buon successo, autori di quattro lp per la Vertigo tra il 1970 e il 1974, ovviamente solo i primi tre furono su Vertigo swirl. Leader della band il chitarrista Ricky Gardiner e le doppie tastiere suonate da Alan Park e Virginia Griffiths, presenza femminile allora piuttosto rara nelle rock band; ottimi musicisti tecnicamente preparatissimi, dediti ad un sound classicheggiante, anche con gli arrangiamenti di autori come Rossini, Mozart e Von Suppè, in un certo senso analoghi agli EL & P, ma più complessi nelle composizioni e negli arrangiamenti e con una tendenza pop poco presente nella band di Keith Emerson. Un gruppo esponente del prog rock più pomp e supertecnico, quello che a noi piace meno. Gardiner divenne in seguito collaboratore assiduo di David Bowie e Iggy Pop.

 

 

LEGEND - Red Booth (Vertigo 6360 019) / Moonshine (vertigo 6360 063)

Un prodotto assolutamente atipico della linea Vertigo swirl, una band rock n’ roll con una certa tendenza country, suoni made in USA e tendenzialmente pub rock. Prodotta da Tony Visconti, la band ebbe in Mickey Jupp, chitarrista, pianista e lead vocal, il leader e la mente compositiva; Jupp divenne in seguito, in epoca punk e nei primi 80, l’autore di ottimi lavori tipicamente pub rock. Un gran bel disco con brani brevi e ficcanti e la Gretsch semi acustica di Jupp a condurre le danze, tanta energia e un tiro decisamente roots. Caratteristiche musicali simili e buona qualità anche per Moonshine registrato nel 1972 sempre con la leadership incontrastata di Mickey Jupp. La copertina del primo  disco con la foto degli stivaletti rossi iperrealisti è decisamente moderna e non sembra concepita nel 1970. Artwok di Howard Printers Ltd.

 

 

GENTLE GIANT - same (Vertigo 6360 020) / Aquiring The Taste (Vertigo 6360 041) / Three Friends (Vertigo 6360 070) / Octopus (Vertigo 6360 080)

gentle giantFormazione cardine del prog rock inglese, ebbe un notevole successo internazionale (anche in Italia furono popolarissimi). Fondata da tre multi strumentisti, i fratelli Shulman, ex appartenenti ai Simon Dupree & The Big Sound, con loro il chitarrista Gary Green e il tastierista/vibrafonista Kerry Minnear, il loro produttore fu Tony Visconti. Un gruppo di formidabili musicisti, tecnicamente superbi e con una grande spettacolarità insita anche quando suonavano dal vivo. I loro primi quattro album sono da considerare tra i top del catalogo Vertigo swirl e furono anche dei notevoli successi dal punto di vista delle vendite. La loro musica un crossover tra Jazz, hard rock e folk medioevale, sapientemente miscelati e mai troppo ridondante. La nostra preferenza va ai primi due lp, veramente notevoli; notevole anche la grafica delle cover sleeve dei loro dischi, in particolare quelle dei primi due, opera del creativo George Underwood, nelle versioni gatefold diventavano quasi dei veri quadri, il faccione del gigante sul primo lp, ha occhieggiato per anni  nelle nostre camerette di adolescenti anni 70.

 

 

GRAHAM BOND - Holy Magic (Vertigo 6360 021) / We Put Our Magick On You (Vertigo 6360 042)

