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17 giugno 2017 , , , ,

Gene Clark

THE LOST STUDIO SESSIONS 1964-1982

Uscita: 9 Dicembre 2016 - Sierra Records

clark

 

Colpisce ancora, a distanza di parecchi anni dalla sua scomparsa prematura, la facilità con cui Gene Clark scriveva le sue canzoni. E la cosa più incredibile è che la qualità del suo lavoro era sempre molto elevata. Questo CD (o vinile, per chi lo preferisce) illumina le sfaccettature di un talento unico e troppo spesso dimenticato. Non è un caso che queste “The Lost Studio Sessions” si aprano con The Way I Am, una sorta di rivendicazione della propria libertà creativa: non sono“Il tipo di uomo che tu pensi io dovrei essere (…). Voglio che tu sappia che sarò sempre come sono”. The Way I Am fa parte del primo blocco di canzoni (5) registrate nella primavera del 1964 con il solo supporto di una chitarra acustica a 12 corde. Clark era già in quel fatidico 1964 un autore molto prolifico. Lo era al punto di dimenticare le cose che scriveva.

 

Jim Dickson, storico produttore dei futuri Byrds, aveva capito perfettamente quale talento si celava dietro una spiccata timidezza. L'antologia di inediti fa un salto. Lo stacco clark_redcon Back Street Mirrror e Don' Let It Fall Through è netto. L'arrangiamento dei due brani è curato da Leon Russell e la sezione fiati è guidata dal trombettista sudafricano Hugh Masekela. Siamo al principio del 1967 e si capisce che molta acqua è passata  sotto i ponti. La voce è più bella che mai e i testi delle canzoni hanno il fascino della poesia. E' la primavera del 1970 e Gene è ancora in studio per registrare le sue canzoni: ancora voce e chitarra acustica, eccetto She Darked The Sun, in cui è accompagnata dai Flying Burrito Brothers, con Gram Parsons e Chris Hillman; difficile dire quale sia migliore nell'inevitabile confronto con la She Darked The Sun di Dillard & Clark.

 

Le session dell'estate 1972 sono forse le più interessanti, a partire dai musicisti coinvolti: Clarence White, Spooner Oldham, Byron Berline, Sneaky Pete Kleinow, Chris Ethridge, Michael Clarke, Claudia Lennaer, Mary Clayton. ----- Roll In My Sweet Arms, She Don't Care About Time, Don't That Road Look Rough And Rocky, Bars Have geneMade A Prisoner Out Of Me: la splendida voce di Clark lavora per sottrazione e si stempera in un'invincibile malinconia. Cinque canzoni registrate da una band battezzata Nyteflyte – Gene con Chris Hillman, Herb Pedersen, Al  Perkins e Michael Clarke – chiudono questo album: One Hundred Years From Now, (The) Letter, Still Feeling Blue, No Memories Hangin 'Round,  I'll Feel A Whole Lot Better. Una cover di Tom Petty di quest'ultimo brano riportò il nome di Gene Clark alla ribalta. Sembra una sciocchezza, ma quell'avverbio, “…(probabilmente) mi sentirò molto meglio quando te ne sarai andata” è il segno inequivocabile di un talento fuori dal comune, uno dei più grandi nella storia della canzone d'autore nordamericana. 

 

Giancarlo Susanna

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