Migliora leggibilitàStampa
28 ottobre 2013 , ,

Lou Reed & The Velvet Underground

Rock Fiction 2 – “Loaded”

1970 - Atlantic/Cotillion/W.B.

loadedLou Reed e’ un bastardo masochista, il colpevole, la mente perversa ... 

 

Lou Reed e’ un bastardo masochista, il colpevole, la mente perversa, colui che sapeva tutto ma non ha mosso un dito per salvare cio’ che andava salvato. Steve Sesnick e’ uno spavaldo rapinatore di band che si finge manager. Doug Yule il suo palo, il complice, un discreto musicista anche lui ladro. Questi sono i protagonisti, la storia e’ quella dell’ indegna fine dei Velvet Underground di New York City.  Del loro ultimo disco, "LOADED" non possiamo parlarvi senza prima raccontarvi questa storia. Quindi non rompete e mettetevi comodi, tanto non avete niente di meglio da fare. Nel 1968, dopo il primo disco, si proprio quello con la banana di Andy Warhol da sbucciare delicatamente in copertina, i Velvet Underground vengono abbandonati: dalla cantante Nico, stanca dei continui litigi con Lou Reed per via della doppia relazione sentimentale con lui e John Cale, e dallo stesso Andy Warhol che prima si eccita per loro e tutto bagnato li porta con sè alla Factory; poi sentendo troppo rumore e puzza di merda anfetaminica, lascia il ruolo di produttore a Tom Wilson, limitandosi a fare per “White light/White heat” quello che gli riesce meglio: il grafico.

 

Andy (Warhol) molla ... 

 

lou reed velvetAndy molla anche il ruolo di manager della band, e qui entra in gioco quel ladruncolo di Steve Sesnick, gestore di diversi club a Boston ed a suo dire, entusiasta sostenitore dei Velvet Underground. Steve avvicina un depresso Lou Reed dopo un concerto nel suo localaccio mezzo vuoto, lo riempie di complimenti e di bustine di cocaina, lo fa sentire il leader incontrastato della band e gli promette di far diventare i Velvet Underground più grandi dei Beatles. Alla band serve un manager e il gioco e’ fatto. Ma a John Cale ovviamente Sesnick non piace.  Non si fida di lui, troppo disinvolto e spavaldo quell’ uomo per i suoi gusti raffinati. A Sesnick ovviamente non piace John Cale, che a suo modo di vedere offusca il talento “pop” di Lou Reed ricoprendolo con un muro di rumori, feedback e con i suoni tetri e dissonanti dei suoi strumenti.  Sesnick vuole fare tanti soldi con la band, e John Cale è colui che glielo impedisce. John Cale è il male, dev’essere eliminato. John Cale non si schioda, i soldi non arrivano e la fama neppure. Dopo White Light/White heat vengono abbandonati anche dalla Verve, la loro etichetta. Tanti complimenti e belle parole, pochi comprano i loro dischi, la critica li snobba. L’ennesimo insuccesso fa precipitare i Velvet nel più oscuro Underground. Il resto della band e’ stanca di essere maltrattata da sconosciuti con fruste e stivali di pelle. Lou invece ama essere frustato, e’ un vizioso. Lou vuole tutto e subito. Lou vuole il “rock and roll”.

 

Cale (John) è il male ... affanculo tutta la fottuta Factory 

 

 