bondQuesti dischi hanno una  storia particolare, Graham Bond, tastierista, sassofonista e cantante, vero e proprio innovatore del r n’ b e del rock negli anni 60, autore  in un recente passato di dischi storici come The Sound Of 65 con G.B. Organisation, negli anni 70 era decisamente in parabola discendente, tossicodipendente da molti anni, era finito anche in un giro di magia nera e di sette sataniste, divenuto seguace di Alisteir Crowley (di cui si dichiarava figlio naturale), mago e occultista inglese e spia doppia durante la seconda guerra mondiale, la  salute mentale di Bond era in parte compromessa. Nel 1970 registrò Holy Magic per la Vertigo, con la collaborazione di Victor Brox, John Moorshead e Alex Dmochowsky (Ainsley Dumbar Retaliation), Rich Grech e della moglie Diane Stewart, colei che l’aveva inserito nel Magik Circus. Il disco era imbevuto di esoterismo e riferimenti ai culti druidici, le songs tutte composte da Bond con i testi di Diane Stewart, molto poco incisive. Un disco poco riuscito, ancora peggio il secondo del 1971, con il percussionista Gaspar Lawall e l’immancabile contributo creativo della pitonessa Diane Stewart; due lavori che valgono come testimonianza di un epoca, dove la fantasia poteva andare al potere ma anche in maniera dissociata. Quattro anni dopo Bond si suicidò nella metro di Londra a Finsbury Park.

 

Il numero di catalogo Vertigo 6360 022 non è mai stato assegnato ad alcun disco.

 

 gravy

GRAVY TRAIN - same (Vertigo 6360 023) / (A Ballad Of) A Peaceful Man (Vertigo 6360 051)

Band tipicamente prog rock con qualche affinità con Il sound dei Jethro Tull; il chitarrista vocalist Norman Barratt e il tastierista JD Hughes le menti del gruppo. La band alternava momenti delicatamente semi acustici, con il flauto solista e string arrangement a impennate hard rock con la lead guitar protagonista. Migliore il secondo lp per Vertigo, forse la loro opera più nota che uscì nel 1971. Dopo altri due album per la Dawn, poi  lo split definitivo, Barratt finì nella Mandalaband e fece alcuni album solo negli anni 80, poi l’oblio. Cover design Hipgnosis.

 

 

Keith+TippettKEITH TIPPETT GROUP - Dedicated To You, But You Weren’t Listening (Vertigo 6360 024)

Un album decisamente  sperimentale quello confezionato dal pianista jazz Keith Tippett nel 1971, con lui grandi nomi della scena prog e jazz inglese dell’epoca, da Robert Wyatt a Elton Dean, da Marc Charig a Roy Babbington sino al chitarrista Gary Boyle. Composizioni strumentali influenzate dal Canterbury sound e dal free jazz, un lavoro decisamente in linea con le ambizioni e il coraggio della Vertigo di lanciare nuovi suoni nel mondo rock, uscendo dai classici schemi prestabiliti dal business discografico.

 

 

STILL LIFE - same (Vertigo 6360 026)

Avevamo questo disco negli anni 70, allora spesso si compravano degli lp assolutamente sconosciuti perché attratti dalla copertina. Questo fu un caso tipico, la band composta da Martin Cure, Alan Savage, Graham Amos e Terry Howell, era caratterizzata dalle doppie tastiere e da un sound gotico greve e noioso, francamente uno dei peggiori Vertigo swirl mai ascoltati; bella la cover sleeve gatefold con il teschio con i fiori dai sapori dark sound (Design Machine), dark nel senso che era buio, perchè avevano spento la luce.

 

 

CATAPILLA - same (Vertigo 6360 029) / Changes (Vertigo 6360 074)

catapillaSottovalutato ensemble jazz rock con attitudini mistico etniche, autori di un sound misterioso e molto originale, decisamente progressive. Nome di spicco quello del musicista, poeta sudafricano Bob Calvert che poco dopo raccolse successo e una relativa fama con gli Hawkwind. Protagonisti del mood Catapilla i fiati e la cantante Anna Meek, voce particolare che ebbe la capacità di improvvisare, donando con la sua formidabile vocalità al tutto una dimensione molto “extraterrestre”, la band fu una scoperta di Patrick Mehaan, il manager dei Black Sabbath. Due ottimi lp, anche se di non facile ascolto. Anche qui fu molto indovinato l’artwork dei due dischi con la mela con il verme quasi a diventare un vero e proprio logo, autore Martin Dean.

