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6 marzo 2012

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1979 - 2009 Reissue - X Music - Aztec Music

Dopo l’apprendistato nella Band of Light e subito dopo la pubblicazione del singolo "Bad Boy for Love/Snow Queen" con i Rose Tatto, Ian Rilen si reinventa punk quando ha già trent’ anni suonati. Con lui ci sono Steve Lucas, Steve Cafiero e, per i primi anni, Ian Krahe. Si chiamano X, come quell’altra band che gira di motel in motel tra le autostrade californiane, quella che suona quel punk massacrante e romantico allo stesso tempo. Gli X di Sydney invece no. Loro sono rumorosi e maniacali. E quando nel gennaio del 1980 sputano fuori questo loro primo album, hanno già lasciato la loro striscia di sangue, saldando il loro debito con l’eroina. Ian Krahe muore il 20 maggio del 1978 in un Hotel di Kings Cross, da solo. Rilen, Cafiero e Lucas affittano i Trafalgar Studios per registrare un singolo in memoria di Ian Krahe: dopo tre ore e mezza ne escono con un album completo.

 

Dentro gli studi rimane il produttore Lobby Loyde a trafficare per un’ altra ora, completando il missaggio di quello che diventa "X-Aspirations", pubblicato nel gennaio del 1980 col numero di catalogo YPRX 1645 su X Records, falsa identità della locale EMI. Un disco che è ancora punk ma che è già oltre il punk, con la chitarra di Steve Lucas che, lontano dalle prigionie da tre accordi del punk inglese, tratteggia sagome slabbrate e metalliche come quelle dei Gang of Four mentre le enormi mani di Cafiero schiodano la sua Ludwig dalla pedana in legno su cui è stata bullonata. "X-Aspirations" disegna così le forme dei Fugazi (Revolution) e dei Jesus Lizard (Good on Ya Baby) con dieci anni di anticipo. E li dipinge color ferro.  Istinto e anarchia si muovono all’ unisono dentro le quattordici tracce di questo enorme disco di debutto che la storia, chissà perché, ha voluto venisse oscurato dall’ ombra lunga di quell’ altra X, quella che prendeva fuoco nella giungla californiana degli stessi anni finendo per non trovare posto in nessuna enciclopedia del rock.

 

Un debutto folgorante ed assassino, come lo erano stati nella stessa terra dei canguri quelli di Saints e Radio Birdman, una roba talmente esplosiva da annientare i suoi stessi creatori: gli X infatti saltano in aria nell’ estate dello stesso anno, aggiungendo un cratere alla mappa del deserto più meridionale del mondo. Questa nuova ristampa (la terza dopo quelle su The Ultimate Record Company del 1990 e quella in cd della Amphetamine Reptile del 1993, NdLYS) comprende, oltre alla scaletta integrale di quel debutto infernale, pure il primo singolo pubblicato dopo la reunion del 1984: una destrutturata e austera versione di Mother di John Lennon e un fragoroso e metallico rock‘n'roll come Half way ‘round the world inciso sul didietro. Tatuato sulla carne viva. Proprio come quella X che ancora oggi scende di tanto in tanto a friggerci le carni.     

Franco "Lys" Dimauro

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