loadedJohn Cale invece preferisce masturbarsi e ricercare l’orgasmo fra il suono di un organo e quello di una viola. Lui è sempre un passo avanti, non ne vuole più sapere di canzoncine pop o di svolte commerciali.  Vuole comporre musica sempre più dura, dissonante ed anticonvenzionale per il loro terzo disco. Crescono i dissidi e le tensioni nella band fra i due ex amici e compagni di universita’. E poi, quando un tuo amico ti fotte la ragazza sotto il naso, qualcosa inevitabilmente si rompe. Per sempre. Sesnick ora sente davvero il profumo dei soldi e ne approfitta, alimentando i contrasti fra i due. Sa che Lou Reed e’ l’unica sua speranza di successo. Gli fa il lavaggio del cervello convincendolo che non avra’ mai quello che desidera se prima non si libera di John, troppo sperimentale e d’ avanguardia per poter ambire al grande pubblico. Lou Reed e’ al limite della sopportazione…un mantra si insinua nella sua testa…Cale e’ il male, Cale e’ il male, Cale e’ il… Ormai è tutto chiaro, le anfetamine a volte aiutano a prendere decisioni importanti. Lou non vuole finire i suoi giorni a pulire i cessi della Factory e a reggere il pennello di Andy Warhol, e su pressioni sempre più asfissianti di Sesnick decide di cacciare John dalla band, sfracassandogli la sua stridente viola sulla testa e mandandolo affanculo assieme a Nico, Warhol e tutta la fottuta Factory.

 

Steve Sesnick e Doug Yule: la rapina e’ in corso 

 

lou reedPer rimpiazzare John Cale, Sesnick impone agli altri il suo amico Doug Yule, che con la sua semplicita’ entra nella band senza nemmeno che se ne accorgano, portando una ventata di serenita’ e distraendo i suoi nuovi compagni da cio’ che sta per accadere. Yule e’ il palo, la rapina e’ in corso. Lou ora ha finalmente un nuovo compagno creativo, un simpatico tuttofare che suona discretamente tutti gli strumenti, canta quando lui non ha voce, è obbediente e non sporca, procura le droghe, pulisce, fa da mangiare, li porta a fare pipì. Moe Tucker è entusiasta del nuovo arrivo, Sterling Morrison è indifferente ed è anche un pò arrabbiato con Lou per non averlo interpellato prima di cacciare John Cale, ma lo promuovono a chitarrista e lui si mette l’anima in pace. Con l’aiuto dello stesso Sesnick la band ottiene anche un nuovo contratto con la MGM. Lou, ormai totalmente in balìa del suo manager, decide di andarsene al calduccio di Hollywood con il resto della band per registrare di fretta e furia il terzo album, la fantasia è al suo apice e intitolano il disco “The Velvet Underground”. Le sessioni di registrazione con Doug sono costruttive e divertenti, tutti amici felici e contenti, peace and love. Lou Reed si è finalmente convinto di essere l’unico leader e decide di cambiare radicalmente il suono della band a suo piacimento, sempre più orientato verso un approccio rock classico ma soprattutto folk.  

 

Lou Reed compone ... e sono grandi canzoni 

 

Lou ReedAnche perche’ e’ dura suonare rock and roll quando all’aeroporto ti rubano gli strumenti, gli ampli Vox e tutti i distorsori. Deve essere stato quel disgraziato di John Cale. Poco male. Lou Reed, rilassato al sole della California, compone grandi canzoni come Pale Blue Eye, What goes on, Some Kinda Love e Candy Says, forse le migliori che abbia mai scritto. Qualcuna di queste non la canta nemmeno, la voce e’ partita per i troppi concerti ma ci pensa tuttofare Doug a risolvere i problemi, mettendo la sua voce su più di una canzone. La band sembra rinata, il disco si completa e viene stampato, ma qualcosa ancora va storto, non funziona come previsto. Il disco non piace a nessuno, non vende. I Velvet Underground passano la maggior parte del 1969 in tour per recuperare un pò di soldi ma il pubblico e’ sempre freddino e non li accoglie molto bene fuori dalla loro citta’ natale, New York. Lou Reed non riesce a darsi pace. Dice che la musica e’ la sola cosa che gli interessa e il suo Dio e’ il rock and roll. Un potere oscuro che può cambiargli la vita. Troppe anfetamine. Sente di essere un grande artista, di avere qualcosa di importante da dire e lo vuole dimostrare a tutti i costi. Comincia a pensare che la sua vera dimensione sia quella solista, i Velvet Underground stanno diventando una palla al piede e non sa come liberarsene.