 

 

ASSAGAI  - same (Vertigo 6360 030)

Anche questo un gruppo particolare perché composto esclusivamente da musicisti africani anzi Sud Africani e nel 1971 in piena era apartheid non era  certamente cosa facile: Dudu Pukwana, Louis Moholo e Mongezi Feza, in seguito sarebbero diventati nomi molto noti nel giro jazz internazionale. Un primo esempio di world music, con quello dei contemporanei Osibisa, jazz rock e suoni africani, percussioni e sax, chitarra elettrica e immagini di tramonti sul Kilimanjaro. Un sound decisamente interessante e affascinante. In seguito pubblicarono un altro lp: Zimbabwe sempre con Vertigo con il n°. di catalogo 6360 058 ma poi il disco fu pubblicato dalla casa madre Philips con il n°.6308 079.

 

 

NIRVANA - Local Anesthetic (Vertigo 6360 031)

Nirvana+(UK)+-+Local+Anaesthetic+-+LP+RECORD-257265Questo per la Vertigo fu il loro terzo lp, il loro primo lavoro nel 1967 fu The Story Of Simon Simopath, uno dei primissimi concept album, una rock opera che precedette le analoghe esperienze di Pretty Thing (SF Sorrow), Who (Tommy) e Kinks (Arthur…). Devoti ad un rock barocco e melodico, con le tastiere in grande evidenza e abbondanti arrangiamenti orchestrali, il nucleo pensante era formato dal musicista irlandese Patrick Campbell Lyons e dal compositore greco Alex Spyroupolos. Il disco Vertigo vide il ritorno in formazione della cantante Sylvia Schuster, con lei anche alcuni Jade Warrior nella veste di sideman. Anche qui la cover sleeve è rimasta nella memoria, forse più del contenuto del disco, lugubre e tenera allo stesso tempo, ma anche un po’ kitsch, artwork  by Keef.

 

 

JADE WARRIOR - same (Vertigo 6360 033 ) / Released (Vertigo 6360 062) / Last Autumn Dreams (Vertigo 6360 079)

Tra I principali protagonisti del Prog inglese anni 70, autori di un rock etnico con elementi jazz e durissime trame hard rock, sognanti ed eterei, amanti della musica giapponese ma anche cattivissimi con la chitarra elettrica a costruire riff spesso efferrati. Loro erano Tony Duhig e John Field multi strumentisti, nei primi lp anche Glyn Haward al basso e alla voce e Allan Price alla batteria; nei 60 erano noti come July, autori di un lp intitolato The Second jadeOf July, a base di pop psichedelico e molto noto ai collezionisti. Dal primo loro lavoro come Jade Warrior, Masai Morning e Dragonfly Day furono brani indimenticabili. Il secondo lp fu fortemente influenzato (sino dall’artcover) dalla musica orientale e proseguì su un ottimo livello qualitativo; il terzo lp fu quello più completo e complesso, la feroce Winter’s Tale, la lunga Dark River e la ballad Lady Of The Lake si fecero notare, ma tutti i brani del disco furono su alti livelli di  espressione. Lasciata la Vertigo proseguirono con altri ottimi dischi per la Island, sono tutt’ora attivi.

 

 

IAN MATTHEWS - If You Saw Thro’ My Eyes (Vertigo 6360 034 )/ Tigers Will Survive (Vertigo 6360 056)

Songwriter e musicista folk fu tra i membri fondatori dei Fairpot Convention, dopo avere lasciato la band registrò due album solo per Vertigo swirl nel 71 e nel 72. Il primo un bellissimo disco di folk ballads ispirate e cariche di pathos, con una prestigiosa bandifyousawthromyeyes_6360034 composta anche da Sandy Denny (Pentangle), Richard Thompson grandissimo chitarrista anch’esso fuoriuscito dai Fairport Convention e con l’altro chitarrista Tim Renwick, nella track listing oltre alle composizioni di Matthews, anche brani di Richard Farina e Richard Burnham. Sullo stesso livello il secondo album, con la presenza di Ray Warleigh ai sassofoni e una inusitata versione di Daa Doo Ron Ron di Phil Spector. Due dischi prestigiosi, in seguito Matthews vivrà con successo l’esperienza dei i suoi Southern Comfort. Un prodotto un po’ particolare nel catalogo Vertigo swirl.

