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16 dicembre 2017 , ,

The Jazz Butcher: "The Wasted Years" - Box 4 CD (41 brani)

Ristampe, Antologie, Box

Uscita: 20 Ottobre 2017 - Fire Records

MI0004316063"Penso che volessimo scherzare su alcuni dei nomi scelti dai gruppi dei primi anni ‘80. Non avevamo idea che avremmo fatto un disco con questo nome, per non parlare della nostra presenza sulla scena internazionale a trent'anni di distanza".

 

Così Pat Fish, cantautore e leader di uno dei gruppi più originali della scena inglese al principio degli anni ‘80. Era tempo che qualcuno – nel caso specifico Dave Barker e James Nicholls della Fire Records – decidesse di riaccendere i riflettori su di loro. La storia di Jazz Butcher è narrata all'insegna del sense of humour di Pat Fish. Di solito il compito di stendere le note di copertine viene affidato a un giornalista o a un critico musicale. Niente del genere per questo “The Wasted Years, box di quattro cd (per un totale di 41 brani) e per il prossimo, in uscita al principio del prossimo anno.

E' lo stesso Fish a occuparsene, con quel  misto di ironia, garbo e disincanto che caratterizza la sua scrittura. Forse sarebbe stato bello riprodurre le copertine originali  di “Bath of Bacon” (1983), “A Scandal In Bohemia” (1983), “Sex and Travel” (1985), “Distressed Gentelfolk” (1986), ma la scelta spartana di Pat Fish ha una sua ragione nel pat-fish-jazz-butcher-short-stories_400dare il giusto risalto agli scatti di Mitch Jenkins. Quello di pagina 19 è - molto semplicemente - uno dei più belli che mi sia capitato di vedere in tanti anni di mestiere.

Nel libro che racchiude i quattro CD emergono qua e là spunti interessanti: Pat (nella foto a destra) dice, ad esempio, che lo scambio tra la sua chitarra e quella di Max Eider (uno dei migliori guitar players d'Inghilterra, si badi bene) sfugge alla logica ritmica/solista. E Max sostiene che i cori di Jazz Butcher sono il quinto elemento del gruppo, composto, nella sua formazione classica da Pat Fish, Max Eider, David J e Owen Jones. Un esempio tra i molti è Southern Mark Smith, che apre A Scandal In Bohemia: ci sono le due chitarre, i cori, in un andamento incalzante e coinvolgente. Qualche titolo? Real Men, Zombie Love, OnlyA Rumour, nella speranza che questa operazione ottenga il risultato sperato. 

 

Giancarlo Susanna

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