 

Dalla MGM all'Atlantic Records 

 

lou-reedContinua senza sosta a comporre pezzi dove la forma canzone tradizionale e’ sempre più evidente ed il sound e’ sempre più convenzionalmente rock. Niente esperimenti, alla gente non piacciono. Ma tutto il materiale non puo’ ancora essere pubblicato a causa di altre dispute legali con la casa discografica. Deve esserci lo zampino di John Cale, maledetto. Sesnick si incazza, non possono rovinargli il piano proprio sul più bello. Quella vecchia volpe riesce a rompere il contratto con la MGM e ad ottenerne uno nuovo di pacca con l’ Atlantic Records, una certezza del mondo discografico, che pero’ pretende dalla band un disco - che sarà “LOADED” – carico di hits commerciali. Con il quarto disco i Velvet Underground ed il loro manager sono convinti che finalmente il successo e la fama arriveranno, tutto sembra andare per il meglio. Lou Reed si scatena e compone subito due celebri classici come Sweet Jane e Rock and Roll, due potenziali singoli di successo. Compone semplici canzoni dalla melodia senza tempo, come Who loves the sun e New age, e pezzi rock and roll mefitici e stonesiani come Cool it down, Head held high e Train round the band. Insomma il disco è davvero bello carico, c’e’ tutto cio’ che serve per conquistare il pubblico. Questa volta è fatta, soldi a palate per tutti!

 

"LOADED" 

 

lou-reedLa band però deve andare a registrare senza Moe Tucker, che ha una pagnotta nel forno e non si puo’ agitare dietro le pelli. Sterling Morrison e’ invece presente, e’ pur sempre il chitarrista ufficiale della band, anche se sempre più defilato visto che Doug Yule ormai compone e suona praticamente tutti gli strumenti. E poi Sterling e’ ormai ai ferri corti con Lou, se l’è legata al dito e non gli ha mai perdonato la cacciata di John Cale. Nonostante l’esplosione del genio creativo di Lou Reed la band e’ sempre più in mano ai due ladruncoli di Boston, la coppia Sesnick/Yule, che approfittano dei nuovi malumori all’ interno della band per fare il buono e il cattivo tempo, scarnificano ed affettano i Velvet Underground cercando di spolparli fino alle ossa, per rivendere a caro prezzo la loro carne marcia. Modificano tutte le composizioni di Lou Reed, le amputano senza ritegno, pasticciano con il mixer, fanno suonare in studio amici, parenti e fratelli, cercano di rendere il disco ancora più LOADED di successi, strizzando l’occhio alla critica e al grande pubblico.

 

Lou abbandona: a New York camminando sul lato selvaggio ...

 

velvet undergroundMa perdono il controllo. Lou Reed capisce troppo tardi lo sporco gioco dei due e si fa soffiare la band senza reagire, non ne ha più la forza e forse è proprio quello che vuole. Sempre più insonne, depresso e sull’orlo dell’esaurimento nervoso, abbandona la nave che sta affondando e se ne va per la sua strada. Camminando sul lato selvaggio, tornerà nella sua New York. La band e’ definitivamente svuotata e senza controllo, in mano ai due ladruncoli incapaci di guidarla. Cercheranno disperatamente di tenerla a galla, avranno anche il coraggio di fare un altro disco dei Velvet Underground senza nessun componente originale, l’indegno “Squeeze”, usando gli avanzi, le ossa e i resti in decomposizione, ma non potranno far altro che veder affondare la nave saltando sullo scoglio più vicino. Lou non è mai stato un vero capitano, i Velvet Underground non sono mai stati una vera band. Forse sono stati solo un’ opera d’arte di Andy Warhol, che due poveracci sono riusciti a rubare e fare a pezzi prima di poterla rivendere per farci su qualche quattrino. Ora potete rimettere sul piatto il disco con la banana.

 

Sunday Morning

 

Titoli di coda

 

Fine della storia

Jody Loose

Inizio pagina