 

 

DADDY LONGLEGS -  Oakdown Farm (Vertigo 6360 038)

Una band minore, in America l’avrebbero definita rural, infatti erano americani immigrati in Gran Bretagna, alcuni di loro provenivano dai New York Electric Circus, furono una tipica freak band molto attiva nel giro dei free festival made in UK. La loro musica un country rock con influenze blues and boogie, lontano dalla media dei prodotti Vertigo. Erano al loro secondo lp, In formazione il cantante pianista Pete Arnesen e il chitarrista Gary Norton Holdeman. Per molti anni la copia originale del disco fu un interessante collector’s item

 

 

TUDOR LODGE - same (Vertigo 6360 043)

Tudor+LodgeJohn Stannard, Lyndon Green e Anne Steuard, i primi due chitarristi, lei vocalist di qualità e percussionista. Uno dei più noti e ricercati prodotti Vertigo, sia per la raffinata cover sleeve apribile molto bella (Phil Duffy per PD Graphics Ltd.) che per l’ottima musica, un suadente folk rock insaporito all’lsd, suonato con professionalità e inventiva. Furono tra i protagonisti del Weeley Festival di Clacton davanti a oltre 150.000 persone insieme a Mungo Jerry, Brinsley Schwarz e Pink Fairies. Senz’altro tra i più classici collector’s item del catalogo Vertigo. Sono tornati all’attività musicale nel XXI secolo con numerosi cd.

 

 

DAVE KELLY - same (Vertigo 6360 044)

Il primo solo album del grande chitarrista blues, prima con John Dummer Blues Band e negli anni 80 con la Blues Band insieme a Paul Jones. Questo disco però rimase un test pressing e non fu più pubblicato all’epoca, è stato poi messo sul mercato in veste digitale alcuni anni fa.

 

 

VV.AA.  - ”Heads Together First Round” 1971 (Vertigo 6360 045)

vertigoSi trattò di una compilation promozionale.

 

 

RAMASES - Space Hymns (Vertigo 6360 046)

Ramases non era una band ma il nickname di Barrington Frost, uno strano tipo fanatico dell’Egitto antico e dei Faraoni, che prima di sballare fu un phisical trainer nell’esercito. Alla registrazione del disco collaborarono alcuni dei 10 CC e la moglie Doroty Frost aka Selket, la musica fu sperimentale e mistica, ma niente di eccezionale. L’artwork di Roger Dean diede al disco un alone leggendario. Senz’altro una delle rarità del periodo; pubblicarono un secondo lp sempre per Vertigo però nel periodo post swirl, nel 1975.

 

 

doctorDOCTOR Z - Three Parts To My Soul (Vertigo 6360 048)

Anche questo un disco ricercatissimo dai collezionisti per la magnifica copertina apribile con tutti i testi e immagini coloratissime. Scoperti da Patrick Campbell Lyons dei Nirvana, furono un gruppo misterioso e incline a sonorità dark ma non del tipo hard alla Sabs, la loro una musica quasi orchestrale molto magniloquente e un po’ pretenziosa, la lunga Manes e Umbra il brano centrale, con l’harpsicord e la batteria protagonisti, il disco fu prodotto da Dick Taylor dei Pretty Thing, il disco all’epoca vendette meno di 100 copie. Rarità ma francamente niente di trascendentale.

 

 

FREEDOM - Through The Years (Vertigo 6360 049) / More Than World (Vertigo 6360 72)

Un trio hard rock con influenze blues, con il batterista cantante Bobby Harrison protagonista assoluto, ex membro dei primi Procol Harum; per loro un ottimo disco con un rock cattivo e duro ma mai scontato, andarono in tour con i Black Sabbath e la James Gang. Finirono anche nella colonna sonora del film italiano Attraction di Tinto Brass e furono molto popolari in Germania, si evolsero poi negli Snafu. Il secondo lavoro per Vertigo swirl con i chitarristi Roger Saunders e Steve Jolly a tirare la carretta del loro hard rock senza compromessi. Cover art di Rich Breach.

 

 

ben vertigo front coverBEN - same (Vertigo 6360 052)

Uno dei dischi più rari del periodo Vertigo swirl, per molti anni un vero cult album. Una band jazz prog con i fiati in grande evidenza e arrangiamenti corali e intelligenti. Lunghi brani come The Influence, Gizmo, Gibbon e Christmas Execution, completamente strumentali, leaders del gruppo il multi strumentista Peter Davey e il bassista Len Surtees. Influenze di Soft Machine e Nucleus. Notevole e chi ne ha una copia originale può essere contento.

 

 

MIKE ABSALOM - same (Vertigo 6360 053)

Prodotto da Patrick Campbell Lyon, fu il terzo lp di questo originale songwriter, autore di testi politicizzati e molto attenti al sociale e alla vita di tutti i giorni. Fu un personaggio piuttosto bizzarro e con una vita avventurosa, la sua musica tipicamente folk. Il disco fu impreziosito dalla cover sleeve disegnata da Roger Dean, sempre più avviato ad essere uno dei creativi più influenti sul rock inglese anni 70, poi con la sua lunga e fortunata collaborazione con gli Yes.

 

 

john dummer bandJOHN DUMMER BAND - Blue (Vertigo 6360 055) / Obleedooblee Jubilee (6360 083)

Una band già nota nei primi anni 60, inscritta appieno nel movimento British Blues; con Blue il batterista vocalist John Dummer e soci giunsero ad una svolta stilistica abbandonando il blues in purezza che aveva caratterizzato I loro primi lavori. Un disco senza i membri storici Dave Kelly e TS Mc Phee, e con Adrian Pietryga e Nick Pickett alle chitarre e tastiere, prog blues con influenze psichedeliche per un ottimo lp con brani lunghi e strutturati, il seguente Obleedooblee Jubilee del 1972 segnò un altro cambiamento, con un sound molto più americano e country rock oriented, due dischi (soprattutto il primo) che segnarono uno dei rari contatti tra blues e Vertigo, cover art di Blue di Roger Dean, sconosciuto l’autore della cover sleeve del disco del 1972.

 

Il numero di catalogo Vertigo 6360 057 non è mai stato assegnato ad alcun disco.

 

PAUL JONES - Crucifix In Horse Shoes (Vertigo 6360 059)

Raro lavoro del 1972 dell’armonicista frontmen, che lavorò prima con Alexis Korner, poi con Manfred Mann e più di recente con la Blues Band. Registrato con l’ausilio di musicisti di studio, il mood del disco fu un mix di r n’ b e canzone d’autore, con la cover di un brano di Loudon Wainwright III e gli altri titoli composti dallo stesso Jones,caratterizzati da un sound molto americano. Art cover di Bloomsbury Group.

 

 

LINDA HOYLE - Pieces Of Me (Vertigo 6360 060)

linda hoyleUno degli assi del catalogo Vertigo swirl, il raro disco della vocalist degli Affinity fu registrato nel 1971. Cantante di valore assoluto, qui diede il meglio di se, spaziando dal blues al jazz, dal folk alla ballad. Coadiuvata da John Marshall e Carl Jenkins (Soft Machine) e Chris Spedding (Nucleus); mitiche Backlash Blues di Nina Simone e Lonely Woman di Laura Nyro, di cui la Hoyle diede una interpretazione da brividi…imperdibile.

 

 

Superheavy Vol.1 (Vertigo 6360 061)

Si trattò di una compilation prodotta in Perù per il mercato sud americano, fu utilizzato il numero di catalogo inglese.

 

 

HOKUS POKE - Earth Harmony (Vertigo 6360 064)

Rock blues di buon livello in questo disco del 1972. Giocato sul lavoro delle chitarre di Roger Clarke e Clive Blenkhorne e su impasti vocali di qualità, con toni rilassati e mai troppo hard. Alcuni titoli: HP Boogie, Big World Small Girl, The Poke, tutti i brani furono composti dalla band e la cover sleeve gatefold con la sagomatura a scoprire la foto dei musicisti, fu opera di Bloomsbury Group.

 

Il numero di catalogo Vertigo 6360 065 non è mai stato assegnato ad alcun disco.

 

jackson eightsJACKSON HEIGHTS - 5th Avenue Bus (Vertigo 6360 067) / Ragamuffin’s Fool (Vertigo 6360 077)

Titolare del marchio, il bassista Lee Jackson, negli “swinging 60” con Gary Farr & The T.Bones e poi con I Nice di Keith Emerson, con lui erano Brian Chatton e john McBurnie. Nel primo loro lp ebbero la collaborazione dell’ex King Crimson Mike Giles alla batteria. Nonostante una promozione abbastanza intensa e lo stesso Jackson provenisse da una band di indubbio spessore e successo come i Nice, l’esperienza Jackson Heights ebbe poca fortuna e anche i loro due lp su Vertigo swirl vennero presto dimenticati, senza nemmeno conquistare un rilievo cult come fu per molti altri sfortunati prodotti dell’etichetta..

 

 

THOMAS F. BROWN - Wedsneday’s Child (Vertigo 6365 250)

Rarissimo lavoro per questo misconosciuto cantautore aiutato qui da Gary Wright degli Spooky Tooth alle keyboards, sconosciuto il motivo della differente numerazione di catalogo rispetto agli altri prodotti Vertigo swirl, pare che non abbia mai avuto nessuna ristampa digitale anche a causa della pochezza dei contenuti del disco stesso.

 

 

Lighthouse+-+One+Fine+Morning+-+LP+RECORD-211399LIGHTHOUSE - One Fine Morning (Vertigo 6342 010 ) / Thougts Movin’On (Vertigo 6342 011)

Una band canadese i Lighthouse, originari di Toronto, con Vertigo Il loro terzo e il quarto lp. Autori di un jazz rock corale e bandistico con una grande horn section e arrangiamenti per archi, leader della band il batterista vocalist Skip Prokop. One Fine Morning raggiunse il 24° posto di US Hot 100 e l’omonimo single il numero due in Canada. Un prodotto lontano dalla linea tipica Vertigo swirl e una band dimenticata, cover art “spaziale” di Roger Dean.

 

 

GORDON - same (Vertigo 6360 069)

Rarissimo lp quello registrato da Gordon Waller nel 1972, visto venduto in auction in rete per ben 830 $. Gordon Waller ex del duo pop Peter & Gordon che ebbe una certa fama negli anni 60, il lavoro per Vertigo swirl cantautorale e folkeggiante con un mood country a caratterizzarne il sound. Fu prodotto da Ted Cooper e Thomas Jefferson Kaye.

 

Il numero di catalogo Vertigo 6360 075 non è mai stato assegnato ad alcun disco.

 

THE SENSATIONAL ALEX HARVEY BAND - Framed (Vertigo 6360 081)

SENSATIONAL_ALEX_JARVEY_BAND_FRAMED_LP_SWIRLAlex Harvey e la sua band glam rock soul, un pò stracciona e dal mood cabarettistico. Prodotto dalla stessa band, fu il loro primo vero lp ed il primo ad ottenere un buon successo di vendite e a rendere molto popolare il loro marchio anche al di la dell’oceano. Un ottimo lavoro tra r n’ r, blues e glam rock, con brani del duo Harvey-Cleminson e la cover micidiale di Framed, song anni 50 di Leiber & Stoller cantata originariamente da The Robins. Cover design di Bloombsuby Group e ultimo loro lavoro per Vertigo swirl ma il primo di una serie per la medesima etichetta, post 1973.

 

 

STATUS QUO - Piledriver (Vertigo 6360 082)

Fu il quinto lp per la boogie band capitanata dai chitarristi Rossi e Parfitt. Registrarono per la Vertigo nel 1972 dopo che ebbero mollato la loro precedente label Pye. Un disco a base di r n’ r basilare e semplice, senza fronzoli e certamente molto lontano dalle pretese innovatrici e alternative che animarono originariamente i fondatori della Vertigo. Ma “pecunia non olet” e questo lavoro di successo degli Status Quo fu ben accetto, conteneva una celebre cover di Roadhouse Blues dei Doors, crediamo ancora oggi cavallo di battaglia dal vivo degli Status Quo.

 

 

APHRODITE'S CHILD - 666 (Vertigo 6673 001)

666Il famoso doppio lp della band greca di prog melodico/psichedelico, con Demis Roussos alla voce e Vangelis padrone assoluto del songwriting, Giorgio Gomelsky a collaborare alla produzione dello stesso Vangelis e la celebre attrice greca Irene Papas vocalist in un brano. Il terzo lavoro degli Aphrodite’s Child fu un buon successo e alcuni lo considerano un top album del progressive rock anni 70, ai posteri l’ardua sentenza.

 

 

JIM CROCE - You Don’t Mess Around With Jim (Vertigo 6360 700) / Life And Times (Vertigo 6360 701)

A segnalare un imminente mutamento di linea per la Vertigo, questi due lavori del cantautore americano nato a Philadelphia e scomparso poco dopo, nel 1973, in un tragico incidente aereo. Il brillante songwriting di Croce sempre molto ispirato tra un sound elettroacustico e influenze folk country. Nel suo primo lp inglese per Vertigo (in America i suoi dischi furono pubblicati da ABC Rec.) la celeberrima ballad Time In A Bottle, single di grandissimo successo nel 1972, il secondo disco sempre sulla stessa brillante linea compositiva con un altro hit: Bad Bad Leroy Brown. Vertigo stava abbandonando la linea prog rock che caratterizzò quasi tutta la precedente produzione più tipicamente swirl.

 

 

KRAFTWERK - same (Vertigo 6499 268)

kraftwerkLa prima stampa inglese del primo lavoro del duo tedesco Ralf Hutter e Florian Schneider, alfieri della musica elettronica e autori di un  grande successo commerciale di li a poco con l’lp: Autobhan, un successo che segnalò il cambiamento dei tempi e dei gusti del pubblico che poi si sarebbe concretizzato nel successo della new wave più incline all’elettronica qualche anno dopo. Per Vertigo segnalò un definitivo cambiamento di rotta.

 

 

ATLANTIS - same (Vertigo 6360 609)

L’ultimo lp con il logo Vertigo swirl, quello di questo oscuro gruppo tedesco, pienamente inserito nel giro kraut rock. Furono gli eredi del marchio Frumpy, con la cantante Inga Rumpf  come star della band e in questo disco si diedero ad un hard prog senza infamia e senza lode. Fu il primo di una loro breve discografia, terminata con un album reunion nel 1983. Da qui in poi la Vertigo abbandonò il logo swirl bianco e nero, per un nuovo logo a colori con la spirale di piccole dimensioni, con il logo abbandonò definitivamente anche il prog rock nella sua fase più ricca di ispirazione creativa, giunta ormai ad una fase involutiva.

 

 

Superheavy III (Vertigo 6300 900)

Compilation creata in Perù per il mercato sud americano. Come numero di catalogo ne fu usato uno della numerazione inglese.

Guido Sfondrini

Video

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